Archive del 22 ottobre 2008

La giunta che sbadiglia e le incognite vicentine

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La questione del Dal Molin è capitale per i destini di Vicenza. Ma la giunta deve occuparsi anche di altro. Tra i compiti più importanti c’è quello di purgare a dovere la dirigenza comunale, rendendo innocue quelle posizioni che hanno avuto attegiamenti di connivenza con la precednte amministrazione. Poi c’è la questione degli oneri di urbanizzazione. Nonostante le assoluzioni penali le sentenze Ponte Alto, De La Ville e Brotton hanno appurato una serie di irregolarità amministrative. Gli abusi sono stati sanati? Gli oneri sono stati tutti riscossi? Che cosa fanno i dirigenti in questione? Sbaglio o ci sono direttori di settore o importanti funzionari con condanne della corte dei conti sul groppone? Sbaglio o ci sono dirigenti che non rendono pubblici gli elenchi di coloro che beneficiano delle case comunali? Sbaglio o ci sono dirigenti che durante la passata amministrazione hanno fatto il bello e il cattivo tempo nella gestione dei fondi circoscrizionali per le associazioni? Io spero che la giunta si sbrighi; mi tocca redigere le liste di proscrizione come fece Silla per chiedere un po’ di pulizia? Non mi sembra il caso.

Marco Milioni

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Francesco Greco: controllori e controllati

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(m.m.) Quanta colpa hanno le istituzioni nella crisi finanziaria di questi ultimi mesi? Come possono i politici chiedere sacrifici alla gente quando sono stati spettatori spesso complici della deriva economica tuttora in corso attuata dai big della finanza globale? Il ragionamento non vale solo per l’Italia appunto, ma per tutto il pianeta. Sono questi in sostanza gli interrogativi che si pone Francesco Greco, procuratore aggiunto a Milano nonché tra i massimi esperti mondiali di reati finanziari. Ieri il quotidiano La Stampa ha intervistato il magistrato dalle parole del quale il futuro appare grigio, anzi tendente al nero. Greco non usa toni moralisti, anzi la sua analisi è disillusa, ma al contempo lucida. Uno strumento utile per comprendere i meccanismi perversi che stanno dietro alla globalizzazione. In poche parole Greco, in punta di penna, sostiene che il sistema è mezzo marcio e che i controllori sono nella stessa cabina di comando coi controllati. Così è se vi pare.

