Archivio di luglio 2008
Alitalia: la profezia si avvera?
Comincio ad essere stufo di fare il profeta di svenura, anzi la Cassandra per essere preciso. Era dicembre quando su questo blog ripresi un post pubblicato da MZ. Nell’articolo si parlava del futuro di Alitalia. Oltre a riprendere il post aggiunsi un paio di considerazioni, in forma ironica, ma i timori erano seri. Spiegavo che c’erano segnali per cui Alitalia non sarebbe stata ceduta ad alcuna compagnia straniera in grado di rilevarla. No. Alitalia correva già allora il rischio di essere divisa in due tronconi. Uno sano, da privatizzare e uno sgangherato da far fallire o da lasciare nelle mani dello Stato. Oggi il quotidiano La Repubblica pubblica il resoconto di uno stranissimo colloquio tra l’ex direttore Eugenio Scalfari e Corrado Passéra. Quest’ultimo non è solo il boss di Banca Intesa, ma anche il consulente speciale identificato dal premier Silvio Berlusconi. Consulente che ha il compito preciso di scrivere il piano di rilancio (cessione, riorganizzazione o quant’altro) della compagnia di bandiera Italiana. Proprio Scalfari, attribuendo il ragionamento a Passéra, nell’intervista parla di nuova compagnia che non potrà essere accollata dei vecchi debiti. Scalfari però non spiega chi paghera questi debiti. Io ho un brutto presentimento. Non è che mentre l’Air France cercava una via d’uscita per Alitalia qualcuno tirava fuori dal cassetto un contropiano già scritto da tempo. Non è che con Air France più d’uno tra politici e sindacalisti di ogni parte politica, ha fatto il doppio gioco?
Marco Milioni
Multivisioni su La Sberla
Da oggi la rubrica Multivisioni verrà regolarmente inserita su LaSberla.net. Ma di che cosa si tratta? Si tratta di una newsletter di critica cinematografica sintetica redatta dall’ottimo Giuliano Corà, già noto al pubblico de La Sberla (nonché ottimo commentatore su La Rosa Dei Venti) . In breve verranno descritti i migliori film in programmazione sulle reti in chiaro e su Sky. Quello pubblicato quest’oggi è l’ultimo appuntamento prima della pausa estiva. Per quelli futuri rimanete sintonizzati.
Dal Molin: il Consiglio di Stato dice sì

(m.m.) Nel pomeriggio il Consiglio di Stato ha de facto ribaltato il giudizio del Tar Veneto che aveva precedentemene messo in ghiacciaia l’iter per la realizzazione della nuova base Usa di Vicenza in zona Sant’Antonino. Maggiori dettagli li fornisce il sito del Corsera in un articolo pubblicato nel primo pomeriggio. E sempre nel pomeriggio si è espresso anche il Codacons, che materialmente segue il ricorso contro la base statunitense. Proprio il Codacons spiega comunque che il pronunciamento di oggi «lascia comunque il tempo che trova, considerato che potrà avere effetto soltanto per due mesi». L’8 ottobre Il Tar Veneto, si spiega, deciderà nel merito «sugli oltre 20 motivi di ricorso presentati, e valutare i gravissimi rischi ambientali connessi ad un insediamento di oltre 2.500 nuove unità di militari che porterebbe all’utilizzo di tutta l’acqua delle falde acquifere». Ciò detto rimane l’assurdo. Perché dopo un pronunciamento del genere mi sarei aspettato un fuoco di fila tremendo da parte della giunta. Il sindaco Achille Variati (Pd) ha vinto le elezioni anche cavalcando la tigre dei contrari alla base. Ma mi gioco la camicia che tra settembre e ottobre dell’anno prossimo, dopo un po’ di “ammuina”, magari con una uscita ad effetto davanti alla Bottene in consiglio o davanti al popolo dei “No Dal Molin”, si metterà l’anima in pace e dirà che i giochi sono fatti. Ma si sa che Variati, volente o nolente, è stato scelto dal suo partito a Roma anche per far digerire ai vicentini che lo hanno eletto sindaco, il boccone amaro della Ederle bis. La cosa gli varrà un posto in parlamento a fine legislatura? Dico settembre ottobre perché in quel periodo si entrerà nel vivo delle decisioni che riguardano il nuovo piano regolatore. Ed in quel momento il sindaco avrà bisogno di un Pd pacificato sul fronte Dal Molin per far passare il suo disegno. Claro?
