Caso Giglioli, i No Base prendono posizione
Prima l’ok sostanziale del Tar Veneto alla consultazione del 5 ottobre. Poi il durissimo dispaccio nei confronti dei referenti o presunti tali della lobby politico-affaristica che starebbe pensando di fare fuori il sindaco del Pd Achille Variati con l’obiettivo a medio termine di rimpiazzarlo con la leghista Manuela Dal Lago. Oggi con due mosse improvvise nel volgere di un pomeriggio Cinzia Bottene ed il presidio No Dal Molin sono entrati con le truppe schierate nell’agone politico dell’affaire Giglioli a poche ore dal consiglio comunale di domani che si preannuncia di fuoco. L’opposizione di centrodestra infatti scalpita per mettere in difficoltà la giunta di centrosinistra, ma si tratta solo di un aspetto della partita che domani si gioca in sala Bernarda. Forza Italia ed An infatti sono pronte a rendere le botte alla corrente che nel Carroccio fa capo a Manuela Dal Lago. Botte patite dagli azzurri quando nel 2005 una combine tra Lega e Ds disarcionò l’azzurro Maurizio Franzina dalla carica di assessore all’urbanistica sostituendolo proprio con Zocca.
Ma da stamani le cose si stanno complicando. Quando in città si è diffusa la voce del piano per silurare Variati, ipotizzato sul Corriere Veneto tra i No Base è cominciato il tam tam telefonico. Il timore che una giunta indebolita possa rendere meno compatto il fronte contro la base al momento della consultazione si è materializzato il comunicato della Bottene che non va per il sottile: «Il Sindaco però non può rimanere con le mani in mano. Deve esplicitare con chiarezza la sua posizione, ma soprattutto non deve cedere alle indebite pressioni della lobby che fa riferimento a Ubaldo Alifuoco. Lobby della quale, per di più, parla lo stesso Giglioli. Non possiamo, a pochi giorni dalla consultazione sul Dal Molin, ignorare la questione della nuova base Usa. Dimenticarci della mobilitazione. Non è pensabile ipotizzare che la giunta, nei confronti della quale noi di Vicenza Libera ci siamo comportati sempre con correttezza, accolga Alifuoco o personaggi che come lui la pensano. Ricordo a Variati che Alifuoco tra il 2007 e il 2008 fu quello che tirò, nel centrosinistra, la volata per un accordo per la candidatura a sindaco della Dal Lago in una ipotetica lista civica. Una Dal Lago che da sempre si è schierata a favore della base Usa, sconfessando la politica di difesa del territorio, portata avanti per anni dal suo partito al grido del motto “paroni a casa nostra”». E così mentre veleni, voci di corridoio e colpi incrociati si moltiplicano tra gli schieramenti, Variati rimane al centro del ring. Le sue mosse al momento non si conoscono, bisognerà attendere il pomeriggio di domani.
Marco Milioni
