Archivio di aprile 2008

Lo scherno continua da anni…

I miei amici tedeschi continuano a prendermi in giro per la gaffe intergalattica rimediata dall’ex premier Silvio Berlusconi al parlamento Europeo. Io non ce la faccio più, perché debbo patire un’onta che non ho causato io?

Veltroni, la Ederle bis e le coop rosse

esselunga01.jpgDire a Veltroni di vergognarsi è poco. Che FI sia un partito d’affari è essere gentili ma, tant’è, ti puoi aspettare di tutto (vo-gliamo parlare di Lunardi?). Ma che i finti puritani del PD vengano a far prediche fa proprio incavolare anche le persone me-no inclini all’ira. Del resto l’affidamento dell’appalto alla cordata delle coop rosse la dice lunga sui veri interessi che stanno dietro al Dal Molin. Basta pensare alla famosa telefonate tra Fassino e D’Alema (‘facci sognare’) da un lato e Consorte dall’altro per capire che a comandare non sono tanto i politici quanto i detentori dei soldi che sono i dirigenti delle coop. Ma cosa volete che interessino le migliaia di cittadini colpiti da questa scelta scellerata di fronte ai quattrini che arriveranno dai lavori da realizzare nell’ex Dal Molin. È stupefacente che il vomito non esploda dallo stomaco dei cittadini dinnanzi a que-ste vergini dai candidi manti… Hanno fregato quei poveretti del No Dal Molin giorno e notte. Hanno promesso loro che il go-verno li avrebbe protetti dell’ “invasione” statunitense  e Prodi (che vergogna!) da terra straniera li ha sodomizzati alla bolognese. Hanno protestato anche con troppa civiltà e secondo il principio dell’essere forti con i deboli le forze dell’ordine han-no imposto principi normativi creati dal Duce. E quel che è più grave con il Ministro  che oltre ad essere stato il braccio destro di Craxi (non  proprio un bel biglietto da visita) era iscritto ai DS (ora PD), e ricoprendo la cattedra a Firenze (credo) di Di-ritto Costituzionale dovrebbe conoscere l’articolo 21 della Cos-tituzione. Scusa Amato, ma quando insegnavi, che cavolo dicevi agli studenti sull’articolo 21? La sua longa manus di Amato a Vicenza, il Prefetto, invece di essere soddisfatto perché la pro-testa per ora è molto attenuata,  non li riceve dimenticando che il suo stipendio non è pagato dal Governo ma anche da quei disgraziati che protestano. Per quanto riguarda la Procura non mi pronuncio perché non conosco le car-te; ma certo il fatto che un processo relativo alla moglie del sindaco «scada» per dimenticanza (spero) dei termini delle in-dagini preliminari ed un altro sempre nei confronti della moglie di Hüllweck sia in corso d’opera da 8 anni senza una sentenza per reati non legati alla ideologia fascista quali quelli, invece che si applicano ai protestatari del No Dal Molin, ci lascia perplessi. Per principio la magistratura non deve fare politica, al-trimenti si abbia il coraggio di modificare la Costituzione. Met-tendo i magistrati sul piano di qualsiasi altro dipendente pubblico. E senza CSM alle spalle, con gli stessi stipendi, con le stesse possibilità di provvedimenti disciplinari e trasferimenti.