Un anno e 100 miliardi

Un anno fa Il Secolo XIX, storico quotidiano genovese, fu protagonista di un vero e proprio scoop. In un lungo articolo a firma di Marco Menduni e Ferruccio Sansa emerse una realtà incredibile. Una serie di società che gestiscono videopoker ed altre macchinette da gioco, dovevano allo Stato, tra tributi vari non pagati e multe cumulate, la bellezza di 98 miliardi di euro: l’ammontare di quattro o cinque finanziarie. Una cifra enorme. A dodici mesi da quella rivelazione si è persa traccia dei risarcimenti che lo Stato dovrebbe chiedere. In Senato voci di corridoio parlano di un emendamento alla finanziaria già pronto in un cassetto della maggioranza di centrodestra. Emendamento che de facto sanerebbe il pregresso. Io non so se la cosa sia vera o no. So solo che dopo gli imbarazzi del 2007, l’argomento è sparito dalle pagine dei giornali. Perché? Le ristrettezze della finanza pubblica sono note a tutti. Al contempo il reportage del Secolo spiegava che nella gestione delle case da gioco sono coinvolti uoomini e partiti di destra, sinistra assieme a personaggi collegati alla mafia. L’inchiesta portò a scoprire altri aspetti assurdi. Come quello di un bar della Sicilia nel quale sarebbero state stipati circa 25.000 videopoker. Ovviamente si tratta di informazioni verificate. Tra le fonti si citano gli atti di una commisisone ministeriale attiva durante il precedente governo.
Marco Milioni
Grillo e la disinformazione
(R.P.) Mi sono veramente stufato di ascoltare coloro che attaccano Beppe Grillo per partito preso. Grillo porta avanti una serie di proposte, molte le condivido e alcune no, che però sono coerenti. Hanno un capo ed una coda. Hanno una visione di fondo che ad alcuni manca, quando non è quella del tornaconto personale. Troppo facile dire che Grillo è l’uomo del vaffa. Troppo facile sparare a vanvera e poi non confrontarsi sui fatti e sulle analisi, puntualmente inserite nel suo blog. Mi piacerebbe sentir dire ‘la proposta di Grillo non va bene per questo o quel motivo’. Non mi piace sentire ‘Grillo è capace solo di insultare e di andare in piazza. Ciò è falso. Sono stufo dei giudizi sparati a vanvera senza contraddittorio. Sono stufo dei giornalisti che si prestano ad una pratica distantissima dal dettato deontologico.
I nuovi Erode
Gli inceneritori producono nanoparticelle. Le nanoparticelle entrano nell’organismo e producono tumori. La raccolta differenziata produce invece ricchezza e non avvelena l’ambiente. I bambini sono i più esposti alle malattie. Perchè in Italia si continuano a progettare, costruire, spacciare inceneritori invece di promuovere la raccolta differenziata? Chi ci guadagna? Chi sono gli spacciatori di morte? Chi sono i nuovi Erode?
“Gentile Beppe Grillo,
vorremmo invitare Lei e tutti i suoi lettori ad un attimo di riflessione su questa frase: “la deliberata spietatezza con la quale la popolazione operaia è stata usata per aumentare la produzione di beni di consumo e dei profitti che ne derivano si è ora estesa su tutta la popolazione del pianeta, coinvolgendone la componente più fragile che sono i bambini, sia con l’esposizione diretta alla pletora di cancerogeni, mutageni e sostanze tossiche presenti nell’acqua, aria, suolo, cibo, sia con le conseguenze della sistematica e accanita distruzione del nostro habitat”.
Queste parole, che concludono un articolo sui rischi attribuibili ad agenti chimici scritto dal professor Lorenzo Tomatis nel 1987, ci sono tornate alla mente come una lucida profezia davanti agli ultimi, recentissimi dati sull’incidenza di cancro nell’infanzia in Italia pubblicati dall’Associazione Italiana dei Registri Tumori (AIRTUM: I tumori infantili Rapporto 2008).
