Oleodotto Nato

Ieri alle 19.00 il sito del Corsera riportava il lancio di agenzia che segue: «Disastro ambientale nel Vicentino dove un oleodotto militare che trasporta il cherosene alla base Usa di Aviano ha scaricato carburante, attraverso una falla, in diversi corsi d’acqua. La rottura dell’impianto è avvenuta nel comune di Monticello Conte Otto, nella frazione di Cavazzale. La macchia di cherosene è arrivata in città, interessando anche la zona di Ponte degli Angeli e viale Giuriolo, vicino allo stadio. Poco dopo il sito del presidio No Dal Molin diramava questo dispaccio: «Un vero disastro ambientale, l’ha definito l’assessore provinciale alle risorse idriche; dimenticandosi di specificare che questo disastro – la fuoriuscita di una quantità enorme di cherosene dall’oleodotto Nato – è stato prodotto da un’installazione militare. Due fiumi gravemente inquinati, il terreno di ricarica della falda acquifera più grande del nord Italia imbevuto di cherosene, fauna e vegetazione minacciati dalla chiazza inquinante rilasciata dall’oleodotto che porta il carburante per gli aerei militari da Camp Darby ad Aviano. Ma non dicevano che le installazioni militari sono sicure e non danneggiano il territorio? Più di qualcuno deve delle spiegazioni ai cittadini; a partire dal commissario Costa, che ha lasciato Vicenza per le sue “vacanze elettorali” ribadendo che le installazioni militari Usa non hanno alcun impatto sul territorio. E ora, cosa ha da dire il primo sponsor della nuova base Usa al Dal Molin? E tutti coloro che hanno sempre sbeffeggiato le paure e le preoccupazioni dei vicentini? Nessuno venga più a portarci rassicurazioni: le installazioni militari sono pericolose per l’ambiente e la salute pubblica. Se verrà realizzata, lo sarà anche la base statunitense al Dal Molin, situata proprio sopra la nostra falda acquifera e nei pressi di una zona naturale protetta; cosa potrebbe avvenire se, in un giorno disgraziato, dovesse verificarsi un incidente all’interno della nuova base o della Ederle? Siamo esterrefatti che la notizia sia stata diffusa soltanto dodici ore dopo l’incidente e non sia stata mobilitata la Protezione Civile; come è avvenuto per l’approvazione della nuova base Usa al Dal Molin, si è agito nella più totale oscurità. Ora più che mai è chiara la pericolosità delle installazioni militari: Vicenza libera dalle basi Usa».

…per fortuna i militari statunitensi porteranno ricchezza e benessere per tutti, nessuno sarà escluso.
nico
E per fortuna che come al solito i danni provocati per questo disastro ambientale SICURAMENTE verranno risarciti dai nostri amici Americani…basta ricordare Callipari, Cermis etc. etc..in fondo trasparenza e verità sono sempre i punti cardini! EVVIVA, UN ALTRA DIMOSTRAZIONE CBE VICENZA SENZA BASI MILITARI AMERICANE NON PUò SOPRAVVIVERE! QUANTI BENEFICI, QUANTI BEI DOLLARONI, E SOPRATTUTTO RICORDATEVI BENE CHE SIAMO PIù SICURI…
Il nostro primo Giornale cittadino (in termini di diffusione) riportava la notizia a pag.18 su mezza pagina…