Archive del 28 aprile 2008
Sartori sconfitta. Variati: pulizia, trasparenza e lealtà saranno le mie guide
Lia Sartori, blindatissimo candidato sindaco del centrodestra a Vicenza, ha perso. Ha perso la corsa a due con Achille Variati, che in due settimane ha recuperato poco meno di dieci punti percentuali di distacco. Il Pdl aveva i numeri dalla sua parte perché al primo turno partiti e movimenti che orbitano nel centrosinistra andavano ben oltre il 50%. Ma al ballottaggio le cose sono andate diversamente. Il candidato del Pd ha vinto per mezza incollatura overo 527 voti: 50,5% contro 49,5%. In queste ore sono in corso i festeggiamenti in seno al centrosinistra. Determinanti, secondo i maggiorenti del Pd, anche la scemata affluenza alle urne rispetto alla prima tornata, nonché la disaffezione verso Sartori di molti elettori di destra. Queste le prime parole pronunciate dal nuovo sindaco sui gradini del Caffé Garibaldi in piazza dei Signori alle 18.15: «Pulizia, trasparenza e lealtà saranno le mie guide».
Gianni Riotta e il V-day
Spiaceva quasi, il 25 aprile al V-day di Torino, sentire l’intera piazza San Carlo che sfanculava ogni dieci minuti Johnny Raiotta, il direttore del Tg1 che fa rimpiangere Mimun. Troppi vaffa per un solo ometto. Poi però uno rincasava, cercava il servizio del Tg1 di mezza sera su una manifestazione criticabilissima come tutte, ma imponente, che in un giorno ha raccolto 500mila firme per tre referendum. Invece, sorpresa (si fa per dire): nessun servizio, nessuna notizia, nemmeno una parola. Molti e giusti servizi sul 25 aprile dei politici, sulle elezioni a Roma, sul caro-prezzi, sul ragazzino annegato, poi largo spazio alle due vere notizie del giorno: le torte in faccia al direttore del New York Times e la mostra riminese su Romolo e Remo (anzi, per dirla col novello premier, Remolo). Seguiva un pallosissimo Tv7 con lo stesso Raiotta, Tremonti, la Bonino e Mieli che discutevano per ore e ore di nonsisabenechecosa. Raiotta indossava eccezionalmente una giacca, forse per riguardo verso il direttore del Corriere. Questo sì che è servizio pubblico. Così, nel tentativo maldestro di contrastare – oscurandolo – il V-Day sull’informazione, Johnny Raiotta del Kansas City ne confermava e rafforzava le ragioni.
Marco Travaglio
da: www.voglioscendere.it
Il V-day2 di Grillo
Il V2-day è stato un successo perché quasi 500 piazze in Italia e all’estero hanno partecipato, perché sono state raccolte 1.300.000 firme in un giorno, perché 120.000 persone hanno ascoltato per sei ore in piedi sotto un caldo estivo economisti, ambientalisti, operai, matematici e anche Beppe Grillo. Ma il V2-day è stato un successo enorme, straordinario soprattutto per la reazione dell’informazione. Per il silenzio della informazione. Per la comicità dell’informazione con i telegiornali che hanno dedicato tre minuti all’orango Petronilla di Roma e neppure un secondo al V2-day. Cinque minuti allo squalo bianco della California e neppure un secondo a due milioni di persone che sostenevano un referendum popolare.
L’informazione di regime è stata il miglior sponsor del V2-day. Imperdibili alcune mie inquadrature dal basso in modo da non far vedere la gente. E’ la stessa tecnica usata dal regime comunista polacco per la visita di Giovanni Paolo II nella sua prima visita in Polonia. C’erano milioni di persone, ma sembrava che parlasse al vuoto. Ragazzi, se non ci foste voi mi sentirei un po’ a disagio, un po’ solo. Comincerei a pensare che il pazzo sono io. Che è giusto che un politico possieda tre televisioni nazionali. Che l’Italia sia considerata semilibera per l’informazione da istituti internazionali. Che in Parlamento ci siano70 tra condannati, prescritti e rinviati a giudizio. Si, il pazzo sono io e lo siete anche voi che siete scesi in piazza in questo bellissimo, solare, 25 aprile.
Beppe Grillo
da: www.beppegrillo.it