Caso Macchia, il Gip archivia

Il segretario generale del Comune Angelo Macchia si è comportato correttamente e non ha leso il diritto di accesso agli atti amministrativi dell’ex consigliere comunale Franca Equizi. A rilevarlo è il giudice Eloisa Pesenti che l’altro giorno ha archiviato il procedimento penale per un ipotetico abuso d’ufficio nei confronti dell’alto dirigente comunale perché non aveva fornito i tabulati delle chiamate telefoniche effettuate tra il 10 novembre 2004 e il 10 novembre 2006 dall’Amministrazione municipale.
Ad avviso del giudice, che ha fatto proprie le considerazioni giuridiche dell’avvocato Enrico Ambrosetti, ci sono insormontabili ragioni di privacy per dare corso a una simile domanda.
Il magistrato osserva che nel merito la legge 241 del 1999 disciplina all’articolo 25 «il diritto di accesso ai documenti amministrativi nel senso che la mancata risposta entro trenta giorni dalla richiesta d’accesso equivale a un silenzio rifiuto, con conseguente possibilità di ricorrere alla giustizia amministrativa».
Pertanto, il gip, visto che si è in sede di giustizia penale, sottolinea che la condotta del segretario Macchia non ha provocato una inerzia silenziosa della Pubblica amministrazione. «Nel suo operato – aggiunge – non è comunque ravvisabile dolo attesa l’opinabilità del diritto di accesso ai tabulati delle comunicazioni telefoniche, sia pure eseguite a spese dell’ente pubblico, per le evidenti implicanze con “il diritto alla privacy”».
Dunque, cala il sipario su una vicenda che aveva fatto parlare tenuto conto che l’allora consigliere comunale Equizi aveva fatto intervenire i carabinieri ritenendo che fosse stato leso il suo diritto a conoscere le comunicazioni telefoniche svolte dagli amministratori pubblici a spese del contribuente. In realtà, come secondo l’avv. Ambrosetti è ormai giurisprudenza costante, data la delicatezza della materia date le implicazioni sulla riservatezza della sfera personale, solo il magistrato penale in sede di indagini preliminari può ordinare l’acquisizione.
La stessa procura all’esito dell’istruttoria aveva sollecitato l’archiviazione della posizione di Macchia, ma la l’ex consigliere Equizi aveva presentato opposizione con l’avvocato Renato Ellero. Il dottor Macchia, come da regolamento comunale, si era attenuto alla legge in materia di diritto di accesso agli atti amministrativi «nel rispetto pieno dei ruoli e dei compiti propri dei vari uffici dell’amministrazione e soprattutto in conformità al proprio ruolo di segretario generale». L’allora consigliere Equizi, insomma, ad avviso del prof. Ambrosetti ha commesso un “errore procedurale” presentando la richiesta alla persona sbagliata e Macchia si limitò a «garantire il buon andamento della Pubblica amministrazione».

Ivano Tolettini
da Il Giornale di Vicenza del 6 ottobre 2008 pagina 13

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