Rivellino contro Dal Lago e Corriere Veneto

md01.jpg(s.v.) Due staffilate senza esclusione di colpi. La prima contro l’onorevole Manuela Dal Lago, messa sulla graticola dopo che quest’ultima sul Corriere Veneto aveva messo in cattiva luce la consultazione pro o contro il raddoppio del Dal Molin alla periferia nord di Vicenza. Poi un’altra staffilata al Corriere Veneto accusato di non avere dato spazio per le repliche al popolo dei No Base e di avere fatto da scudo allo stesso esponente del Carroccio. È questo in sostanza il contenuto di una nota al vetriolo diramata oggi in tarda mattinata da Emanuele Rivellino, ex consigliere comunale del Carroccio, da mesi attivista del presidio No Dal Molin. Il doppio intervento è riportato integralmente in questo post.

Lettera aperta al direttore del Corriere Veneto
per conoscenza alla città di Vicenza e alle testate giornalistiche nazionali

Il giorno 8 agosto 2008 Il Corriere Veneto, nelle sue pagine vicentine, ha pubblicato una dura presa di posizione di Manuela Dal Lago, deputata leghista e punta di diamante del Carroccio nel consiglio comunale di Vicenza. Al di là degli addebiti della Dal Lago verso Variati, che non ci riguardano, la stessa deputata si è espressa in modo molto pesante nei confronti della consultazione vicentina pro o contro la Ederle bis. Parole che ovviamente hanno tirato in ballo tutto il popolo dei ‘No Base’ al quale appartengo. Così il giorno 8, lette le esternazioni della consigliera leghista, ho acceso il computer e ho scritto una replica per il Corriere Veneto. Dopodiché ho informato la giornalista che si occupa della vicenda, la quale con molta cortesia e professionalità mi ha riferito che il mio intervento sarebbe stato pubblicato solo previa autorizzazione dei suoi superiori. All’oggi di quell’intervento non c’è traccia. Debbo arguire quindi che ai massimi livelli della redazione centrale della testata si è deciso di far calare il silenzio sulla questione, evidentemente perché la signora Dal Lago non deve essere disturbata. Così deve pensare qualche alto papavero del Corriere Veneto, forse perché si rende conto che la parlamentare vicentina sarebbe stata a corto di argomenti in una eventuale contro-replica. Ma non vorrei mai che la materia sia più complessa. Non vorrei mai che quell’attacco a freddo a Variati non abbia nulla a che fare in realtà col Dal Molin. Non vorrei mai che si trattasse di un avvertimento trasversale, di un gioco di sponda. Un gioco che suona più o meno così: stai attento che se non fai le nomine giuste in Aim o le scelte giuste in urbanistica ti atteccheremo dove sei più vulnerabile. Purtroppo Il Corriere del Veneto ha perso una grande occasione per comportarsi da giornale autorevole. Nonostante questo continueremo a leggerlo sperando che chi di dovere impari dai propri errori. Qui di seguito riporto integralmente il testo dell’intervento inviato al quotidiano.

Vicenza, 11-08-2008
Emanuele Rivellino

*** *** ***

L’onorevole leghista Manuela Dal Lago ha perso una grande occasione per tacere. Solo il vuoto pneumatico infatti può essere il corredo delle dichiarazioni del deputato del Carroccio comparse il giorno 8 agosto 2008 sulle pagine del Corriere Veneto. Pianto e riso non sono sufficienti a descrivere il balzano percorso mentale di una sedicente liberale la quale espressamente dice: «Il sindaco di Vicenza Achille Variati è l’unica persona in Italia che crede che la consultazione possa bloccare la base USA… c’è una sentenza del Consiglio di Stato… la materia non è mai stata del consiglio comunale… E se Variati vuole interessarsi di Dal Molin lo faccia sulle cose serie, battendosi per le compensazioni…». Anzitutto farei rilevare alla Dal Lago, la quale strombazza ad ogni pie’ sospinto d’essere figlia d’avvocato, che in Italia, almeno fino a quando i suoi alleati di governo non avranno portato a compimento il vecchio progetto della P2 , ad essere sovrano è il popolo Italiano in tutte le sue espressioni, locali in primis. Fa ridere che una sedicente federalista come la Dal Lago getti alle ortiche le istanze della gente del Nord, che è gente del Nord anche in zona Sant’Antonino. A troppi raduni del Carroccio ho visto la signora Dal Lago riempirsi la cavità orale del famoso slogan ‘paroni a casa nostra’. Evidentemente tale slogan deve averlo ingoiato e digerito durante qualche sagra padana. E poi che cosa significa asserire che la decisione è già stata presa? Se la decisione è sbagliata è sbagliata e basta. I vertici politici della Germania tra il ’43 ed il ’44 avevano già deciso per la soluzione finale. Se estendo il ragionamento della Dal Lago arguisco quindi che lei non si sarebbe mai opposta alla costruzione dei lager nazisti, sempre in ossequio al principio gerarchico dell’autorità statuale, che fa dell’onorevole leghista un paladino dello stato etico hegeliano piuttosto che della liberal-democrazia occidentale.

