Creazzo fa rima con che…

Ho chiesto una replica al sindaco di Creazzo rispetto a quanto accaduto ieri in consiglio comunale: non pervenuto. Intanto prosegue la contestazione da parte dei ‘grilli’ locali che stamani hanno diramato una nota al vetriolo. Gli attivisti di Creazzo frattanto hanno già pubblicato sul web il nuovo regolamento municipale in materia di ripresa delle sedute consiliari. Si tratta di un coacervo di strafalcioni sintattici e giuridici che invito tutti a leggere. Ciò detto annuncio già da ora che sarò costretto a mandare un esposto in prefettura e uno all’ordine dei giornalisti perché la bozza approvata dal consiglio comunale di Creazzo, al di là delle corbellerie giuridiche che fanno a cazzotti con uno stato di diritto, è lesiva sul piano professionale perché attribuisce ad alcune categorie di cronisti la facoltà di filmare e ad altri no, non si sa bene in ragione di quale princìpi. E la prima conferma di quanto appena descritto la si ha nel resoconto degli attivisti di Creazzo i quali hanno precisato che mentre al sottoscritto veniva negata la possibilità di fare fotografie, al cameraman di Canale 68, tale permesso veniva prima negato e poi accordato in virtù di non si sa quale approccio familistico alla questione. Ora premesso che il collega della tv locale, era, come il sottoscritto, lì per fare il suo lavoro, non si capisce perché La Sberla sia stata esclusa. Ovviamente chi ha da intendere intenda. Non è una questione personale, “mi sì, ti no”, è ovvio. Si tratta di una questione delicata e di carattere generale, perché se passa il concetto per cui gli amministratori si scelgono quali testate possono o non possono documentare il loro lavoro in seno alle istituzioni, allora capite che si crea un precedente pericolosissimo. A breve pubblicherò una versione commentata di quel regolamento, ci sarà da ridere. Comunque è la prima volta giornalista che mi capita di assistere ad una cosa del genere. Vi immaginate se domani il presidente dell’assise regionale del Veneto o dell’Emilia, il presidente del consiglio comunale di Roma, Vicenza o Verona negassero ai cronisti di fare riprese o foto? Scoppierebbe un putiferio e si griderebbe alla censura, alla barbarie o al fascismo. In tutti i consigli in cui sono stato gli spettatori filmano e registrano. L’unica differenza con i giornalisti sta nel fatto che fotografi e cameraman sono spesso autorizzati a muoversi tra i banchi per esigenze di ripresa. A Vicenza per esempio basta accreditarsi all’ufficio stampa, lo può fare chiunque… A Creazzo no.

Marco Milioni

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