Archivio di settembre 2008

Regali autostradali

Squali italiani

Ogni anno vengono uccisi 40 milioni di squali dagli uomini. Ogni anno sono uccisi 10 uomini dagli squali. Se uno squalo incontra un uomo dovrebbe darsi alla fuga. Sei immigrati sono stati assassinati in un solo giorno dalla camorra a Castelvolturno. Un italiano di origine africana è stato bastonato a morte a Milano al grido di: “Sporco negro” da padre e figlio per aver rubato dei biscotti. Due ucraine sono state massacrate da un pensionato italiano. Era geloso. Centinaia di extracomunitari muoiono sul lavoro in Italia inghiottiti da un tombino o inceneriti in una fornace. Minorenni extracomunitari, spesso bambini, sono stuprati in massa dagli “Italiani brava gente”. Prezzi modici: 20/30 euro. Stranieri scompaiono nei campi di raccolta dei pomodori in Puglia. Gente della quale non sono state trovate neppure le ossa.
L’Italia è la portaerei mondiale della cocaina. Passa tutta di qua, dal porto di Gioia Tauro. Una dose costa 5/10 euro, come un aperitivo. A Milano è così diffusa che si respira nell’aria, è gratis. L’esercito fa la guardia alle discariche della Impregilo e ai cassonetti, mentre all’angolo della strada la camorra ammazza uno dopo l’altro i testimoni di giustizia.
Se un extracomunitario onesto incontra un italiano dovrebbe darsi alla fuga. L’italiano è lo squalo bianco d’Europa. In quale Paese ci sono più squali in Parlamento? Dell’Utri e Cuffaro hanno denti affilatissimi. Lo psiconano in bocca ha solo canini, mentre Topo Gigio Veltroni ha la dentiera (è uno squalo di seconda classe). Dove si può trovare una criminalità organizzata del livello di Mafia, Ndrangheta e Camorra? Nessun Paese al mondo ha squali tigre come i nostri.
Dal crollo delle Torri il pericolo è il musulmano. Ma dal 2001 non un solo italiano, non UNO, è stato ucciso in Italia da un musulmano per motivi religiosi. La Lega vieta le moschee, luoghi di preghiera, ma non si preoccupa del dilagare della mafia e della droga al Nord.
Squalo non mangia squalo… In Italia sopravvivere e già difficile per un italiano, l’extracomunitario rischia la vita. Arriva e finisce in un Cpt o in galera. Se non paga il pizzo è ammazzato, deve lavorare in nero, se è una donna o un minore è a rischio stupro. Solo se è un delinquente si sente a suo agio. Qui non corre nessun rischio. Si trova meglio che a casa sua. È nella patria degli squali.

da: www.beppegrillo.it

Patti chiari banche oscure

(m.m.) «Siamo in mani di matrigna» e poi «Dio quando vuol punire fa impazzire» e poi ancora «I cretini si prendono sempre sul serio». Tre detti veneziani ed un adagio popolare, più di ogni altro discorso, descrivono al meglio il vero spirito con cui politici, imprenditori, banchieri e istituzioni stanno affrontando la crisi finanziaria di questi ultimi mesi. Crisi finanziaria la quale, ricordo a beneficio di inventario, viene da oltre Atlantico. L’impressione è che come al solito i pesci grossi, che disponevano da tempo delle informazioni sulla situazione gravissima di molte banche, abbiano venduto i titoli spazzatura che ora si riversano sui piccoli risparmiatori.

In Italia la cosa ovviamente non deve limitarsi al tragico, ma deve sfociare nel grottesco, forse per l’intima natura del fu Bel Paese. I fatti sono desolanti e si stenta a credere. Oggi il blog di Beppe Grillo riporta una vicenda che è un mix perfetto tra ‘farabuttagine e imbecillità’. In breve accade che il sito del consorzio bancario Patti Chiari ha continuato a considerare investimento sicuro le obbligazioni della banca d’affari Lehman, dopo che questa, ben quattro giorni prima aveva ufficialmente diramato un dispaccio nel quale si dichiarava pronta a portare i libri in tribunale. Tanto per riferire le date: il 15 settembre la banca, oggi in via di fallimento, annuncia il crac e solo il 19 settembre Patti Chiari annuncia che il titolo americano non è più considerato sicuro con tanto di richiamo nella home page. Però, nonostante il monito, una delle pagine interne del sito del consorizio tuttora certifica come buone le obbligazioni Lehman Brothers.

