Archive del 4 agosto 2008

Sic et bubulciter

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La qualità di un popolo la si intuisce anche da chi li rappresenta in politica. Ma qual è allora il popolo di Roberto Cattaneo? Il consigliere provinciale forzista, nonché prima vox del comitato del Sì al Dal Molin è anzitutto un maldestro mentitore. Vi ricordate la megamanifestazione No Base del febbraio 2007? Vi ricordate le successive prese di posizione di Cattaneo? ‘Organizzeremo una festa dell’amicizia con decine di migliaia di persone, americani compresi’. L’annuncio suonava più o meno così. Della manifestazione non s’è visto nulla. Cattaneo poi porta pure sfiga. In una mitica intervista realizzata da Antonio Gesualdi l’impavido Cattaneo ebbe l’ardire di dire, poco prima delle elezioni municipali di Vicenza, che la vittoria sarebbe andata al centrodestra. La sconfitta di Lia Sartori del Pdl ha fatto epoca. E che cosa si può dire poi della sintassi del signor Cattaneo? Nelle poche occasioni pubbliche in cui il portavoce ha dovuto mettere in fila una proposizione principale e qualche subordinata, l’uomo è andato in crisi. Sintassi pesante o stentata, consecutio dei tempi come minimo fantozziane, periodi così sospesi da sfiorare gravità zero. Insomma Cattaneo ce la mette tutta per alimentare lo stereotipo dell’elettore forzista veneto medio: poco istruito, in difficoltà con la lingua italiana e con la sua sintassi, sparaballe e pure iettatore. Che roba. E la sfiga è che le qualità di Cattaneo finiscono inevitabilmente per rappresentare anche i ‘Sì Dal Molin’. Ah è vero non c’è solo Cattaneo c’è pure Silvano Giometto… Che culo!

Raf Perugini

Forza magnagati

Vicenza non vuole la nuova base militare Dal Molin. I vicentini lo confermeranno nel referendum di questo autunno. Nel frattempo protestano per la decisione del Consiglio di Stato a favore della base e subiscono cariche di “alleggerimento”, nel senso che sono manganellati alla “ndo cojo cojo” dai celerini.
Certo, i vicentini non dovrebbero occupare la stazione. Devono trovare un altro modo per dirlo. Per spiegare che l’occupazione americana in Italia dura da 63 anni. Che le 90 bombe atomiche made in USA di Ghedi Torre e di Aviano offendono la coscienza civile del nostro Paese. Che Vicenza diventerà la base militare più grande di Europa. E che da questa base possono partire i bombardieri americani per uccidere.
La nostra Costituzione ripudia la guerra, con che faccia il Governo autorizza che l’Italia sia la portaerei americana per bombardare oggi il Medio Oriente e domani chissà chi. Il muro di Berlino è caduto ma, vent’anni dopo, l’esercito americano è ancora qui. Quanto dovremo aspettare per riavere un’Italia libera da eserciti stranieri: il centenario della fine della seconda guerra mondiale?
Maroni fa manganellare i vicentini perché non vogliono che il loro territorio si trasformi in un teatro di guerra. E’ il trionfo degli opposti. La Lega, nemica della globalizzazione, accoglie con un tappeto rosso le armate d’oltre oceano. Coca Cola no, bomba atomica si. Padroni a casa nostra con 90 ordigni nucleari tra Brescia e il Friuli. Padroni di che? Di prendere le impronte ai minori Rom? Lega di manganello e di Governo (l’olio di ricino lo porta La Russa). Forte con i deboli e debole con i forti.
E’ arrivato a Vicenza il Commissario di Governo Paolo Costa. Ora, se i vicentini si opporranno in maniera non violenta alla base arriverà l’esercito. L’ho detto prima delle elezioni politiche: Berlusconi userà l’esercito contro i cittadini per governare, ma non potrà durare a lungo. Forza magnagatti. No a Dal Molin.

da: www.beppegrillo.it

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