Archive del 29 marzo 2008

Dirigenti, indagati, candidati… e magistrati

Riceviamo da Franca Equizi (candidato sindaco al comune di Vicenza) e pubblichiamo integralmente. Per esigenze di spazio i collegamenti ipertestuali sono a cura della redazione.  

Elezioni amministrative al comune di Vicenza. Non si capisce la ragione del silenzio sul caso Ponte Alto. Si tratta di una delle operazioni più oscure dell’urbanistica a Vicenza negli ultimi anni. Ci sono decine di milioni di euro in ballo, potenziali danni ambientali e all’erario municipale. Abusi edilizi già accertati perché condonati. Eppure Achille Variati, candidato più accreditato in quota centrosinistra e Lia Sartori, candidato più accreditato in quota centrodestra non ne parlano. Come mai? Se andiamo a scorrere la lista degli indagati ci troviamo Lorella Bressanello, dirigente del dipartimento territorio; Roberto Pasini, direttore del settore edilizia privata del capoluogo berico; poi Gianni Bressan già dirigente comunale del settore lavori pubblici oggi a riposo. In ultimo Silvano Gianello, geometra comunale. Per pura casualità l’architetto Bressanello, forzista doc, è moglie del sindaco uscente, l’azzurro Enrico Hüllweck. Sempre la Bressanello è data in ottimi rapporti, per il tramite del marito, proprio con Lia Sartori, punta di diamante di Fi nel Veneto. E sempre la Bressanello, proprio per l’affaire Ponte Alto è finita pure sotto processo. Gianni Bressan (a meno di un formidabile caso di omonimia in questo articolo del GdV) è invece tra i candidati della lista che supporta il candidato sindaco Achille Variati. Ora, non si pretende che in consiglio comunale ci sia il coro dei cherubini, ma un po’ di pulizia nelle liste elettorali non fa mai male. Evidentemente l’affaire Ponte Alto brucia sia agli amici della Cdl, sia agli amici del Pd. In quest’ultima formazione, ironia della sorte, militano esponenti che hanno combattuto strenuamente il ‘mostro di vetro’ a Ponte Alto. E ora, ironia della sorte bis, si trovano alleati a quei dirigenti le cui prodezze autorizzative avevano combattuto con tanta costanza. Da anni a palazzo Trissino ci sono consiglieri i quali sostengono che negli uffici dell’urbanistica sia giunto il momento di fare piazza pulita. E invece la cosa non avviene. Ci sono coperture da nascondere? A cornice di tutto ciò rimane una triste considerazione da fare. Stavolta sulla efficienza della procura della repubblica berica. I primi esposti alla magistratura sul caso Ponte Alto sono, badate bene, del 1999. In quattro anni di tempo, era il 2003, la procura è stata in grado solo di indagare i presunti responsabili. In pratica gli esposti sono stati redatti all’inizio del primo mandato Hüllweck. Durante l’arco di una intera consiliatura la magistratura berica non è nemmeno stata in grado di scrivere una sentenza di primo grado. Gli inquirenti sono stati capaci di pervenire solo ad una richiesta di rinvio a giudizio, datata giugno 2005. E intanto la prescrizione galoppa veloce. A questo punto è lecito o no interrogarsi sulle capacità e sui comportamenti dei magistrati e degli investigatori che fino ad oggi hanno seguito le sorti della pubblica accusa nel caso di via Vecchia Ferriera? Faccio notare che il magistrato che ha sorretto la pubblica accusa nella vicenda Cofinmar è Paolo Pecori, padre di Massimo ex difensore civico. Paolo Pecori è lo stesso magistrato che ha deciso l’intervento al fulmicotone nei confronti dei presunti responsabili della azione incendiaria contro l’oleodotto a Polegge. Per Ponte Alto l’azione giudiziaria ha avuto i tempi della lumaca, per i No Dal Molin l’azione giudiziaria ha il guizzo della lepre. Per il caso Ponte Alto si è istruito un processo farsa che finirà nelle secche della prescrizione, nel caso dei No Dal Molin il capo della procura, Ivano Nelson Salvarani, ignora il monumentale conflitto di interessi che grava sul capo del suo pm, il numero due della procura. Il padre di un candidato sindaco. È ora che la gente sappia. È ora che le autorità competenti sappiano.

Franca Equizi

candidato sindaco per il comune di Vicenza

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Asso di picche
                  Rubrica di Alessio Mannino                                          


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