Rammento che il consorzio Patti Chiari racchiude ben l’84% delle banche italiane. Ora la gaffe è già di per sé enorme già questa da sola, in un Paese civile, dovrebbe spingere Corrado Faissola, presidente del consorzio e Giuseppe Zadra, presidente del comitato direttivo a fare le valigie presi a pedate nel sedere dai correntisti. I due sono peraltro ai massimi vertici di Abi, l’associazione delle banche italiane. Ma la cosa che più fa incazzare è che Patti Chiari, in ossequio al suo nome, avrebbe dovuto informare settimane e settimane prima dei pericoli che arrivavano dagli Usa. Pericoli che negli ambienti finanziari milanesi erano noti da mesi. E invece come al solito il piccolo risparmiatore se la prenderà in quel posto mentre i ladri della finanza corsara si arricchiranno ancor più, senza peraltro sapere dove mettere tutto quel danaro. Gli unici patti qui sono quelli occulti, tra i banchieri e i grossi speculatori: Cirio e Parmalat docent.

Banche: è l’ora della ribellione

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Cento miliardi di euro. È l’ammontare della iniezione di liquidità decisa dalla Banca Centrale Europea nel corso dell’ultima settimana. In pratica la Bce ha stampato carta dal valore pressocché nullo che ora diventa cartamoneta grazie al quale si cerca di arginare lo spettro di una crisi finanziaria globale. Si tratta di un giochino vecchio, ma sporco perché stampando denaro nuovo le retribuzioni perdono potere d’acquisto. Di fatto i cittadini che non hanno mai investito un quattrino in titoli o titoli spazzatura si trovano a dovere compartecipare alle perdite di colossi bancari falliti o sull’orlo del fallimento a causa di una gestione leggera, ma il più delle volte crimnale. Northern Rock, Fannie MaeFreddy Mac sono solo i casi più eclatanti. Quelli in cui le privatissime perdite (o semiprivate) di istituti finanziari sono state salvate grazie all’intervento dello Stato o comunque della collettività. Ma questo flusso di danaro dei cittadini, sotto varie forme, teso a colmare le perdite dei privati continua. A vario titolo, sino allo scorso anno, le banche europee hanno bruciato nella fornace americana dei mutui spazzatura almeno 350 miliardi di euro stando alle cifre dell’Ue, ma il dato potrebbe salire altri 120 miliardi. In più durante l’ultima settimana sempre la Bce per fronteggiare il rischio di tracollo di altri istituti statunitensi ha pompato, alias stampato, altri cento miliardi di euro. Ieri è fallita Lehman Brothers, uno dei colossi statunitensi tra le banche d’affari. Contemporaneamente tremano Goldman Sachs e Morgan Stanley. Il mix micidiale tra globalizzazione e finanza corsara ha definitivamente dimostrato che il denaro non genera denaro. Che la speculazione non crea valore solido. Semplicemente sottrae risorse e le alloca altrove, spesso le sottrae a molti e le conferisce a pochissimi. Il comunismo ha fallito, il capitalismo sta fallendo, il capitalismo comunista alla cinese, il capitalismo di Stato alla Russa e il dirigismo all’europea falliranno. Sono tutte declinazioni più o meno tollerabili dell’industrialismo. È la macchina che va cambiata (o sfasciata) e non l’idea in base alla quale la si guida. Inoltre non è più tollerabile che i padroni delle banche centrali usino grazie al signoraggio, la leva monetaria per salvare i loro amici banchieri, gestori di hedge fund o diavolerie consimili, impoverendo la gente grazie all’inflazione. Non ci sto al fatto che un gruppo ristretto di pseudo aristocratici della finanza decida dall’oggi al domani di impoverire, per salvare il culo agli amichetti che hanno investito male, milioni e milioni di persone. Gli stati o gruppi di essi e solo per conto del popolo, debbono avere il diritto di battere moneta. Inoltre questa deve avere un corrispondente in oro immodificabile e commisurato solo al valore nei mercati dell’oro stesso. Questo ladrocinio deve finire, a costo di tirare giù dalle spese i banchieri centrali, i loro lacché e tutti coloro che la pensano alla stessa maniera. Ne ho le palle piene. Dobbiamo ribellarci. Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Lor signori hanno per caso abolito anche la seconda legge della termodinamica?

