Archive del 8 agosto 2008

Ordinanze e puttane

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Oggi ho deciso di andare in discoteca, vorrei vestirmi in modo molto grintoso. Poiché sono una fan sfegatata di Rihanna ho deciso che mi vestirò come la mia popstar preferita, sì proprio come nella foto. Gnocca da paura vero? Ma con la nuova ordinanza anti-lucciole del sindaco Achille Variati però rischio qualcosa, devo stare attenta. Sì perché stando a quello che si legge sulla stampa non si possono indossare vestiti che offendono il comune senso del pudore. Beh una microgonna di Dolce e Gabbana mette ugualmente in vista il fondoschiena di tutte coloro che la indossano, basta guardare le ragazze che escono dal Villa Bonin per esempio. Ora delle due l’una; o sono tutte zoccole (cosa non improbabile) oppure c’è qualcosa di strano nel lasciare giudicare ad un vigile urbano che cosa sia pro o contro il comune senso del pudore. E cito testualmente l’ordinanza. In pratica se vado così vestita a Villa Bonin molto probabilmente rimorchierò più di qualcuno, sicuramente dotato di almeno una Bmw sotto il culo. Se vestita così vado invece a mangiare un kebab lungo viale Verona la municipale mi carica su come una puttana di strada. Professione per molte disgraziate, indigesta, e che rende le poverette, quando sono obbligate, delle vere e proprie schiave. Ma di bloccare la tratta delle schiave però non se ne parla. Eppure loro sono lì. Sui marciapiedi. Basterebbere mandare un agente provocatore. Basterebbe seguirle, basterebbe intercettare i loro telefoni per risalire agli sfruttatori. Forse però si scoprirebbe che a tirare le fila ci sono degli insospettabili, rumeni, croati, italiani: affermati professionisti in contatto con le organizzazioni mafiose. Uomini senza scrupoli pronti a lavare il denaro sporco. Ecco perché la polizia e i carabinieri non si spingono mai oltre il Rubicone. Più in là ci sono i soldi e il potere, ma quelli veri, quelli che contano. Molto meglio prendersela con le puttane di strada e i vestiti scosciati esibiti lungo la Statale 11. Di sicuro qualche titolo sul giornale arriverà. Mentre le veline, le vippine, le trendyne, insomma le puttane con la patente fashion quelle non si mettono in discussione. Quelle hanno l’emblema di Ricci e Striscia la Notizia. Quelle sono un specie protetta. Terreno di caccia per imprenditori di provincia, maxi-evasori, politici dalla riga bianca facile e dal deretano ben frequentato.

Silvia Venturini

Il ministro La Russa

Il 4 agosto ha preso il via l’operazione “Strade sicure” che contempla lo schieramento nelle principali città italiane di 3 mila soldati impegnati in compiti di ordine pubblico. I soldati saranno impiegati nella vigilanza di postazioni fisse, nel controllo dei Centri per immigrati e nel pattugliamento congiunto con le forze di polizia delle aree ritenute più a rischio.
La decisione di mandare i militari nelle strade delle città, come già prima di oggi quella di schierare l’esercito a “difesa” delle infrastrutture, ha scatenato nell’arena politica un vespaio di polemiche fra chi sostiene la scelta nel “nome dei cittadini” e chi la considera una mera operazione di facciata a fini propagandistici. Anche l’opinione pubblica nel valutare il provvedimento sta mostrando profonde divisioni, sostanzialmente fra coloro che con i militari nelle strade dichiarano di sentirsi più sicuri e coloro che non gradiscono le città militarizzate o più semplicemente ritengono che l’intera operazione sia controproducente.

Entrambe le posizioni sono naturalmente legittime, così come è legittimo che qualunque cittadino possa esternare le proprie perplessità di fronte alla militarizzazione delle aree metropolitane, senza per questo venire etichettato in malo modo da un ministro della Repubblica al quale la canicola ha in tutta evidenza dato alla testa.
Il ministro della Difesa canicolato è tale Ignazio La Russa che contrariato per le proteste a cui è andata incontro la scelta di usare “impropriamente” l’esercito, ed evidentemente incapace di articolare una giustificazione plausibile che dimostrasse la bontà dell’operazione, ha dichiarato con fare concitato “Oltre ai delinquenti, agli stupratori, a chi fa furti e rapine, sono contrari alla presenza dei militari per garantire la sicurezza solo i post sessantottini”.

Personalmente non ho mai partecipato a furti, stupri o rapine, né posso essere considerato un delinquente non avendo mai infranto la legge, né mi sento parte di quella fantomatica schiera di post – sessantottini cui allude l’invasato La Russa, dal momento che in quegli anni frequentavo a malapena le elementari e anche successivamente non mi è mai accaduto di caldeggiare l’operato dell’estrema sinistra.
Nonostante ciò considero l’operazione “Strade sicure” una misera commedia di cattivo gusto, messa in piedi da un governo che sta maldestramente tentando di mostrare i muscoli, laddove ci sarebbe invece necessità di usare un cervello del quale non esiste traccia all’interno di questo esecutivo.
La criminalità e la microcriminalità vanno combattute facendo rispettare la legge, anche in fase giudiziaria, utilizzando le forze dell’ordine che dovrebbero essere preposte a questo compito, anziché destinate a servire gli interessi particolari di una moltitudine di personaggi della politica, dell’imprenditoria, dello sport e dello spettacolo, che dispongono di polizia e carabinieri a proprio uso e consumo.
L’esercito dovrebbe essere usato per difendere il territorio nazionale da eventuali aggressioni esterne (come previsto dalla Costituzione) anziché essere utilizzato per portare la guerra in giro per il mondo, come avviene da molti anni, e perfino per militarizzare le città italiane.
La farsa costituita dai soldati che pattugliano le città, oltre che risultare fortemente offensiva nei confronti degli stessi agenti di polizia, si palesa tanto inutile quanto pericolosa, dal momento che costringerà i militari ad espletare compiti per i quali non sono stati addestrati, con il rischio di aumentare ulteriormente la confusione ed il potenziale di pericolo presenti nelle nostre strade.
Mi dispiace dovere contraddire il ministro La Russa, probabilmente rimasto vittima di un colpo di calore, ma per essere contrari alla presenza dei militari nelle strade non occorre essere delinquenti o post – sessantottini, basta semplicemente usare il buon senso e recuperare un minimo di raziocinio, evitando di limitarsi a cavalcare, come fanno lui e la sua coalizione, la crescente paura che attanaglia i cittadini attraverso grottesche iniziative “pubblicitarie” senza costrutto alcuno.

Marco Cedolin
da:
http://marcocedolin.blogspot.com

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