Se già i dati pubblicati da Lancet nel 2004, che mostravano un incremento dell’ 1.1% dei tumori infantili negli ultimi 30 anni in Europa, apparivano preoccupanti, quelli che riguardano il nostro paese, riferiti agli anni 1998-2002 ci lasciano sgomenti. I tassi di incidenza per tutti i tumori nel loro complesso sono mediamente aumentati del 2% all’anno, passando da 146.9 nuovi casi all’anno (ogni milione di bambini) nel periodo 1988-92 a ben 176 nuovi malati nel periodo 1998-2002. Ciò significa che in media, nell’ultimo quinquennio, in ogni milione di bambini in Italia ci sono stati 30 nuovi casi in più. La crescita è statisticamente significativa per tutti i gruppi di età e per entrambi i sessi. In particolare tra i bambini sotto l’anno di età l’incremento è addirittura del 3.2% annuo.
Tali tassi di incidenza in Italia sono nettamente più elevati di quelli riscontrati in Germania (141 casi 1987-2004), Francia (138 casi 1990-98), Svizzera (141 casi 1995-2004). Il cambiamento percentuale annuo risulta più alto nel nostro paese che in Europa sia per tutti i tumori (+2% vs 1.1%), che per la maggior parte delle principali tipologie di tumore; addirittura per i linfomi l’incremento è del 4.6% annuo vs un incremento in Europa dello 0.9%, per le leucemie dell’ 1.6% vs un + 0.6% e così via.
Tutto questo mentre si vanno accumulando ricerche che mostrano con sempre maggiore evidenza come sia cruciale il momento dello sviluppo fetale non solo per il rischio di cancro, ma per condizionare quello che sarà lo stato di salute complessivo nella vita adulta.
Come interpretare questi dati e che insegnamento trarne?
Personalmente non ne siamo affatto stupiti e ci saremmo meravigliati del contrario: i tumori nell’ infanzia e gli incidenti sul lavoro, di cui ogni giorno le cronache ci parlano, unitamente alle malattie professionali, ampiamente sottostimate in Italia, sono due facce di una stessa medaglia, ovvero le logiche, inevitabili conseguenze di uno “sviluppo” industriale per gran parte dissennato, radicatosi in un sistema di corruzione e malaffare generalizzato che affligge ormai cronicamente il nostro paese.
Potremmo, sintetizzando, affermare che lo stato di salute di una popolazione è inversamente proporzionale al livello di corruzione e quanto più questo è elevato tanto più le conseguenze si riversano sulle sue componenti più fragili, in primis l’infanzia, come Tomatis già oltre 20 anni fa anticipava.
Le sostanze tossiche e nocive non sono meno pericolose una volta uscite dalle fabbriche o dai luoghi di produzione e la ricerca esasperata del profitto e dello sviluppo industriale – a scapito della qualità di vita -, non può che avere queste tragiche conseguenze.”
Dott. Michelangiolo Bolognini Igenista – Pistoia
Dott,ssa Maria Concetta Di Giacomo Medico di Medicina Generale – Padova
Dott. Gianluca Garetti Medico di Medicina Generale – Firenze
Dott. Valerio Gennaro Oncologo-Epidemiologo – Genova
Dott.ssa Patrizia Gentilini Oncologo – Ematologo – Forlì
Dott. Giovanni Ghirga Pediatra – Civitavecchia
Dott. Stefano Gotti Chirurgo – Forlì
Dott. Manrico Guerra Medico di Medicina Generale – Parma
Dott. Ferdinando Laghi Ematologo – Castrovillari
Dott. Antonio Martella Oncologo – Tossicologo Napoli
Dott. Vincenzo Migaleddu Radiologo – Sassari
Dott. Giuseppe Miserotti Medico Medicina Generale – Piacenza
Dott. Ruggero Ridolfi Oncologo-Endocrinologo – Forlì
Dott. Giuseppe Timoncini Pediatra – Forlì
Dott. Roberto Topino Medico del Lavoro – Torino
Dott. Giovanni Vantaggi Medico di Medicina Generale -Gubbio
da: www.beppegrillo.it
Il trattato di Lisbona
“Il Trattato di Lisbona è nato per sostituire
Nello stesso periodo il “Comitato d’azione per la democrazia europea” ha avuto il mandato per la riscrittura della Costituzione presentata il 4 giugno 2007: il testo presenta in 70 articoli e 12.800 parole le stesse innovazioni della Costituzione che aveva 448 articoli e 63.000 parole diventando un punto di riferimento per i negoziati.” Wikipedia
Il Trattato di Lisbona è la nuova Costituzione Europea. Chi l’ha letto alzi la mano. I nostri dipendenti in Senato lo conoscono sicuramente a memoria. Infatti l’hanno votato (tutti) senza esitare e senza informarci.