Marco Milioni

Aim, una città al palo

Che cosa sta succedendo a Vicenza attorno alla vicenda Aim? È proprio vero che al 30 settembre il sindaco Achille Variati (Pd) avrà già in mano i nomi del board di San Biagio? Ed è vero che sono ancora in corso schermaglie politiche per la nomina del nuovo consiglio di amministrazione? La situazione è di difficile lettura. Il sindaco sembra ancora in alto mare, ma stando a quanto riporta la stampa locale le schermaglie ci sono e come. Alcuni giorni fa aveva cominciato il consigliere forzista Lia Sartori che aveva chiesto alla giunta di centrosinistra non un nuovo cda ma un nuovo amministratore unico. A giro erano arrivate le indiscrezioni relative all’economista Giulio Sapelli. Quest’ultimo sino ad un mese fa sembrava in pole-position per la carica di presidente, poi le sue azioni sono scemate. Subito appresso erano seguite le indiscrezioni di una presidenza affidata al professor Renato Èllero, seccamente respinte da quest’ultimo. Passa qualche giorno e ritornano in lizza le quotazioni di Ubaldo Alifuoco (Pd) supportato da Federico Formisano, capogruppo del Pd in sala Bernarda. Alifuoco viene dato vicino al vecchio establishment dell’Assindustria cittadina, ma non ha il favore di ampi settori del suo partito. E soprattutto non ha il favore della nuova maggioranza della confindustria provinciale. Contemporaneamente si moltiplicano le voci di un Alifuoco pronto ad entrare in giunta alla guida dell’urbanistica. Ma la vicenda Aim è senza tregua. Pochi giorni fa è andato in scena un battibecco tra l’attuale amministratore unico della spa Mauro Zanguio e l’attuale direttore generale Ruggero Anfossi. Si dice a palazzo che quest’ultimo si sia avvicinato alle posizioni di Alifuoco mentre Zanguio se ne sia allontanato. Una tesi del genere la si intuisce anche dall’ editoriale al vetriolo comparso sul Corriere Veneto il 12 settembre. La firma è quella di Giuliano Zoso, il quale oggi fa il bis. E sullo stesso quotidiano frattanto viene pubblicato un attacco a freddo di Formisano nei confronti di Gianni Giglioli, attuale assessore al commercio e con delega ad Aim rimossa un paio di settimane fa durante il primo rimpasto di giunta. Formisano, de facto, riprende i il discorso critico nei confronti di Giglioli già portato avanti dalla procura della repubblica berica che sul vecchio management di Aim ha aperto un’inchiesta penale oltre un anno fa. Ma oggi è anche la giornata dei sindacati. I media oggi riportano infatti un articolato intervento di Giuliano Raimondo, di fatto il plenipotenziario in Cgil per l’Aim. Il monito è chiaro, a San Biagio non ci devono finire dei vicentini. Uscita interpretata nei corridoi del potere berico come uno stop alle ambizioni del duo Formisano Alifuoco; ma quello del sindacato pare soprattutto un invito a portare in azienda aria completamente nuova. Alifuoco peraltro non sarebbe ben visto nemmeno da Marina Bergamin, segretaria provinciale proprio della Cgil. Insomma Variati in questi giorni starebbe navigando a vista cercando di non urtare nessuna delle lobby durante le ultime settimane si sono messe a presidiare dall’esterno il fortino della multiservizio vicentina. Allo stato la società è ferma, le scadenze incombono e i bilanci sono da risanare. In questo marasma l’unico sul quale i vicentini possono fare affidamento è l’assessore al bilancio Umberto Lago, un tecnico prestato alla politica. Un paio di mesi fa il docente universitario aveva sollevato il coperchio degli scoperti del comune a beneficio di Aim. Alcuni giorni fa ha scoperchiato il calderone degli investimenti decisi dalla precente amministrazione di centrodestra senza la dovuta copertura economica. Il Pdl, tranne qualche vagito dell’ex assessore al bilancio Marco Zocca (Fi) non ha proferito parola. Così l’amministrazione comunale tira a campare con alcune scadenze importanti in agenda. La prima è quella del 30 settembre, giorno in cui il primo cittadino, secondo una scadenza che si è assegnato da solo, deciderà il nuovo cda di San Biagio. Il 5 ottobre poi si voterà per il sì o il no a Camp Ederle 2. Finora i supporter del presidio sono stati degli alleati tattici molto corretti con Variati. Ma la burrasca attorno al caso San Biagio e attorno ai rimpasti potrebbe provocare un calo di energie nella campagna che il sindaco sempre ha detto di voler condurre contro la base. Se questo impegno non ci sarà il fronte No Dal Molin, che esprime un consigiere comunale, potrebbe cominciare a mordere, deluso dalla prospettiva di una sconfitta politica determinata dal mancato raggiungimento del quorum.

