Archive del 3 marzo 2008

L’importanza della memoria

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(m.m.) Visto che di emergenza rifiuti non si parla più molto e visto che il problema ancora sussiste allego a questo post un un bellissimo pezzo di Roberto Saviano pubblicato il 5 gennaio 2008 su www.repubblica.it. A questo aggiungo un altro bel servizio pubblicato dallo stesso quotidiano il mese dopo. Stavolta l’articolo è firmato dall’ottimo Carlo Bonini. Dulcis in fundo, siccome la cosa è direttamente collegata, aggiungo un altro pezzo dell’ottimo Gianluca Amadori, stavolta tratto da Il Gazzettino. Lascio a voi le conclusioni. Faccio solo notare che i disastri descritti da Saviano anche nell’ambito dell’inchiesta Houdini, che coinvolge direttamente il vicentino Carlo Valle, hanno un epilogo farsesco proprio nel servizio di Amadori, visto che il bottino di Valle, secondo la magistratura veneziana, è sparito in Brasile.

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Non esiste voto utile

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I poteri forti vogliono un Grande Inciucio. Non solo di fatto, come già è nella realtà per il filo doppio che lega Destra e Sinistra, figurine di cartapesta del pensiero unico liberista e “democratico”. Ma anche di nome. E l’etichetta che i grandi gruppi industriali e bancari vogliono appiccicare al governo dell’Italietta di Veltrusconi è “larghe intese”. Un’ammucchiata dei due partiti gemelli, il PdL di Berlusconi e il Pd di Veltroni. Sempre che dopo la farsa elettorale del 13 e 14 aprile uno non abbia prevalso sull’altro aggiudicandosi la maggioranza dei seggi in parlamento. Ecco perchè ieri il megafono ufficiale della grande industria e dell’alta finanza, il Corriere della Sera, con un fondo in prima pagina di Pierluigi Battista sosteneva che “non esiste voto inutile”. Vogliono, i veri padroni delle leve del potere, che la prossima legislatura non abbia un vincitore. E perciò invitano a votare anche per le formazioni minori, come la Sinistra Arcobaleno, la Destra di Storace e l’Udc di Casini. La pravda milanese che fino a ieri inneggiava alla semplificazione e all’americanizzazione del quadro politico, oggi scrive, con effetto quasi comico, che “non appare irrealistica, e men che meno sdegnosamente smentita, l’ipotesi di una grande coalizione. La presenza parlamentare di un forte centro, quello di Casini, e di una sinistra radicale, quella di Bertinotti, potrebbe arricchire il panorama post-elettorale di nuove opportunità”. Dopo anni di indottrinamento sul bipolarismo e sul bipartitismo, dopo averci riempito le scatole con la retorica parolaia della stabilità di governo, ora Mediobanca, Banca Intesa, il gruppo Fiat e gli altri controllori del maggior organo di (dis)informazione italiano hanno deciso che la loro prossima marionetta di Palazzo Chigi dovrà riunire gli avversari di questa campagna elettorale. Che difatti tutto fanno tranne che dare vita alla solita finzione di scontro. Specie Silvio e Walter. Minuettano e cinguettano fra loro, le due facce della melassa partitocratica italiana, invitando gli elettori a votare sè stesso o l’altro (voto utile). Ben sapendo che nessuno dei due avrà la meglio, assediati come sono dai comprimari di contorno. E qui si innesta il disegno inciucista dei loro burattinai, che mirano a sfiancarli di quel tanto che basta per rendere non solo probabile, ma inevitabile la Grosse Koalition alla tedesca.
Perchè tramano per una soluzione alla Merkel, i Montezemolo, i Bazoli e i Geronzi? Per gli affari, of course. Perchè ci sono grandi operazioni in vista. A cominciare dal riassetto del mercato delle telecomunicazioni, con Telecom (partecipata da Intesa, Mediobanca, Generali) che si vocifera sognare un’alleanza con Mediaset. Con i Berlusconi entrati in Mediobanca (il mitico salotto buono del capitalismo italiano), le manovre sono favorite. Ci sono le frequenze Wi-Max da assegnare. C’è la prateria di profitti rapinati al pubblico: le grandi opere (non a caso punto focale dei programmi del duo Veltrusconi). E la finanziarizzazione (che necessita di legittimazione bipartisan, va da sè) del mercato delle ex municipalizzate. E con la recessione che soffia dall’America con una Cina che sta premeditatamente tirando in remi in barca dopo la grande marcia allo sviluppo di questi anni, occorrerà una nuova stagione di tagli, di sfruttamento del lavoro (flessibilità, la chiamano), di spremitura all’osso del contribuente, raggirato grazie a qualche imposta diretta in meno ma sobbarcato di nuove spese al minuto grazie alle liberalizzazioni tanto magnificate dai Draghi e dai Padoa Schioppa, bracci armati della Bce.
Vogliono un Veltrusconi più debole per avere un inciucio più forte. Leggere fra le righe deve essere la nuova pratica del cittadino che resiste alla Grande Truffa.

Alessio Mannino

www.movimentozero.org/mz

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La guerra dei media

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La guerra dei media è in atto da anni. Informazione serva contro informazione libera. Stampa e televisione contro Internet. Le balle dello psiconano sono in cima all’hit parade della Rete. Le frescacce di Topo Gigio sono meno diffuse, un po’ si vergogna a dirle. Su YouTube si possono vedere i tromboni d’Italia, sputtanarli è bello. Rilassa. Loro fanno finta di niente, mandano avanti gente come Vespa. La Rete è il male del mondo: pedofilia, traffico di organi, truffe, antipolitica. Un luogo che fa orrore a Testa d’Asfalto e ai postcomunisti. Un terzo dell’Italia non ha l’adsl. Senza la Rete l’economia non cresce. Con la diffusione della Rete questi politicanti da strapazzo sarebbero finiti. A Porta a Porta dedicata al delitto di Perugia la dottoressa Graziottin psicologa e sessuologa di chiara fama ha detto che “Internet e’ l’anticamera della prostituzione giovanile”. Vespa ha sorriso condiscendente. Bruno Vespa è un danno per il Paese, per l’informazione libera e per l’economia. Devespizziamo la Rai a partire da questo insetto. Non comprate più i prodotti pubblicizzati all’interno di Porta a Porta.

da: www.beppegrillo.it

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Rinvio a giudizio

Angelo Di Natale ed il sottoscritto sono stati rinviati a giudizio per presunta diffamazione a mezzo stampa. Autori della querela sono il pm berico Giorgio Falcone e l’ex comandante dei carabinieri di Thiene Giovanni Scarpellini. L’accusa mossa dalla procura di Trento, competente per territorio, riguarda un pamphlet scritto da me relativamente ad un caso di presunte percosse e molestie avvenute nel thienese all’inizio degli anni 2000 (ad opera di sacerdoti). C’è poco da dire al momento, almeno sotto il profilo giudiziario, sarà il processo a mostrare come sono andate realmente le cose. Le accuse rivoltemi si trasformeranno in un boomerang per chi le ha mosse. Per un semplice motivo: l’analisi giornalistica è stata condotta in modo scrupoloso. Rispettando la verità e la legge. Gli unici fari del giornalista serio, il quale deve raccontare anche le verità scomode. Anche quelle scomode per il firmamento mediatico e giudiziario che caratterizza questa città. Temi l’ira dell’uomo mite che sa attendere, dice il saggio cinese… Quando il processo comincerà daremo ampia copertura don’t worry.

Marco Milioni

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Asso di picche
                  Rubrica di Alessio Mannino                                          


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