Archivio di aprile 2008

Elezioni politiche: Vittoria netta di Pdl e Lega

Il centrodestra ha vinto nettamente le elezioni. I protagonisti della tornata elettorale sono stati Silvio Berlusconi e soprattutto Umberto Bossi. Il Pd perde, ma si trasforma in una forza politica visibile. Regge l’Udc, mentre la sinistra radicale sparisce dal parlamento come la destra radicale. Qui di seguito pubblico un estratto pubblicato oggi sul sito di Rai News 24.

“Ho gia’ in mente la squadra di governo e sara’ pronta penso in una settimana”. Lo ha detto il leader del Pdl, Silvio Berlusconi intervenendo in diretta a Radio Anch’io.  Berlusconi ha spiegato che “non ci sono problemi” e che “domani ci sara’ una riunione con gli alleati”. Per Berlusconi ”la presidenza del Senato sarà coperta da una persona di prestigio del partito che nella coalizione ha avuto quasi cinque volte i consensi della Lega”. Abolizione dell’Ici e bonus bebè Silvio Berlusconi annuncia poi i primi provvedimenti del futuro governo. Il disegno di legge per l’abolizione dell’Ici “è pronto e sarà nel nostro primo Consiglio dei ministri insieme alla detassazione del lavoro straordinario e del premio di produttività, oltre al bonus di 1000 euro per i nuovi nati”. “Le presidenze delle Camere andranno alla maggioranza” Berlusconi “non cambia posizione”: tanto la presidenza della Camera quanto quella del Senato andranno alla maggioranza.  “Chi vince – spiega a ‘Radio Anch’io’ – deve avere almeno due cariche apicali. La presidenza della Camera e del Senato andranno a noi”. Sarei felice di dialogare con il Pd “Sarei io il piu’ felice di un confronto continuativo e dialogante con le opposizioni”, ha  Berlusconi. Il vincitore delle elezioni 2008 si e’ pero’ augurato che le opposizioni non si comportino “come hanno fatto in passato”. Berlusconi ha infine giudicato un “fatto storico” il bipartitismo che si e’ determinato con l’ultima tornata elettorale. Ancora sul rapporto con il Pd il futuro premier ha fatto notare che nel programma del partito d’opposizione ci sono “molti punti sovrapponibili al nostro programma”. “Se le sinistre volessero – ha detto – aggiungere il loro voto al nostro, questo sarebbe meraviglioso. A Bettini: ” A presto, dobbiamo vederci”. Prove generali di dialogo tra Pdl e Pd in diretta a Radio Anch’io, tra Silvio Berlusconi e il coordinatore nazionale del Pd, Goffredo Bettini. Dopo gli auguri rivolti da Bettini a Berlusconi per il risultato elettorale, il leader del Pdl coglie al volo l’occasione per sottolineare l’opportunita’ di un incontro, attraverso l’amico comune, Gianni Letta. “Legge elettorale, basta una modifica per il Senato” Silvio Berlusconi non ritiene che occorra rifare del tutto la legge elettorale ma “basta una modifica al premio di maggioranza al Senato” dove adesso e’ su base regionale. ”La legge – sostiene il leader del Pdl a Radio Anch’io – ha dimostrato di funzionare con il doppio sbarramento. Non e’ una legge cosi’ cattiva come tutti dicevano”. “Io avevo previsto – ricorda Berlusconi – che al Senato avremmo avuto trenta senatori in piu’, quindi la legge funziona”. “Non credo che sia necessaria la ricostituzione della Bicamerale. Non ha mai funzionato anche se la possiamo considerare un ottimo punto di partenza”. Silvio Berlusconi boccia l’idea di ricorrere di nuovo alla Bicamerale per fare le riforme costituzionali. “Si puo’ fare tutto molto piu’ facilmente senza lo strumento della Bicamerale”, ribadisce Berlusconi che ritiene basti lo strumento dell’articolo 138 della Costituzione per fare le modifiche costituzionali. “Una sola Camera e piu’ poteri al premier”. “Bisogna assolutamente cambiare la nostra architettura istituzionale, dando piu’ poteri al presidente del Consiglio come in tutti i Paesi europei, e il Parlamento deve approvare le leggi con una sola Camera. Inoltre dovremo dimezzare i membri del Parlamento”. Lo afferma il leader del Pdl sottolineando che “dovremmo farlo anche per i Consigli regionali, provinciali e comunali”. “A Senato premio di maggioranza nazionale”. “Sarebbe opportuno portare anche al Senato il premio di maggioranza, da attribuire nazionalmente”,  ha sottolineato il presidente del Pdl, aggiungendo che “questa riforma ha dimostrato di funzionare con lo sbarramento al 4% e l’8%”. ”Il federalismo e’ un grande principio di democrazia”. Il federalismo e’ un fatto di modernita’  e di sussidiarieta’. E’ un grande principio di democrazia e di liberta”. Lo ha detto Silvio Berlusconi rispondendo a Radio Anch’io ad una domanda sulla richiesta di Umberto Bossi di superare il centralismo romano e di realizzare il federalismo fiscale. Silvio Berlusconi ha ricordato che questo e’ il punto numero sei del programma di 7 punti del Pdl. ”Per Alitalia faremo tutto il necessario”. “Saranno coperti i servizi passeggeri di Alitalia. Prendo in mano la  situazione. Tutto il necessario perche’ la compagnia di bandiera funzioni e resti a supporto del turismo e dell’economia italiana sara’ fatto”, ha affermato Silvio Berlusconi. “Ho gia’ in mente un piano per il taglio dei prezzi”
Sul caro-vita “scontiamo sia l’operato del precedente governo che la crisi internazionale”, ha sottolineato il leader del Pdl. “Dobbiamo vedere quali sono le possibilita’ di intervento – ha aggiunto – abbiamo gia’ in mente qualcosa, anzi un progetto preciso che metteremo in atto subito per contenere i prezzi, a partire dalle catene alimentari, con la collaborazione della rete dei consorzi di commercio. Abbiamo in mente anche una serie di provvedimenti – ha concluso – come l’abrogazione dell’Ici sulla prima casa, e la detassazione degli straordinari e dei premi di produttivita’, cosa che faremo nel primo consiglio dei Ministri”. ”Terro’ il mio Cdm a Napoli”. Silvio Berlusconi conferma che sarà a Napoli “tre giorni a settimana” e che nel capoluogo campano terrà il primo Consiglio dei ministri del suo governo.    “Ho già trovato una sede operativa – dice Berlusconi – ci restero’ per tre giorni alla settimana e verrò via solo quando avro’ la certezza di avere avviato il problema verso la soluzione definitiva”. Napolitano si congratula per la netta vittoria. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si congratula con la coalizione di Silvio Berlusconi “per la netta vittoria” incassata alle elezioni. Napolitano si è detto poi compiaciuto “per la prova offerta dal Ministero dell’Interno nel garantire un corretto ed efficace svolgimento delle operazioni elettorali, che hanno registrato ancora una volta un’alta affluenza alle urne”.