Ma la faccia tosta dell’onorevole raggiunge vertici siderali quando si intima a Variati di occuparsi delle compensazioni. Ma come, era stato il consiglio comunale di centrodestra due anni fa a condizionare il sì alla base alla presenza certa di compensazioni multimilionarie, vedi tangenziale. In quel consiglio comunale il capogruppo del Carroccio, se non sbaglio era tale Dal Lago Manuela. Si tratta di omonimia? E perché ora i cani da compagnia dell’amministrazione americana che siedono a Montecitorio o a palazzo Madama non fanno il diavolo a quattro per ottenere quanto (per finta?) promesso dalgli Usa e dal governo della Cdl nel lontano 2006? E la cosa diventa ridicola, facendo assomigliare l’agone politico italiano ad una sputacchiera, se si va a vedere chi riveste il ruolo di presidente della commissione esteri del Senato. Sì è lui! Il leghista Stefano Stefani, cantore di rutti tedeschi e altre gassose amenità. Ma dannazione, perché Stefani non è in prima linea affinché il governo di Silvio Berlusconi non ottenga da Bush e soci quanto pattuito? Ma Stefani e la Dal Lago si parlano quando sono nella capitale o sono impegnati ad imbolsirsi nei tanto (un tempo) vituperati salotti romani? Per questo motivo la Dal Lago doveva tacere. Avrebbe dato all’opinione pubblica una possibilità in meno di capire l’essenza di certi ‘capetti’ leghisti: politicamente sbruffoni, digiuni di diritto costituzionale, digiuni di fondamentali democratici, digiuni di buona educazione, digiuni di memoria storica anche a breve termine, digiuni di reali ambizioni federaliste; ma satolli di ‘ossi de mascio’ e di mediocri deliri di onnipotenza. Cara Dal Lago i veri leghisti sono fuggiti dai salotti padano-romani. I veri leghisti oggi sono sulle barricate della Val di Susa, nella battaglia contro l’inceneritore di Verona, impegnati nella lotta contro le leggi ad personam. E anche al presidio di strada Sant’Antonino.

Emanuele Rivellino ex consigliere comunale della Lega Nord
Vicenza, 8 agosto 2008

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17 Commenti a “Rivellino contro Dal Lago e Corriere Veneto”

  • Arianna scrive:

    L’intervento della Dal Lago doveva essere più cauto. L’attacco a Variati appare fuori bersaglio, ma il j’accuse di Rivellino, seppur corretto quanto ad argomentazioni, è violento e sproporzionato alla tensione che caratterizza questa querelle

  • JOHN22 scrive:

    Di questa porcheria politica dobbiamo ringraziare Rivellino e il suo ex segretario Ellero?

  • Dday scrive:

    Parole scriteriate e volgari. Rivellino dopo essere stato sbattuto fuori dalla Lega ora si diverte a fare il servetto della Bottene

  • Ivo scrive:

    E’ giusto che alle merde comuniste del No Dal Molin non si dia spazio

  • Il vulcaniano scrive:

    Rivellino ha messo il dito nella piaga. Vorrei capire come mai il Corriere Veneto non pubblica una doverosa controreplica. Evidentemente qualche caporedattore deve molto alla Manuelona

  • Christian scrive:

    Complimenti Emanuele li hai fatti a pezzi. Capisco perché non ti hanno pubblicato l’intervento, come avrebbe potuto replicare la professoressa? Ah, per gli amici de La Sberla ho una indiscrezione, sapete che Emanuele è un dj da paura? Riuscirebbe a far ballare anche un brontosauro!

  • Ivo scrive:

    State zitti comunisti di merda!

  • Il vulcaniano scrive:

    PER IVO
    Se noi siamo comunisti di merda tu sei la merda dei comunisti. Sei un nostro scarto, quindi taci e decomponiti in silenzio sul suolo patrio della Ederle

  • Raf Perugini scrive:

    Bravo Emanuele!
    Ivo, Arianna, John 22 e Dday cercate di tacere e di smetterla di comportarvi da servi, ma cominciate a ragionare da persone libere!!!

  • Il vulcaniano scrive:

    Cara Arianna

    per fortuna che c’è uno spazio dove queste cose si tirano fuori. Grazie a Silvia Venturini che ha scritto il post e grazie a Milioni il cui blog è diventato il bastione della contro-informazione a Vicenza

  • Ivo scrive:

    Milioni è una merda, comunista nel cervello e fascista nella pancia

  • Dday scrive:

    In questa opera di disinformazione c’è ovviamente anche lo zampino della signora Equizi. Vero?

  • assodipicche scrive:

    certo che le elaborate argomentazioni di Arianna (“violenza verbale”, sempre e comunque) per non dire di quelle, veramente ai vertici della dialettica, di Ivo (“comunisti, merde!”) sono la miglior prova di come la sedicente sinistra e la sedicente destra non abbiano mai uno straccio di argomento. Che siano infiltrati di quella minoranza sempre più numerosa che ragiona con la propria testa?

  • paolo scrive:

    Congratulazioni a “la Sberla” al so direttore Milioni per dare spazio alle informazioni censurate dalla stampa di regime vicentine, non da ultimo esprimo la mia solidarietà a Rivellino per il pezzo scritto.
    Paolo Rinaldi

  • muhammar_al_khathafi scrive:

    Dio è con noi e Milioni è il suo profeta:
    Propongo una Jihad contro la corruzione ed il malaffare, che la mezzaluna possa sventolare anche sopra le terre dei cani leghisti e dei porci fascisti!

  • Vasco scrive:

    Grande Rivellino! Perchè mai i soliti noti non entrano nel merito delle argomentazioni ma insultano e sbeccano senza dare risposte concrete? Mi fanno pena ed anche schifo. Approposito visto che chi è contrario all’oscenita della nuova base deve essere per forza di sinistra, confermo che io come la mia famiglia eravamo convinti leghisti. Eravamo…

  • michele scrive:

    wow, questa è l’anima di quel sentimento di nausea della corruzione italiana!
    Bisogna smettere di fare le suore spaventate del politically correct, quel che è da dire, è da dire!


    peccato che gli incorruttibili (celoduro!) si siano corrotti, e dopo aver dissetato le chiappe a poltrone, si son messi a danzare col “figlio” di bettino…sob!

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