Archive del 29 settembre 2008

Sono un veggente o porto jella?

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O sono un veggente o porto jella. L’anno scorso avevo predetto buona parte dei nomi delle banche e delle corporation che sarebbero finite col sedere per aria. Perché ho potuto farlo io che sono un modesto blogger di provincia e non hanno potuto farlo i grandi media, magari quelli specializzati in mercato? Tutti sapevano ma tacevano perché sono corrotti o coglioni, spesso entrambe le cose. Nulla, la previsione, facile perlatro, l’ha dovuta fare un modesto blogger di provincia. Anzi vivendo a Vicenza sono un blogger della provincia della provincia. Non dico della provincia dell’impero perché quello a stelle e strisce sta colando a picco. E noi a questi terroristi della finanza mondiale dovremmo pure far costruire una base? Per caso dobbiamo pure pagargliela visto che non hanno più un centesimo? Oppure ci offriranno in cambio Vicolo Corto, Vicolo Stretto e Parco della Vittoria con tre hotel in cima? Ci pagheranno quando incasseranno 20 euro al VIA? Scusate ma da che cosa ci devono difendere i militari Usa, dai loro stessi dissesti finanziari? Scusate se mi sono autocitato, ma della buona educazione ho le palle piene. Sputi cordiali.

Marco Milioni

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Mercati: trema Unicredit, paura per le altre big

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(m.m.) Una batosta per le borse Usa. Una batosta per le borse europee. Una batosta per la borsa italiana. Una batosta per Unicredit. Può essere questo il sunto di una giornata assai negativa durante la quale proprio Unicredit è stata più volte sospesa dalle contrattazioni borsistiche per eccesso di ribasso. Il mercato teme che nella pancia di uno dei più grandi istituti di credito del Paese possano nascondersi porcherie e patacche finanziarie in arrivo dagli Usa (anche l’America ha la sua cleptocrazia). Voci che circolano sul web, nei blog e in parte negli ambienti finanziari, parlano di brutti chiari di luna per Banca IntesaGruppo Monte dei Paschi di Siena e Gruppo Mediolanum. Oltre a Unicredit ovviamente, in difficoltà più delle altre sorelle italiane. Sarà vero? Io dico solo che il Governatore della Banca d’Italia e gli amministratori delegati delle grandi spa bancarie dovrebbero scrivere nero su bianco che i loro istituti sono puliti, aprire i loro libri contabili e spiegare pubblicamente che la situazione è sotto controllo. Se ciò non avviene vuol dire che i rischi rimangono altissimi. Frattanto le nazionalizzazioni o gli aiuti di Stato a grossi gruppi privati continuano sia negli Usa sia in Europa. Per chi come me ha sempre visto nella borsa una volgare catena di Sant’Antonio, dove i piccoli vengono spennati e pesci grossi salvati, non c’è nulla di nuovo sotto il sole. Per le banche che sono l’altro pilastro su cui poggia l’architrave marcia del mercato inteso come lo è oggi, il giudizio è più o meno lo stesso. Con l’aggravante che le banche centrali continuano a stampare moneta (ricordo che da decenni la parità aurea è stata abolita) creando quella inflazione che diminuisce il potere d’acquisto della gente, in special modo quello dei più deboli. Se io avessi tanti soldi investiti qua e là oggi come oggi comprerei oro, ma non in banca. Direttamente al banco metalli, cioè comprerei oro fisico, non certificati di possesso aureo, che possono sempre volatilizzarsi.

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Asso di picche
                  Rubrica di Alessio Mannino                                          


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