Grillo, Ferrara e i teodem

Come i vicentini sanno (o hanno saputo dopo, vista la censura della informazione locale di regime) Beppe Grillo è venuto sabato 5 aprile a Vicenza per sostenere la lista di Davide Marchiani , candidato sindaco alle elezioni comunali. In tale occasione, Grillo ha tirato alcune frecciate alla politica e ai politici italiani. Solo per citare un argomento, il caso Malpensa. Così è stato smantellato circa il 70% delle strutture aeroportuali di Malpensa e i nostri politici quando, nel frattempo, è stato inaugurato il tratto autostradale Torino – Malpensa! Roba da matti! Un bell’esempio di spreco di soldi! E poi la legge sul conflitto di interessi. Possibile che il centro-sinistra, come ha detto giustamente Grillo, non sia riuscita (ma credo sia il caso di dire che non abbia voluto) a fare una benedetta legge sul conflitto di interessi per ripristinare la legalità dell’informazione qui in Italia? Destra e sinistra sono proprio due facce della stessa medaglia! Ha
ragione Grillo. E ancora, non era il caso di rendere finalmente esecutiva la direttiva europea che ci impone di mandare Rete4 sul satellite, in modo da toglierci finalmente Emilio Fido dalle balle? Ma Emma Bonino ha detto che non c’era urgenza! Non c’era urgenza ? Non c’è forse urgenza che un monopolista delle televisioni non sia più tale? Ma stiamo scherzando? Penso che questi politici da baraccone non meritino di essere votati alle elezioni del 13-14 aprile: ci hanno già presi in giro a sufficienza. A proposito di elezioni, ma come cazzo si fa a parlare di libere elezioni se non si può dare nemmeno la preferenza ad un candidato? Hanno già deciso chi deve essere eletto in parlamento e Grillo lo pubblicherà sul suo sito!!! E così ci troveremo i mafiosi eletti al parlamento D’IMPERIO (Sante Sarracco docet) senza nemmeno poterli trombare? Cose da pazzi! Tant’è veramente meglio stare a casa e mi fa ridere chi dice che, se tanto non cambia niente, allora è meglio votare! Questa è una logica da servi della gleba. Spero che le liste di Beppe Grillo in futuro si possano candidare alle elezioni politiche nazionali, così magari gli daremo un calcio nel culo a questi politici arroganti e ai teodem-necon insulsi come Giuliano Ferrara. Ma che cazzo ne sa Ferrara dell’aborto se non è neanche una donna? Viva la serietà e il buon senso! Ne abbiamo veramente bisogno (ultimanente soprattutto Ferrara)!

