Archive del 29 ottobre 2008

Creazzo fa rima con che…

Ho chiesto una replica al sindaco di Creazzo rispetto a quanto accaduto ieri in consiglio comunale: non pervenuto. Intanto prosegue la contestazione da parte dei ‘grilli’ locali che stamani hanno diramato una nota al vetriolo. Gli attivisti di Creazzo frattanto hanno già pubblicato sul web il nuovo regolamento municipale in materia di ripresa delle sedute consiliari. Si tratta di un coacervo di strafalcioni sintattici e giuridici che invito tutti a leggere. Ciò detto annuncio già da ora che sarò costretto a mandare un esposto in prefettura e uno all’ordine dei giornalisti perché la bozza approvata dal consiglio comunale di Creazzo, al di là delle corbellerie giuridiche che fanno a cazzotti con uno stato di diritto, è lesiva sul piano professionale perché attribuisce ad alcune categorie di cronisti la facoltà di filmare e ad altri no, non si sa bene in ragione di quale princìpi. E la prima conferma di quanto appena descritto la si ha nel resoconto degli attivisti di Creazzo i quali hanno precisato che mentre al sottoscritto veniva negata la possibilità di fare fotografie, al cameraman di Canale 68, tale permesso veniva prima negato e poi accordato in virtù di non si sa quale approccio familistico alla questione. Ora premesso che il collega della tv locale, era, come il sottoscritto, lì per fare il suo lavoro, non si capisce perché La Sberla sia stata esclusa. Ovviamente chi ha da intendere intenda. Non è una questione personale, “mi sì, ti no”, è ovvio. Si tratta di una questione delicata e di carattere generale, perché se passa il concetto per cui gli amministratori si scelgono quali testate possono o non possono documentare il loro lavoro in seno alle istituzioni, allora capite che si crea un precedente pericolosissimo. A breve pubblicherò una versione commentata di quel regolamento, ci sarà da ridere. Comunque è la prima volta giornalista che mi capita di assistere ad una cosa del genere. Vi immaginate se domani il presidente dell’assise regionale del Veneto o dell’Emilia, il presidente del consiglio comunale di Roma, Vicenza o Verona negassero ai cronisti di fare riprese o foto? Scoppierebbe un putiferio e si griderebbe alla censura, alla barbarie o al fascismo. In tutti i consigli in cui sono stato gli spettatori filmano e registrano. L’unica differenza con i giornalisti sta nel fatto che fotografi e cameraman sono spesso autorizzati a muoversi tra i banchi per esigenze di ripresa. A Vicenza per esempio basta accreditarsi all’ufficio stampa, lo può fare chiunque… A Creazzo no.

Marco Milioni

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Bel video sul caso Ederle 2

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Creazzo, maretta per le riprese in consiglio

C’è maretta tra i Grilli di Creazzo (comune della cintura di Vicenza) e la giunta municipale. Oggetto del contendere le riprese durante il consiglio comunale. Ieri in prima serata infatti il consiglio presieduto dal sindaco Gervasio Cortiana (a capo di un raggruppamento di centrodestra) ha portato in aula la delibera che de facto regola le riprese. In realtà c’era già un preambolo al calor bianco tra l’esecutivo e il gruppo locale dei supporter di Beppe Grillo. Era la fine di luglio quando d’autorità il sindaco impedì a Aldo Santoro, esponente locale del “meet-up di Grillo”, di proseguire con il suo filmato «col quale si voleva dare testimonianza di come lavorano i nostri amministratori». Lo spezzone su You Tube fece il giro d’Italia e finì sul sito del comico genovese, mentre la vicenda fu raccontata anche da Canale 68, una televisione vicentina. Ieri in realtà schermaglie verbali tra Santoro e la giunta non ci sono state, anche se a chi scrive, pur avendo esibito il tesserino dell’ordine dei giornalisti come documento di identità al vigile urbano che lo chiedeva, non è stato possibile effettuare che poche fotografie e nessun filmato. Dopo aver detto questo, in ossequio alla cronaca, l’aula attorno alle 19,30 ha votato la bozza di regolamento preparata dagli uffici. «In questo modo abbiamo deciso di disciplnare un ambito per il quale sussisteva una sorta di vuoto. Inoltre tuteleremo il principio per il quale si dà massima diffusione all’operato della amministrazione, mentre contemporaneamente garantiremo, quando occorre, il rispetto della privacy e della dignità di tutti». Questa la sintesi del primo cittadino alla quale però fanno da contraltare le dichiarazioni di Santoro e Caterina Franchina, gli attivisti dei diritti civili di Creazzo che sparano ad alzo zero: «Il consiglio comunale ha adottato un provvedimento assurdo che odora di incostituzionalità. Tra le varie amenità abbiamo quella secondo la quale, in ossequio a non si sa bene quali princìpi, i cittadini che filmano la seduta sono obbligati a fornire copia della ripresa all’amministrazione, la quale ha tre giorni di tempo per depurare i passaggi rispetto ai quali non ritiene congrua la diffusione. Questa si chiama censura. Aspettiamo le prossime ore, quando il provvedimento sarà di dominio pubblico perché di aberrazioni simili quel documento è pieno come un uovo».

Marco Milioni

P.S.
Ho già inviato al sindaco di Cortiana un messaggio nel quale chiedo una replica alla presa di posizione degli attivisti di Creazzo.

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Asso di picche
                  Rubrica di Alessio Mannino                                          


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