Dura Lex

Mi consenta

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“Tutti in piedi quando entra il professore. E’ un segno di rispetto e di buona educazione” ha dichiarato Berlusconi alla videochat del Corriere. Certo che il Cavaliere ha davvero una bella faccia tosta ed è forse per questo che piace tanto a molti italiani. Chi in una riunione in Spagna di tutti i premier europei è stato pescato a fare le corna dietro la testa di un collega come uno scolaretto discolo nella foto di gruppo dell’ultimo giorno di scuola? Solo che se una birichinata del genere la fa un ragazzino, a scuola, in un giorno che è ormai di vacanza e siamo vicini al ‘rompete le righe’, è una cosa, se lo fa in un consesso internazionale un presidente del Consiglio, che rappresenta il suo Paese, è un’altra .
L’altra sera l’onorevole Fini lamentava, naturalmente in Tv (che è la principale responsabile dello sfacelo culturale del nostro Paese) che il 90% degli studenti non sa dove sia Matera. Ma chi, parlando dei mitici fondatori di Roma, li ha chiamati Romolo e Remolo? Una cosa che nella pur sgangherata scuola italiana, usata dalla nostra classe politica come area di parcheggio per precari, costerebbe a un alunno di quinta elementare un giro dietro la lavagna con un cappello con la scritta ‘asino’?
Che lezioni di buona educazione e di buon gusto possono venire da un signore che al premier norvegese Rasmussen, in visita ufficiale, fa una battuta trucida sulla propria moglie o che in quelle festicciole che la Tv organizza per autocelebrarsi fa il cicisbeo con vallette e vallettine fra le quali ci sono quelle piazzate in qualche fiction per il piacer suo o dei suoi amici?
Che credibilità può avere un signore che anche i suoi amici descrivono come bugiardo patologico (“un simpatico bugiardello”, Tiziana Maiolo; “un adorabile bugiardo”, Casini) e che, soprattutto, la Corte d’Appello di Venezia, nel maggio del 1990, quando nessun ‘accanimento giudiziario’ era ipotizzabile, ha dichiarato ‘testimone spergiuro’ (cioè ha giurato il falso in Tribunale) e che è poi stato salvato da un’amnistia voluta dai comunisti per non essere processati per i finanziamenti avuti dall’Urss?
Che rispetto per le Istituzioni e per il proprio Paese ci può insegnare un presidente del Consiglio che in terra di Spagna, davanti a tutta la stampa internazionale’ ha definito ‘Mani Pulite’, cioè inchieste e sentenze, anche definitive, della magistratura italiana “una guerra civile” e che ha delegittimato, di volta in volta, oltre la magistratura ordinaria, la Corte dei Conti, il Presidente della Repubblica?
Che senso della legalità, che ‘tolleranza zero’ può pretendere un signore che ha avuto decine di processi, che ne ha in corso uno per ‘corruzione di testimone’, che da quattro è uscito non per aver commesso il fatto ma perchè la prescrizione ha estinto il reato e che nei casi in cui non poteva proprio scapolarla ha abolito, per legge, il reato di cui era imputato come il falso in bilancio che negli Stati Uniti può costare 30 anni di reclusione?
Che coerenza dobbiamo attribuire a un signore che afferma che lui non attacca mai personalmente, dio guardi, gli avversari politici e poi definisce ripetutamente Antonio Di Pietro “un uomo che mi fa orrore”? E gli fa orrore per lo stesso motivo per cui lo fa a buona parte della classe dirigente , di destra e di sinistra: perchè, insieme al pool dei magistrati di Milano, osò richiamare per la prima volta anche la classe dirigente a quel rispetto della legge cui tutti noialtri cittadini siamo tenuti senza se e senza ma.
Il lettore dirà che sono un comunista. Io sono sempre stato anticomunista, quando i comunisti esistevano e molti di quelli che oggi se la dan da anticomunisti erano iscritti al Pci o militavano nella sinistra extraparlamentare e mi aspettavano sotto casa per darmi una lezioncina a colpi di spranga. Sono semplicemente un cittadino italiano che, passati i 60, è stufo di essere preso in giro da questa gente. Non sono gli studenti che devono alzarsi quando entra il professore, sono i nostri uomini politici che dovrebbero mettersi in ginocchio davanti al popolo italiano per averlo ridotto come l’han ridotto, in campo economico, previdenziale, sociale, morale e per avergli tolto ogni senso di onestà, di lealtà, di correttezza e persino quella buona educazione che oggi si invoca dai ragazzi.

Massimo Fini
Il Gazzettino 4 aprile 2008

On line l’ultimo numero

Sei anni per rinviare a giudizio la moglie del sindaco. Poche settimane per gli ‘avvisi’ ai No Base. Presidio, RD e ‘grilli’ ora accusano la procura berica di usare due pesi e due misure. E coi potenti… Scarica qui l’ultimo numero de La Sberla.