Raffaele Bonini 

Intervista a Massimo Fini

On-line l’ultimo numero

Si chiude l’era di Hüllweck, automa della Sartori che si candida a palazzo Trissino. Dieci anni di Cdl: un mezzo ventennio di
potere contrastato solo dalle scorribande spartitorie della Dal Lago che sogna Roma. Scarica qui l’ultimo numero.

MZ iniziativa politico-goliardica a Vicenza

Per ridere. Lia Sartori candidato sindaco a Vicenza

Palazzo Trissino: palazzo d’oro

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(m.m.) I media locali hanno dato ampia diffusione, nei giorni scorsi, alla assoluzione di Lorella Bressanello per l’affaire Ponte Alto. Già il 20 di marzo, ben prima della sentenza uscita pochissimi giorni fa, però io avevo annunciato in un mio post che in un processo pieno di punti poco chiari, questo sarebbe stato l’epilogo. E la mia previsione s’è avverata. Ma il caso del Palazzo Oro va ben oltre. È lo specchio di una politica vicentina ormai asfissiata dai partiti e dai potentati economici, i loro veri pupari. Qui di seguito pubblico un pezzo illuminante…

Palazzo Oro rappresenta l’ipocrita e bislacca messinscena del “voto utile” fra la Sartori e Variati, orchestrato dal Giornale di Vicenza sulla falsariga di quello nazionale tra i due Oni. Perchè nel caso giudiziario che ha visto l’assoluzione della direttrice dell’urbanistica Lorella Bressanello Hullweck c’è in nuce l’identità assoluta fra la supposta destra e la supposta sinistra. Due supposte dritte nel didietro dei vicentini. Perchè coinvolto nell’affaraccio era anche un certo architetto Sergio Carta: ex socialista come la Sartori, ex vice di giunta di Variati. La sintesi impersonificata del Veltrusconi locale: il Sartoriati. Silenzio di tomba, infatti, sia dalla candidata PdL, amica di Carta e politicamente vicina alla Bressanello; sia dal candidato Pd, che straparla di tolleranza zero verso l’illegalità e poi si fa un baffo di scempi come questo. Entrambi zitti sulla maxi-speculazione della zona industriale. Entrambi collusi, i due residuati del Pentapartito, nell’affogare Vicenza in una coltre di omertosa connivenza politica.

L’apota

Bugie, sodomìa democratica, disinformazione. Ecco la storia del Dal Molin

fuckoff011.jpg(m.m.) Con un comunicato stampa semplice semplice, ma molto efficace, i supporter del presidio, hanno smascherato, in modo formale ed inequivocabile, ciò che a Vicenza tutti coloro che hanno assistito alla Berlusconi parade di ieri avevano capito in modo limpido. L’accordo sul Dal Molin bis era già stato siglato a porte chiuse dal governo di Silvio Berlusconi e avallato dalla giunta di Enrico Huellweck. Ora che l’inganno è stato smascherato sarebbe bene che i politici che hanno mentito e i media che gli hanno creduto facessero un bell’esame di coscienza. La questione di fondo però rimane un’altra. Purtroppo la menzogna è già stata metabolizzata. Come per le ‘finte’ armi di distruzione di massa in Iraq, scusa per poterne predare il petrolio tramite guerra ancora in corso. Per l’affaire Ederle bis è successa la stessa cosa. Non potevano metterlo in culo ai vicentini tutto d’un botto. La gente avrebbe protestato. Ce l’hanno inserito un po’ alla volta, grzie alle menzogne dei politici che sapevano e alle veline pronto uso della disinformazione ufficiale. Adesso, dopo avercelo localizzato in quel posto, pretendono pure di farcelo piacere… Ovvero come dice Massimo Fini l’essenza della democrazia rappresentativa è quella di mettertelo nel deretano, ma col tuo consenso. Qui di seguito pubblico il comunicato del presidio No Dal Molin.

