Ordinanze e puttane

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Oggi ho deciso di andare in discoteca, vorrei vestirmi in modo molto grintoso. Poiché sono una fan sfegatata di Rihanna ho deciso che mi vestirò come la mia popstar preferita, sì proprio come nella foto. Gnocca da paura vero? Ma con la nuova ordinanza anti-lucciole del sindaco Achille Variati però rischio qualcosa, devo stare attenta. Sì perché stando a quello che si legge sulla stampa non si possono indossare vestiti che offendono il comune senso del pudore. Beh una microgonna di Dolce e Gabbana mette ugualmente in vista il fondoschiena di tutte coloro che la indossano, basta guardare le ragazze che escono dal Villa Bonin per esempio. Ora delle due l’una; o sono tutte zoccole (cosa non improbabile) oppure c’è qualcosa di strano nel lasciare giudicare ad un vigile urbano che cosa sia pro o contro il comune senso del pudore. E cito testualmente l’ordinanza. In pratica se vado così vestita a Villa Bonin molto probabilmente rimorchierò più di qualcuno, sicuramente dotato di almeno una Bmw sotto il culo. Se vestita così vado invece a mangiare un kebab lungo viale Verona la municipale mi carica su come una puttana di strada. Professione per molte disgraziate, indigesta, e che rende le poverette, quando sono obbligate, delle vere e proprie schiave. Ma di bloccare la tratta delle schiave però non se ne parla. Eppure loro sono lì. Sui marciapiedi. Basterebbere mandare un agente provocatore. Basterebbe seguirle, basterebbe intercettare i loro telefoni per risalire agli sfruttatori. Forse però si scoprirebbe che a tirare le fila ci sono degli insospettabili, rumeni, croati, italiani: affermati professionisti in contatto con le organizzazioni mafiose. Uomini senza scrupoli pronti a lavare il denaro sporco. Ecco perché la polizia e i carabinieri non si spingono mai oltre il Rubicone. Più in là ci sono i soldi e il potere, ma quelli veri, quelli che contano. Molto meglio prendersela con le puttane di strada e i vestiti scosciati esibiti lungo la Statale 11. Di sicuro qualche titolo sul giornale arriverà. Mentre le veline, le vippine, le trendyne, insomma le puttane con la patente fashion quelle non si mettono in discussione. Quelle hanno l’emblema di Ricci e Striscia la Notizia. Quelle sono un specie protetta. Terreno di caccia per imprenditori di provincia, maxi-evasori, politici dalla riga bianca facile e dal deretano ben frequentato.

Silvia Venturini

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6 Commenti a “Ordinanze e puttane”

  • gorgorogorgogorogo scrive:

    Applausi, questa Silvia è una donna con le contropalle.
    Variati, residuato democristiano da quattro soldi, metti i vigili e i CC all’uscita delle discoteche e dei lap-dance e vedi come potresti rimpinguare le casse del Comune, anche senza bisogno delle multe da 500 Euro ai poveri cristi ai quali ormai non restano che le pippe o peggio ancora la triste compagnia di fidanzate e mogli tritaballe!

  • Sandy scrive:

    Perché ce l’avete con quelli che vanno al Villa? Solo perché non sono di sinistra? Vergogna, questi sono insulti!!

  • Arianna scrive:

    Accuse pretestuose contro Variati! Questo post è esecrabile!

  • tom scrive:

    Silvia, io credo di amarti!

  • Raf Perugini scrive:

    Brava Silvia, hai perfettamente centrato la monumentale ipocrisia dell’ordinanza di Variati, ma soprattutto i problemi che rimangono irrisolti! Complimenti!

  • Raf Perugini scrive:

    PER ARIANNA

    I tuoi commenti sono esecrabili e lo è pure l’ipocrisia
    vetero-democristiana di Variati!!!

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