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Abbiate sfiducia

Ci inculcano l’imperativo categorico della fiducia, i responsabili della Grande Truffa. Banchieri internazionali, speculatori di Borsa, industriali ingrassati a furia di aiuti statali, mafie corporative, casta politica, opinionisti a libro paga dei poteri forti, consorterie private spacciate per istituzioni mondiali (Fmi, Banca Mondiale, Wto): tutti intenti ad ammannirci la loro fede.
Vogliono farci credere che il loro interesse è anche il nostro, e ci invitano a rimettere in moto il meccanismo della fiducia. Perchè noi come loro siamo schiavi. Ma noi più di loro, visto che siamo gli asini da soma che devono correre mentre loro stanno in groppa. Il ciuco, però, prima o poi s’incazza. E li disarciona.
Le bestie da lavoro e da consumo sono invitate a continuare a sgobbare e svenarsi. Dopo che il capitalismo all’ultimo stadio – la finanza dei derivati e dei mutui subprime, del leverage senza controllo e degli hedge fund-cavallette – ha dilapitato i nostri soldi, i governi si arrogano il diritto di salvarlo rimettendo le mani nelle nostre tasche. Fondi straordinari a favore delle banche, assistenzialismo di Stato, stampa di moneta gravata da debito: il circo ricomincia. Uguale a prima. Peggio di prima. Perchè a ogni ulteriore indebitamento la bolla s’ingigantisce. Non solo, ma d’ora in avanti, con questa riedizione di politiche keynesiane e stataliste, l’intreccio perverso fra politici, banchieri e grande industria si fa ancora più stretto e legittimato a manipolare i risparmi della gente per seguitare a fare i loro comodi. Tutto in nome della fiducia nel sistema.
Ma noi di questo sistema non ci fidiamo più da quel dì. E allora lanciamo un appello: alla sfiducia. Bisogna avere sfiducia in chi non ha fatto altro e non vuole fare altro che usarvi per i propri affari e per il proprio potere.
Noi saremo gli agenti della sfiducia. Quando sapete che un tizio è un truffatore, cosa fate? Per il bene di voi stessi e, se avete ancora un briciolo di senso civico, di quello del vostro prossimo, andate a dirlo, anzi a gridarlo in giro: quello ci rovina tutti! Bene, lo stesso si deve fare con la macchina politico-economica che proclama di agire per conto nostro. Sicuro che lo fa: nel senso che lucra al posto nostro e col sudore nostro.
Allora tutto ciò che contribuisce a spezzare l’incantesimo di massa di una fiducia cieca e irrazionale, che ha dato innumerevoli prove di mettercelo là dietro pretendendo per giunta la nostra incondizionata approvazione – tutto quello che smaschera, demistifica, destabilizza la certezza idiota nei piani che piovono dall’alto sulla nostra pelle, tutto questo va salutato con favore e simpatia.
Gli agenti della sfiducia possono rendere il loro gradito servizio a diversi livelli. Alcuni più bassi, altri più elevati. C’è chi denuda la pochezza arraffona degli eletti del popolo, pardon dei nominati di partito: Gianantonio Stella, Sergio Rizzo. C’è chi denuncia il malaffare e le collusioni criminali della classe dirigente: Marco Travaglio, Peter Gomez. C’è chi mette in luce la follia della crescita economica infinita: Serge Latouche, Maurizio Pallante. C’è chi fa opera di controinformazione, a latitudini differenti e secondo sensibilità politiche anche distanti: Marco Cedolin, Maurizio Blondet, Giulietto Chiesa, Milena Gabanelli e pochi altri. C’è chi agita l’opinione pubblica, facendo da semplice ma efficace megafono al risentimento popolare: Beppe Grillo. C’è chi sgomina la banda dei rapinatori finanziari con analisi da mozzare il fiato: Marco Della Luna, Marco Saba e altri ancora. C’è chi semina pensiero non conforme al dogma unico del mercato e della felicità stracciona: Franco Cardini, Alain De Benoist, Marco Tarchi, Carlo Gambescia, Costanzo Preve, giusto per fare i primi nomi che ci vengono in mente. Per non dire, naturalmente, del “nostro” Massimo Fini. E c’è chi inizia ad avvedersi che idee adatte al nostro tempo sono necessarie come il pane, lasciandosi alle spalle gli schematismi e le mummie ideologiche del passato (per esempio un Bifo Berardi che attacca la democrazia rappresentativa, per dirne uno).
Qualcuno storcerà il naso a leggere questi nomi mischiati assieme. Tutti loro hanno limiti, compiono errori, hanno una visuale più o meno larga o più o meno miope. Taluni, persino, possono essere in buona ma anche in cattiva fede. Ma messi come stiamo, non ce ne facciamo un problema.
Ognuno di loro, infatti, porta un rivolo d’acqua al fiume della sana e liberatoria sfiducia nel sistema. E potrebbero essere annoverati fra i loro involontari compagni d’azione anche coloro che si oppongono al pensiero dominante blaterando ancora di ideologie otto-novecentesche come il comunismo, il fascismo, l’anarchia eccetera eccetera.
Non importa, l’importante, oggi, è smuovere l’aria pietrificata che soffoca la nascita di idee nuove. Essenziale, ora e nei prossimi anni, è far circolare tutte le possibili fonti di risveglio delle coscienze. Certo, secondo un grado di consapevolezza che via via si restringe a seconda dell’impegno civile, delle letture, della passione politica e, ahinoi, del poco tempo che tutti abbiamo per coltivare lo spirito di libertà. Chiaro che al sistema stesso conviene la facile indignazione del popolino per i privilegi dei parlamentari, mentre di ben altri guai è costellato il mondo. Ma è sempre vento che soffia sul fuoco, e il fuoco va alimentato perchè non si spenga. Siamo in guerra, ragazzi. In guerra contro un nemico inafferrabile e insidioso: il mito, sapientemente fatto introiettare fin da piccoli, che non esiste altro dio all’infuori di questo modello di vita. E invece un’altra vita, più umana e libera dall’ossessione economica, è possibile.
Abbiate sfiducia, dunque.

Alessio Mannino

da: wwwmovimentozero.org

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Inferociti contro Wall Street


«Il salvataggio è una stronzata. Niente salvataggio mandiamoli al gabbio». Con questi slogan una folla di newyorkesi incazzati ha accolto la notizia del piano straordinario che un mese fa il governo Usa ha chiesto dopo il crash finanziario di fine estate. La manovra è stata giudicata dai manifestanti un regalo ai soliti noti della city. I cortei contro Wall Street, contro i banchieri e contro l’amministrazione Bush sono stati organizzati il 25 settembre. Nessun grande network sia esso americano o italiano ne ha parlato in questo mese. Immagino sappiate perché. La tensione monta però e siamo all’inizio. Manderanno le truppe per sedare eventuali rivolte?