Ve lo ricordate l’ex sindaco Hüllweck, in consiglio comunale, rispondere di non saper nulla sulla vicenda Dal Molin al consigliere di AN Milani? Silvio Berlusconi, durante la conferenza stampa di ieri, ha smascherato il figliol prodigo: «abbiamo detto di si perché la maggioranza e il sindaco Hüllweck erano d’accordo». Ci voleva un comizio elettorale per far emergere una verità che Hüllweck ha sempre temuto: per due anni il Sindaco ha acconsentito segretamente ai progetti statunitensi tenendo all’oscuro la città e lo stesso consiglio comunale.  Una visione particolare della gestione del potere che, a Vicenza, ha determinato un irreparabile strappo della democrazia. La maggioranza che ha seduto in consiglio comunale è responsabile tanto quanto il Governo nazionale della svendita di Vicenza: a dirlo non sono soltanto i No Dal Molin, ma Silvio Berlusconi in persona. Al quale poco importa dei vicentini, impegnato com’è a dimostrare il più totale asservimento agli amici d’oltreoceano.

da: www.nodalmolin.it

Meno male che Silvio c’è

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Se vince Lia Sartori finalmente Vicenza «avrà un sindaco con le palle». Sembra la frase di un idiota che crede che nella città del Palladio governi il centrosinistra da almeno 15 anni. E invece no. L’ammissione è dell’intelligentissimo Silvio Berlusconi il quale, durante la sua visita di ieri a Vicenza, con una gaffe mostruosa per Fi, il suo partito, ha di fatto ammesso che Enrico Huellweck, sindaco vicentino dal 1998, è uno senza coglioni. Non ci volevo credere. O è una gaffe madornale, tipica dello psiconano, oppure testa d’asfalto ha voluto dare un calcio sugli stinchi a bellachioma Hüllweck. Il che suonerebbe strano visto che lo stesso Silvio nel 2003 ha pure fatto da testimone di nozze a Lorella e signora… pardon Enrico e signora. In tutti e due i casi si ha conferma comunque della scarsa stima che Silvio evidentemente ha per l’ex sindaco analcolico biondo. Ne hai di voglia caro Enrico a raccontare tutte le volte che sei stato ricevuto da Sua Emittenza. In realtà non era il paròn che ti riceveva, ma il cerimoniere Paolo Bonaiuti, che si liberava di te con una cravatta di Marinella e una pacca sulla spalla. A questo punto è legittimo pensare che lo psiconano, una volta liberatosi del suo terreno a Borgo Berga, pregno di merda idrocarburica e trasformato in palazzo di giustizia, abbia definitivamente dato una pedata nel sedere alla pedina Huellweck. E se non vi basta il video, leggete il comunicato stampa ufficiale (quelli del comitato elettorale di Lia ci hanno voluto mettere anche la loro gaffe ovviamente) della visita con le parole comiche del «mafioso di Arcore». Termine affettuoso con cui Umberto Bossi definiva Silvio prima che tra i due si inserisse Cupìdo Tremonti.

Enrico e l’ombra di Lia

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Sulla giunta uscente cala il sipario. Cala il sipario soprattutto sull’era di Enrico Hüllweck, in sella, assieme al centrodestra, da due consiliature. Dieci anni pieni per buona parte dei quali il centrodestra ha governato o governa a Roma, nel Veneto, in provicnia e in città. Una condizione d’oro per chi amministra. Sui media locali si è parlato a più riprese di Hüllweck come del sindaco «del fare». Gli esempi più gettonati sono il nuovo tribunale e il nuovo teatro. Ma siamo sicuri che grattando via un po’ di patina lo scenario di questo decennio sia così positivo? Proviamo a fare un po’ di pulci. Leggi tutto l’articolo…

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