Archive del 18 ottobre 2008

La crisi di carta

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Da dove arriva la crisi finanziaria che l’occidente vive in questi mesi? Quali responsabilità hanno le banche? Quali sono le resposabilità della politica? E soprattutto dove finiranno i nostri risparmi? A queste e ad altre domande si è cercato di rispondere ieri a Creazzo. L’incontro è avvenuto in una gremitissima sala congressi dell’hotel Vergilius nel corso di un dibattito organizzato dal gruppo locale di Beppe Grillo capitanato da Aldo Santoro. Ospiti della serata il trader finanziario indipendente Eugenzio Benetazzo e Rosanna Sapori, vulcanica giornalista di Telenordest. Al duo si è aggiunto il professor Renato Èllero (docente di diritto penale all’università di Padova) chiamato tra i relatori dalla Sapori mentre si trovava comodamente seduto in mezzo al pubblico.
PRIME BATTUTE. Le prime battute sono state per Santoro il quale ha cominciato a tambur battente: «Argomenti come questi spesso vengono occultati dai grandi media. E allora che cosa bisogna fare. Le informazioni occorre andare a cercarle il più possibile vicino alla fonte e renderle disponibili ai cittadini. Questo è l’impegno di noi supporter del Meet Up di Creazzo. Non a caso ci siamo dati il soprannome di antenne (la conferenza è durata dalle 21 a mezzanotte, Ndr)».
IL RUOLO DELLE BANCHE. Poco dopo è stato il turno di Rosanna Sapori: «So che ormai mi sono guadagnata l’appellativo di rompiballe ma bisogna cominciare ad alzare la testa e a chiamare le cose col proprio nome». Diseguito la conduttrice di Tne ha affrontato una serie di temi spesso oggetto del suo “Pronto Chi Parla” un talk-show molto seguito in regione: comportamenti scorretti da parte delle banche, clienti indotti a comperare titoli spazzatura, attegiamenti aggressivi nei confronti della piccola impresa che sconfinano spesso nell’usura. Poi una tilettata alla stampa main-stream accusata di alzare polveroni su questioni di secondo piano per poi dimenticare i temi veramente caldi.

LA CRISI. Eugenzio Benetazzo, ospite principale della serata, ha ricostruito, dati alla mano, la crisi finanziaria «nata negli Usa e destinata a giungere anche da noi». L’operatore ha puntato l’indice sulle grandi istituzioni internazionali dall’Fmi, alle banche centrali puntando poi l’indice sul Wto, l’organizzazione mondiale del commercio.
Benetazzo, che su questi argomenti ci ha pure scritto un libro, se la prende con gli squilibri della globalizzazione e fa sapere che le delocalizzazioni unite alla leva finanziaria a disposizione delle corporation collegate alle grandi banche, hanno finito per impoverire le classi medie dei paesi occidentali. «Non ci facciamo illusioni, ma la crisi arriverà anche da noi e si tradurrà in perdita del potere d’acquisto e disoccupazione». Benetazzo ha concluso il suo intervento con un suggerimento, quello di informarsi sul diritto che le banche centrali hanno di stampare la moneta prestandola agli stati dietro interesse (diritto di signoraggio bancario). «È probabilmente uno dei meccanismi che hanno creato gli scompensi epocali di questi anni».
ÈLLERO. Diverso invece il terreno in cui si è mosso il professor Èllero: «Ormai ho una certa età e posso dire che se lo stato di cose persiste in questo modo è anche colpa della gente, che avvertita una, due tre volte casca sempre nello stesso buco. Fino a quando il cittadino non si metterà in testa che il controllo sulla vita pubblica spetta in primis a lui e non ai delegati di turno, siano essi politici, magistrati o autorità varie, le cose non si raddrizzeranno. Come fare? Immaginate un sindaco o un presidente del consiglio che sotto i palazzi del potere si trova un giorno sì e uno no cinquemila, diecimila, cinquantamila persone. Vediamo poi se l’aria non cambia. Le rivoluzioni si fanno non necessariamente coi forconi, ma il cittadino deve riappropriarsi della sua forza, anche muscolare. E deve cominciare a ribellarsi».
 

Marco Milioni

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Asso di picche
                  Rubrica di Alessio Mannino                                          


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