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L’inceneritore Marcegaglia


Una buona notizia: a Modugno, vicino a Bari, è stato sequestrato l’inceneritore della Marcegaglia anche grazie a un esposto dei ragazzi del Meetup Bari 2. E’ una grande vittoria per la salute dei pugliesi. Una sconfitta per i politici e per i confindustriali assistiti dallo Stato.
In materia di ambiente ognuno ha i ministri che si merita, ma noi abbiamo esagerato. Due dichiarazioni da far gelare il sangue a Dracula:
- Stefania Prestigiacomo, ministro dell’Ambiente: “Stiamo andando malissimo su Kyoto. Abbiamo un trend di crescita delle emissioni del 13% invece di una diminuzione del 6,5%. ma anche qui… ha senso che ci si faccia carico noi dell’inquinamento del mondo qundo a sfilarsi da Kyoto sono stati Paesi come gli Stati Uniti…?”
- Renato Brunetta, ministro per la PA e l’Innovazione, sulla riduzione delle emissioni inquinanti: “L’Europa ha poco da bacchettare perchè 20-20-20 (20% in più di efficienza energetica, 20% in meno di emissioni inquinanti e il 20% di energia tratta da fonti rinnovabili entro il 2020, ndr) è una follia. Per le imprese e per i Paesi… è una follia soprattutto per un Paese manifatturiero come l’Italia che ha un’intensità e una densità di imprese superiore alla media europea perché il nostro Paese trarrebbe svantaggi”. Ma ha poi ha aggiunto, rassicurante: ” Noi vogliamo un ambiente pulito. Vogliamo controlli di tipo ambientale che non uccidano le nostre imprese e le nostre famiglie”.
Datemi un secchio per vomitare…

Ciao Beppe,
sono Lello Ciampolillo del Meetup Bari 2, volevo segnalarti che in un mare di notizie ‘immondizia’ oggi ne abbiamo una positiva. La magistratura funziona. I politici no.
il 22/09/08 il dott. Francesco Bretone pm della Procura di Bari, ha sequestrato l’area di costruzione dell’inceneritore della Eco Energia Srl (gruppo Marcegaglia) a Modugno (BA) ed ha messo 4 persone sotto inchiesta; di queste una è un dirigente del settore ecologia della Regione Puglia. Il sequestro è stato recentemente convalidato dal Gip. Le indagini sono state svolte anche a seguito di due esposti presentati dal meetup Bari2 assistito dall’avv Gaetano Filograno.Gli esposti in questione evidenziavano la pericolosità degli insediamenti tra Bari e Modugno di una centrale a turbogas e appunto dell’inceneritore, inseriti in un contesto già fortemente inquinato dalla zona industriale a ridosso della città di Bari, nonchè dalla presenza di una centrale elettrica Enel all’interno della città, convertita recentemente da olio combustibile a gas sulla cui legittimità il ns. meetup sta svolgendo approfondimenti tecnici e giuridici da sottoporre agli organi competenti.
Oltre a sottolineare l’ottimo lavoro della procura di Bari, che si preoccupa della salute dei cittadini contrariamente ai politici locali sia di destra che di sinistra, ci preme evidenziare alcuni tra i motivi che hanno portato al sequestro preventivo e all’iscrizione nel registro degli indagati del dirigente della Regione. Quest’ultimo ometteva di:
- motivare sullo smaltimento delle ceneri prodotte dalla centrale considerate nello studio di impatto ambientale (S.I.A.) erroneamente come rifiuto non pericoloso
- rilevare che lo stoccaggio e il trattamento delle ceneri avveniva all’interno dello stesso termovalorizzatore e che trattandosi di operazione di trattamento di rifiuto pericoloso occorreva per l’impianto una specifica autorizzazione
- rilevare che il CDR (combustibile da rifiuto) sarebbe stato prodotto anche all’interno della stessa centrale da un impianto privo di autonoma autorizzazione.
Ci chiediamo il perchè di queste “omissioni”, e la risposta è forse perchè sarebbero stati costretti ad ammettere che la termovalorizzazione non risolve il problema dei rifiuti anzi lo acuisce perchè il rifiuto bruciato si trasforma in nanopolveri, diossine e cenere che a differenza dei primi sono tossici e di una tipologia estremamente pericolosa, e tutti questi rifiuti hanno bisogno di discariche speciali per rifiuti tossici.
Ora veniamo ai politici. Il presidente della regione Puglia Vendola, che alcuni giorni fa aveva mandato a noi cittadini pugliesi, una lettera in cui ci esortava a “fare la differenza” intende costruire 5 inceneritori ( ) o meglio (sono sue parole) termovalorizzatori del CDR. Pochi giorni fa l’assessore regionale all’ambiente Losappio ad un nostro quesito sugli inceneritori rispondeva così:
La termovalorizzazione del CDR è per noi la chiusura del ciclo per la parte residuale dello stesso“.
Sperando che si possa fare lo stesso con questa classe politica, lasciamo a te il commento su quest’ultima affermazione e sull’intera vicenda. Loro non si arrenderanno mai, noi neppure.” Lello Ciampolillo, organizer meetup Bari 2

da: www.beppegrillo.it

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Asso di picche
                  Rubrica di Alessio Mannino                                          


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