Marco Milioni

Odifreddi difende Sabina Guzzanti

odifreddi.jpgIl matetamatico Piergiorgio Odifreddi difende il comico Sabina Guzzanti, accusata dalla procura della repubblica di Roma di vilipendio al papa. Accade in una audiointervista rilasciata dallo stesso Odifreddi al periodico Micromega. La cosa ha scatenato molte reazioni, soprattutto in trasmissioni radiofoniche con la linea diretta aperta al pubblico. Tra queste La Zanzara di Radio 24. Sempre Micromega sul suo sito approfondisce la questione con un pezzo del direttore Paolo Flores D’Arcais.

Il compagno Colaninno se la svigna col conflitto di interessi in tasca e col codice etico nel…


Ve le ricordate le feste de L’Unità? Ve le ricordate le feste in cui i compagni si incontravano? Dove durante i dibattiti anche l’ultimo dei compagni dell’ultima sezione dava del tu e incalzava il compagno che aveva la fortuna di sedere in parlamento? Oggi ci sono le feste dei Democratici. Sono così democratici che fanno arrivare in parlamento l’operaio Thyssen e il figlio di Colaninno. Ai dibattiti nello spazio Coop (citofonare Consorte, telefonare Massimo) ci va il figlio dell’industriale che porta in pedana il conflitto di interessi. Alla fine del dibattito però le domande del pubblico non vengono accettate. Di più, tra il pubblico non c’è più un cane perché le ex feste de L’Unità si sono trasformare in parafrasi sbiadite delle ‘convension’ di Forza Italia. Berluska docet e la patina impera. Vi invito a vedere qui sopra il coraggio di Colaninno davanti a una domanda scomoda che proviene dal pubblico. La risposta è la scorta che copre la fuga al Colanninnino che scappa. Questo è il Pd un partito che vorrebbe essere di sinistra e che vorrebbe assomigliare a Fi. Insomma politicamente un bastardo che cerca di prendere il peggio un po’ a destra e un po’ a manca. E che col tempo immediocrisce.

