Come strumentalizzare i morti coprendosi di ridicolo

(m.m.) La retorica patriottarda è un esercizio patetico e sciatto. La retorica patriottarda strumentalizzata dalla politica è ridicola e schifosa. La retorica patriottarda propugnata da due sedicenti epigoni del federalismo è farsesca. La retorica patriottarda strumentalizzata politicamente da sedicenti federalisti sulla pelle di un defunto ci deve fare vergognare. La retorica patriottarda, finto-federalista, speculatrice sulla morte e pure sgrammaticata è l’insulto ultimo e grottesco a quel poco di buono rimasto in questo Paese. Cito testualmente un intervento congiunto dei senatori leghisti Paolo Franco e Alberto Filippi diramato oggi: «Piangiamo un nostro figlio caduto nell’adempimento del dovere, un figlio della terra vicentina di cui tutti i cittadini ne devono essere orgogliosi»… di cui tutti i cittadini ne devono essere assai poco orgogliosi, direi. Tre in Italiano e dieci in cattivo gusto, onorevoli.

credo che stiate esagerando,i due onorevoli erano solidali in quanto rappresentanti istituzionali e non certo per altri motivi,mi sembra che si gonfino le cose in modo eccessivo…forse un pò di meno rabbia non guasterbbe,cercate di essere meno negativi e vedrete che moltissime persone vi seguirebbero
Va bene Alberto, però è anche ora di finirla con questi clichè -onore al militare caduto nell’adempimento del proprio dovere- io mi sono rotto di sentire sempre le stesse frasi di circostanza per far breccia nei cuori più sensibili degli elettori. Basta! Poi questi due signori leghisti fanno leva sulla morte del capitano vicentino dell’Aeronautica per rivendicare il sacrificio di sangue padano per la causa italiana: e solo per il vicentino, gli altri 7 morti come se non centrassero niente… Se Franco Filippi (due uomini in un senatore) stavano zitti avrebbero fatto miglior figura!
Senza contare, poi, che termini come onore, servizio, spirito di sacrificio, suonano già stonate quando le pronunciano le più alte cariche dello Stato. In bocca ai due onorevoli, mi si perdoni, suonano decisamente ridicole.
Il cap. Bozzo non è morto in battaglia, e per lui non ci saranno né medaglie al merito né altro. Per la famiglia, non ci saranno risarcimenti (ammesso e non concesso che dei soldi possano supplire qualcosa). Il cap. Bozzo è morto perché l’elicottero cadeva a pezzi, perché la DIfesa non ha soldi per la manutenzione, perché gli investimenti di un settore strategico sono dirottati verso altri provvedimenti clientelari. Una ricerca dell’Istituto Affari Internazionali ha stabilito che tra tutte le risorse destinate alla Difesa il bilancio virtuoso dovrebbe essere così ripartito: 40% agli stipendi, 30% alle spese d’esercizio e 30% agli investimenti. Oggi in Italia siamo messi cos^: 75% stipendi, 15% d’esercizio e 12% agli investimento. Ma come fanno i nostri governanti ad avere la grandeur con un simile, disonorevole bilancio? Tanto più che le forze destinate all’intera Difesa ammontano in Italia ad un po’ meno dell’1% del Pil. In Gran Bretagna sono al 3% e in Francia al 2%. Lo sanno questo i due onorevoli che votando sì all’ultima finanziaria hanno di fatto tagliato ancora i soldi alla difesa???
Vergognatevi, onorevoli. Chi avrà sulla coscienza il capitano vicentino, e tutti gli altri?
a parte che il fatto che l’italietta investa solo l’1%del pil lo vedo come una cosa molto positiva,ci sono settori MOLTO più importanti,visto che siamo una nazione che a voce ripudia la guerra…ribadisco che,a mio parere ,i due onorevoli non hanno fatto altro che quello che facciamo tutti noi (ipocriti o meno)quando muore qualcuno che conosciamo…Voglio conoscere chi non ha detto,in certe circostanze,”poverino,era tanto buono,un modello di …marito padre madre etc…”,lo ammirerei per la sincerità,ma anche ne sarei un pò schifato…In faccia alla morte,tutti uguali,tutti buoni!!!!
Tutta la vicenda del Dal Molin, e il fatto che l’Italia di Dx e di Sx non sia capace di opporsi agli americani deriva proprio dal fatto di quel 1% del Pil. Gli americani, infatti, di fatto suppliscono ad un bisogno di “difesa” -e nn di guerra- che l’Italia non è in grado di soddisfare. Difesa non vuol dire essere guerrafondai, ma essere in grado di non dipendere da altri per la propria indipendenza. La libertà -lo insegna la storia- non va solo conquistata ma, appunto, anche difesa.
Oggi, di fatto, l’Italia è diventata la puttana delle grandi (e piccole) potenze. E la prova del nove è l’incapacità di una propria, autonoma politica estera. Chi fa politica estera oggi? Chi ha il petrolio e chi ha un esercito efficente. L’esercito efficente non serve ad andare in Iraq (come disgraziatamente ha fatto Bush) o in altre parti del mondo ma garantire la sovranità dello Stato nel proprio territorio. Anche a costo di litigare con gli americani. Perchè, tanto per chiarire, quando un amico fa il prepotente a casa nostra si dovrebbe aspettare di essere trattato nello stesso modo. E invece, qua in Italia, gli si porge anche l’altra guancia.