“Ue: si’ unanime Senato a ratifica Trattato di Lisbona – Roma, 23 lug – Si’ all’unanimita’ del Senato alla ratifica del Trattato di Lisbona. L’Aula di Palazzo Madama, nessun contrario e nessun astenuto ha dato il via libera al disegno di legge di ratifica ed esecuzione del Trattato sottoscritto a Lisbona il 13 dicembre 2007 che modifica il Trattato sull’Unione europea e il Trattato che istituisce
Gli irlandesi hanno bocciato il Trattato di Lisbona con un referendum.
La Costituzione Europea è in conflitto con
Giustizia:
Costituzione italiana – I giudici (che rappresentano il potere giudiziario) sono indipendenti dal Governo (che rappresenta il potere esecutivo).
Trattato di Lisbona – “
Guerra:
Costituzione italiana – “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.”
Trattato di Lisbona – “La politica di sicurezza e di difesa comune costituisce parte integrante della politica estera e di sicurezza comune. Essa assicura che l’Unione disponga di una capacità operativa ricorrendo a mezzi civili e militari. L’Unione può avvalersi di tali mezzi in missioni al suo esterno per garantire il mantenimento della pace, la prevenzione dei conflitti e il rafforzamento della sicurezza internazionale, conformemente ai principi della Carta delle Nazioni Unite. L’esecuzione di tali compiti si basa sulle capacità fornite dagli Stati membri.”
Si discute del Lodo Alfano e passa sotto silenzio la dipendenza della Corte di Giustizia Europea dai Governi che elimina l’indipendenza della magistratura dal potere esecutivo.
Si tradisce lo spirito della Costituzione Italiana (che ripudia la guerra) e si approva “la capacità operativa” per “la prevenzione dei conflitti”.
Fate un confronto tra la nostra Costituzione e il Trattato di Lisbona, articolo per articolo e riportate le vostre considerazioni nei commenti.
Ne farò un documento da distribuire in Rete e lo invierò ai nostri dipendenti in Parlamento.
da: www.beppegrillo.it
Polemiche dopo l’immunità per il premier
Il Primo Ministro italiano ha raggiunto un obiettivo importante: dopo il voto favorevole alla Camera dei deputati, anche il Senato ha approvato una legge controversa che garantisce l’immunità (ad alcune cariche dello stato). In questo modo, Berlusconi è riuscito ad evitare guai con il sistema giudiziario.
171 senatori hanno votato a favore della legge, 128 contro, e sei si sono astenuti. Dopo l’approvazione della Camera dei deputati, entra quindi definitivamente in vigore la legge sull’immunità, criticata soprattutto dall’opposizione di sinistra. Questa prevede la sospensione di tutti i procedimenti giudiziari a carico dei quattro piu’ alti rappresentanti dello Stato – il capo di Stato, il Primo Ministro e i Presidenti di Camera e Senato – per tutta la durata del loro mandato.
Alcune voci critiche accusano Berlusconi di essersi ritagliato la legge su misura. Il primo ministro conservatore nonché proprietario di un impero nel campo dei media è attualmente indagato a Milano in un processo per corruzione al quale, da molte settimane, ha cercato di sfuggire attraverso la promulgazione di una nuova serie di leggi. Il pubblico ministero lo accusa di aver pagato 600.000 dollari all’avvocato inglese David Mills in cambio di dichiarazioni false in alcuni processi a carico del gruppo Mediaset di cui Berlusconi è il proprietario.
L’entrata in vigore della legge era data per scontata per via della larga maggioranza della coalizione governativa in entrambe le camere del parlamento. Una legge relativa all’immunità era già stata approvata con il voto dei parlamentari conservatori durante il governo Berlusconi negli anni 2001-2006, ma venne poi cassata dalla Corte costituzionale italiana per motivi di inconstituzionalità.
da: Financial Times Germany
traduzione: http://italiadallestero.info