Archive del 20 marzo 2008

2001 odissea nel cemento

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Anno 2000: i Comuni possono spendere i soldi delle licenze edilizie SOLO a fronte di investimenti. Anno 2001, ottobre: i Comuni sono autorizzati a spendere i soldi delle licenze edilizie per fare quello che gli pare, grazie al nuovo Testo Unico sull’edilizia. Arriva il boom edilizio. Anno 2000: 159.000 abitazioni costruite. Anno 2007: 298.000 abitazioni costruite e 38.000 ampliamenti di abitazioni. Le licenze raddoppiano in 7 anni, il territorio italiano viene cementificato da palazzine, nano grattacieli, hangar, seconde, terze, quarte ville, parcheggi, garage. I Comuni raddoppiano gli incassi senza alcun obbligo di destinazione d’uso. Hanno la licenza di uccidere il territorio. Il territorio comunale, lo dice la parola stessa, è patrimonio “comune” dei cittadini che lo abitano. Appartiene a loro. Il bosco, il prato, la vista panoramica, un posto per passeggiare o far giocare i propri figli, il parco, i giardini o, anche, un semplice spazio vuoto per vedere l’orizzonte. Chiarito che il territorio è dei cittadini e non del sindaco fasciato a festa e dei suoi assessori che sono SOLO dipendenti comunali facciamoci qualche domanda. Dove sono finiti i soldi delle licenze edilizie concesse senza più l’obbligo di investimento? Nuovi servizi, asili, piste ciclabili, trasporti pubblici non si sono visti. Farei un’indagine, Comune per Comune. Quanto ancora si può cementificare il paesaggio italiano? Si può solo tornare indietro, decementificare. Il turismo sta morendo di cemento. Quali sono le maggiori imprese edili che hanno ottenuto le licenze? I costruttori comandano ormai più del sindaco Moratti e del sindaco Topo Gigio, devono uscire dai consigli comunali. Sono lì, anche se non sono stati eletti. Il processo infernale messo in moto dal Testo Unico del 2001 va fermato. Bisogna riportare le lancette al 2000. Meno cemento, meno soldi per i partiti, i veri padroni dei Comuni. I cittadini devono presentarsi in consiglio comunale per chiedere i motivi dello scempio edilizio e documentare l’incontro con una telecamera. Il Bel Paese è nostro, riprendiamocelo.

da: www.beppegrillo.it 

On-line l’ultimo numero

(m.m.) Ora è ufficiale. Gli Usa sapevano: niente legami tra Al Qaida e Saddam. Ma in guerra ci siamo andati lo stesso. Ora c’è l’Iran. Le truppe partiranno dal Dal Molin? Un’altra bugia italo-americana. Scarica l’ultimo numero de La Sberla. Approfitto di questo post per un’altra news. Caso Ponte Alto. Le voci che circolano a palazzo Trissino coincidono con quelle già giunte al mio orecchio. Per l’affaire di palazzo Oro non solo Lorella Bressanello (deglie dell’ex sindaco e direttrice del dipartimento territorio), ma tutti gli imputati saranno assolti. Al di là del tempo biblico impiegato dalla magistratura berica per istruire il processo, con relativi problemi di prescrizione, rimane una cosa agli atti della storia di questa città. Come è possibile che il pm che segue la pubblica accusa (Paolo Pecori) sia il padre del difensore civico Massimo Pecori? Come giudicheranno i posteri il fatto che Huellweck abbia sponsorizzato l’elezione di Massimo a tale carica, facendo quindi una cortesia alla sua famiglia? Non è assolutamente inopportuna la posizione del pm? Con quale spirito il pm Pecori ha condotto la pubblica accusa sapendo che il figlio, dal primo cittadino, aveva ricevuto questa cortesia politica? Io sono pessimista per natura. La democrazia e la giustizia in Italia mi mettono solo tristezza. Giulio Andreotti diceva che a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca. Ecco io azzeccherei che il processo di Ponte Alto finirà con un diluvio di assoluzioni. Se mi sbaglio farò pubblica ammenda in mutande in piazza dei Signori a Vicenza. Se indovino qualcuno si dovrebbe preparare a ricevere dei gran calci nel culo.

I servi del potere

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Gli Amenduni, la potente e ammanigliata famiglia oleario-acciaiera di Vicenza, sono finiti nel magma della black-list dei presunti evasori con capitali in Lichtenstein. La notizia ieri era stata riportata da La Repubblica. Oggi da Il Corriere del Veneto con ampio risalto. E per forza, si tratta di una notizia bomba per la città berica. Ieri però il telegiornale di Tva Vicenza non ha nemmeno sfiorato l’argomento. Oggi Il Giornale di Vicenza ha taciuto ugualmente la notizia. Perché? Forse perché gli Amenduni sono nell’azionariato delle due testate? Immagino lo stato d’animo ieri di Luca Ancetti e Giulio Antonacci. Rispettivamente direttore di Tv e quotidiano. Si saranno fatti un esame di coscienza o si saranno fatti un esame al portafogli? Ma c’è di più. I conti segreti del Lichtenstein sono saltati fuori, molti lo ricordano, perché il servizio segreto tedesco, ha pagato un altissimo funzionario della maggiore banca del principato alpino; il quale ha spifferato i nomi dei presunti evasori e li ha messi in un dvd. In Germania quando la cosa si è saputa i politici tedeschi, di tutti i partiti e di tutti i livelli istituzionali, unitamente con la popolazione, hanno gridato allo scandalo ed hanno chiesto senza indugio inasprimenti di pena per l’evasione fiscale. La stessa domanda ora andrebbe girata ai candidati sindaco di Vicenza. E poi c’è un’altra domanda da porsi. Vista la condotta dei reucci dell’acciaio berico è lecito chiedersi se lor signori abbiano in corso o abbiano portato a termine operazioni immobiliari a Vicenza? In tal caso è lecito domandarsi se lorsignori abbiano pagato correttamente tutti i tributi comunali relativi, a partire dagli oneri di urbanizzazione? Sarebbe lecito domandarsi se nella commissione speciale per la valutazione degli oneri di urbanizzazione, azzoppata anni fa dalla moglie del sindaco, ci fosse qualche big dell’economia locale? Chi farà queste domande ai candidati sindaco?

P.S. Se nelle prossime ore Tva o il GdV daranno la notizia già riportata da Repubblica, la cosa non sarà valida al fine di riabilitare la loro onestà intellettuale, perché l’evento ormai è già di dominio pubblico.

Marco Milioni

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