Aim e politica: aria frizzante

L’aria torna ad essere frizzante in comune. Non c’è solo la questione Dal Molin. Il tema caldo sembra essere invece l’Aim. Ieri a palazzo Trissino le voci di una possibile proposta a Renato Ellero alla presidenza di Aim avevao fatto il giro dei corridoi. La voce si era poi frantumata sui silenzi dell’entourage di Ellero. L’argomento è stato ripreso da Il Gazzettino di oggi. E a mandare in fibrillazione la maggioranza del Pd ci ha pensato un corsivo pubblicato oggi dal Corriere Veneto. Il pezzo, firmato dal corrosivo Giuliano Zoso, ha un bersaglio più o meno innominato: Ubaldo Alifuoco. Il possibile ritorno in pista dell’ex consigliere comunale del Pd, molto vicino all’attuale capogruppo Federico Formisano, ha scatenato la penna di Zoso, che pur non facendone il nome, lo stoppa senza indugi. Diversa invece la questione relativa ai brusii di palazzo sollevati da uno stranissimo articolo di Ivano Tolettini pubblicato oggi dal GdV. Nel pezzo si parla di una visita del sindaco Achille Variati al capo della procura Ivano Salvarani. Nella cronaca Aim, Dal Molin e caso Quero vengono trattati insieme, ma non si capisce perché. Il pezzo sembra quasi un messaggio cifrato. Sarà così? Ma chi è il mittente e chi il destinatario?

Aim: sciarada e indiscrezioni sui vertici aziendali

(m.m.) L’Aim torna al centro dell’agone mediatico politico del capoluogo berico. Ieri uno scoop de Il Giornale di Vicenza annunciava le dimissioni di Ruggero Anfossi, direttore generale di San Biagio. De settimane indiscrezioni di palazzo parlano di un rapporto a fasi alterne con l’amministratore unico pro-tempore Mauro Zanguio. Stamani Anfossi ha voluto smentire tali voci sulle pagine del Corriere Veneto. La stampa locale però questa mattina ha pure riportato il testo di un comunicato diffuso ieri dal sindaco Achille Variati (PD). Dispaccio secondo il quale Aim già dal 30 settembre avrebbe un nuovo consiglio di amministrazione che verrebbe nominato dal sindaco il giorno stesso in occasione della assemblea dei soci della ex municipalizzata. L’azionista unico è infatti il comune proprio nella figura del primo cittadino. Frattanto però si moltiplicano le voci di palazzo sul futuro vertice della multiservizio. In qualità di presidente, l’astro dell’economista torinese Giulio Sapelli sembra calante e proprio per volontà dello stesso manager piemontese: mancanza di tempo e forse una remunerazione non adeguata sono gli scogli principali. Durante le ultime settimane sembra che Variati abbia sondato anche alcuni manager e funzionari molto in luce in Assindustria. Qualche spiraglio rimarrebbe anche per la candidatura a presidente (o a semplice membro del cda) di Ubaldo Alifuoco, ex presidente della commissione territorio municipale e uomo di spicco del PD. Da un paio di giorni però circolano altre voci. Si parla di approcci di alcuni uomini della maggioranza e del partito del sindaco nei confronti del professor Renato Ellero, avvocato penalista nonché docente di diritto all’università di Padova. Ellero al momento non rilascia alcun commento. L’unica indiscrezione che filtra dall’entourage del professore è che nella remotissima ipotesi che qualcuno gli proponesse la presidenza questa sarebbe accettata a stipendio zero ma con la garanzia di margini di manovra assai ampi. Nel frattempo l’opposizione di centrodestra attacca la giunta del PD. Vengono sollevati dubbi sulle dimissioni di Anfossi. Per di più si accusa direttamente il primo cittadino di rifiutare il confronto in consiglio comunale anche evitando la convocazione dell’assise municipale.

Napoli, la balla della spazzatura ripulita

Ma a Napoli non era stata completamente ripulita dalla spazzatura? Ma Silvio Berlusconi non si era preso il plauso di tutti per aver sistemato le cose? Guardate questo video realizzato da un giovane napoletano. Siamo ad un paio di kilometri dalla stazione del capoluogo campano. Guardate che cosa c’è per terra.

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