Disinformatzja

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(m.m.) Estrapolo dal sito Italians di Beppe Severginini su www.corriere.it. Questa lettera aperta è la dimostrazione di come la disinformazione e la mollezza dell’intelletto abbiano abbiano pervaso l’Italia. Se potessi parlare con chi firma la lettera direi: Cara Martinelli quella in Iraq non è una missione di pace. Si tratta di una missione di guerra con finalità strategico-petrolifere. Che in Iraq non ci fossero armi di distruzione di massa lo ha scoperto definitivamente il Guardian. Le ammissioni nelle carte del Pentagono ne sono l’ennesima prova provata. Ergo lì i nostri soldati non ci dovevano andare. Punto. I morti di Nassiria sono dei disgraziati, caduti in una guerra che non apparteneva loro. Instillata nelle loro teste con balle colossali. Ad ammettere che gli USA hanno attaccato Saddam solo per l’oro nero è stato anche l’ex capo della Federal Reserve. Cara Martinelli, le cose stanno diversamente.

Buongiorno Beppe,
Ho visto la foto-lettera dedicata al monumeto ai caduti di Nassiriya (L. Rendina, 1° aprile) e sono rimasta di stucco. Entrambe le cose mi fanno tristezza. Il monumento in sé e la freddezza della gente. Per il monumento non mi stupisco più di tanto. Dati i capolavori che offre l’architettura moderna (vedi progetti recenti di costruzioni civili e commerciali, ponti, chiese) è normale che anche i monumenti commemorativi si siano adeguati ai tempi. Per quanto riguarda la solitudine e la freddezza le posso dire che penso sia frutto di quell’anti-patriottismo dilagante che ha travolto l’Italia oramai da anni. Negli anni Cinquanta si leggeva Cuore di De Amicis nelle scuole. Forse un po’ stucchevole e melenso, ma ai ragazzi veniva data almeno la possibilità di imparare ad apprezzare i valori del sacrificio e della patria. Adesso tutto ciò che riguarda la patria, le gesta dei soldati che combattono, le medaglie al valore puzza di stantio e vagamente di monarchico/fascista (pensiero che NON condivido), per cui la gente in generale ne sta alla larga. Si vedono centinaia di persone in pellegrinaggio sui luoghi dei delitti più efferati, a mettere fiori davanti alle porte delle case in cui sono avvenuti i massacri, decine di giovani coronano di sciarpe colorate le bare e i posti dove sono deceduti i loro compagni ultrà, ma solo pochi trovano opportuno commemorare con un piccolo gesto chi ha perso la vita in una missione di pace. Ci si indigna per un gol convalidato in fuorigioco (non me ne voglia non ce l’ho con l’Inter) ma nessuno si indigna per le scritte orripilanti comparse sui muri il giorno dopo il massacro (10,100,1000 Nassirya). Chissà se chi le ha scritte sa di non aver scritto nulla di originale, ma di aver semplicemente scimmiottato gli slogan che i propri padri scrivevano 40 anni fa, cambiava solo la guerra. Non so che altro dire.
 

Alessandra Martinelli , a_majo@yahoo.it

Vicentini e bolognesi

Se i vicentini avessero un quinto degli attributi dei bolognesi nella città del Palladio certe porcherie non ci sarebbero mai state. Vedere, per credere, l’operato dei cives felsinei ieri in piazza Maggiore…

Chiesa: il lato oscuro di Microsoft e Google

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Il web non è solo democrazia orizzontale, facilità di circolazione delle idee, ottimizzazione delle informazioni con finalità sociali, scientifiche ed economiche. Il web ha anche un suo lato oscuro legato al futuro del capitalismo. Questo sta mutando pelle. Comincia ad abbandonare il suo vecchio paradigma, quello dell’energia fossile, petrolifera in primis, per abbracciare l’idea della industria pura dell’influenza. Sulle menti e sulle coscienze ovviamente. Questa è in sintesi l’analisi di Giulietto Chiesa pubblicata recentemente sul suo sito. L’editorialista de La Stampa ha un occhio di riguardo verso Google e Microsoft ed invita gli internauti a considerare con molta prudenza, se non sospetto, l’operato delle due corporation americane. Qui di seguito è consultabile il testo integrale dell’articolo.

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