Archive del 9 aprile 2008
Palazzo Trissino: palazzo d’oro

(m.m.) I media locali hanno dato ampia diffusione, nei giorni scorsi, alla assoluzione di Lorella Bressanello per l’affaire Ponte Alto. Già il 20 di marzo, ben prima della sentenza uscita pochissimi giorni fa, però io avevo annunciato in un mio post che in un processo pieno di punti poco chiari, questo sarebbe stato l’epilogo. E la mia previsione s’è avverata. Ma il caso del Palazzo Oro va ben oltre. È lo specchio di una politica vicentina ormai asfissiata dai partiti e dai potentati economici, i loro veri pupari. Qui di seguito pubblico un pezzo illuminante…
Palazzo Oro rappresenta l’ipocrita e bislacca messinscena del “voto utile” fra la Sartori e Variati, orchestrato dal Giornale di Vicenza sulla falsariga di quello nazionale tra i due Oni. Perchè nel caso giudiziario che ha visto l’assoluzione della direttrice dell’urbanistica Lorella Bressanello Hullweck c’è in nuce l’identità assoluta fra la supposta destra e la supposta sinistra. Due supposte dritte nel didietro dei vicentini. Perchè coinvolto nell’affaraccio era anche un certo architetto Sergio Carta: ex socialista come la Sartori, ex vice di giunta di Variati. La sintesi impersonificata del Veltrusconi locale: il Sartoriati. Silenzio di tomba, infatti, sia dalla candidata PdL, amica di Carta e politicamente vicina alla Bressanello; sia dal candidato Pd, che straparla di tolleranza zero verso l’illegalità e poi si fa un baffo di scempi come questo. Entrambi zitti sulla maxi-speculazione della zona industriale. Entrambi collusi, i due residuati del Pentapartito, nell’affogare Vicenza in una coltre di omertosa connivenza politica.
L’apota
Bugie, sodomìa democratica, disinformazione. Ecco la storia del Dal Molin
(m.m.) Con un comunicato stampa semplice semplice, ma molto efficace, i supporter del presidio, hanno smascherato, in modo formale ed inequivocabile, ciò che a Vicenza tutti coloro che hanno assistito alla Berlusconi parade di ieri avevano capito in modo limpido. L’accordo sul Dal Molin bis era già stato siglato a porte chiuse dal governo di Silvio Berlusconi e avallato dalla giunta di Enrico Huellweck. Ora che l’inganno è stato smascherato sarebbe bene che i politici che hanno mentito e i media che gli hanno creduto facessero un bell’esame di coscienza. La questione di fondo però rimane un’altra. Purtroppo la menzogna è già stata metabolizzata. Come per le ‘finte’ armi di distruzione di massa in Iraq, scusa per poterne predare il petrolio tramite guerra ancora in corso. Per l’affaire Ederle bis è successa la stessa cosa. Non potevano metterlo in culo ai vicentini tutto d’un botto. La gente avrebbe protestato. Ce l’hanno inserito un po’ alla volta, grzie alle menzogne dei politici che sapevano e alle veline pronto uso della disinformazione ufficiale. Adesso, dopo avercelo localizzato in quel posto, pretendono pure di farcelo piacere… Ovvero come dice Massimo Fini l’essenza della democrazia rappresentativa è quella di mettertelo nel deretano, ma col tuo consenso. Qui di seguito pubblico il comunicato del presidio No Dal Molin.
Ve lo ricordate l’ex sindaco Hüllweck, in consiglio comunale, rispondere di non saper nulla sulla vicenda Dal Molin al consigliere di AN Milani? Silvio Berlusconi, durante la conferenza stampa di ieri, ha smascherato il figliol prodigo: «abbiamo detto di si perché la maggioranza e il sindaco Hüllweck erano d’accordo». Ci voleva un comizio elettorale per far emergere una verità che Hüllweck ha sempre temuto: per due anni il Sindaco ha acconsentito segretamente ai progetti statunitensi tenendo all’oscuro la città e lo stesso consiglio comunale. Una visione particolare della gestione del potere che, a Vicenza, ha determinato un irreparabile strappo della democrazia. La maggioranza che ha seduto in consiglio comunale è responsabile tanto quanto il Governo nazionale della svendita di Vicenza: a dirlo non sono soltanto i No Dal Molin, ma Silvio Berlusconi in persona. Al quale poco importa dei vicentini, impegnato com’è a dimostrare il più totale asservimento agli amici d’oltreoceano.
Meno male che Silvio c’è
Se vince Lia Sartori finalmente Vicenza «avrà un sindaco con le palle». Sembra la frase di un idiota che crede che nella città del Palladio governi il centrosinistra da almeno 15 anni. E invece no. L’ammissione è dell’intelligentissimo Silvio Berlusconi il quale, durante la sua visita di ieri a Vicenza, con una gaffe mostruosa per Fi, il suo partito, ha di fatto ammesso che Enrico Huellweck, sindaco vicentino dal 1998, è uno senza coglioni. Non ci volevo credere. O è una gaffe madornale, tipica dello psiconano, oppure testa d’asfalto ha voluto dare un calcio sugli stinchi a bellachioma Hüllweck. Il che suonerebbe strano visto che lo stesso Silvio nel 2003 ha pure fatto da testimone di nozze a Lorella e signora… pardon Enrico e signora. In tutti e due i casi si ha conferma comunque della scarsa stima che Silvio evidentemente ha per l’ex sindaco analcolico biondo. Ne hai di voglia caro Enrico a raccontare tutte le volte che sei stato ricevuto da Sua Emittenza. In realtà non era il paròn che ti riceveva, ma il cerimoniere Paolo Bonaiuti, che si liberava di te con una cravatta di Marinella e una pacca sulla spalla. A questo punto è legittimo pensare che lo psiconano, una volta liberatosi del suo terreno a Borgo Berga, pregno di merda idrocarburica e trasformato in palazzo di giustizia, abbia definitivamente dato una pedata nel sedere alla pedina Huellweck. E se non vi basta il video, leggete il comunicato stampa ufficiale (quelli del comitato elettorale di Lia ci hanno voluto mettere anche la loro gaffe ovviamente) della visita con le parole comiche del «mafioso di Arcore». Termine affettuoso con cui Umberto Bossi definiva Silvio prima che tra i due si inserisse Cupìdo Tremonti.
