«La procura ha toccato il fondo». J’accuse a tre

salvarani02.jpgSconforto, delusione e rabbia nei confronti della magistratura vicentina, accusata senza mezzi termini di essere forte coi deboli e debole coi forti. Un fuoco di fila nei confronti della procura della repubblica messa sulla graticola per essere morbida nei confronti del palazzo e intrasingente nei confronti di chi critica in modo radicale «l’andazzo della politica locale, fatto di sprechi, menzogne e spregio alla res publica».
È questo il j’accuse rivolto durante l’ultima settimana da tre diversi soggetti. Il presidio No Dal Molin, la civica Riscossa Democratica nonché la lista Vicenza a Cinque Stelle che rappresenta i candidati berici che fanno riferimento a Beppe Grillo. Ovviamente la vicinanza del voto amministrativo del 13 aprile ha finito per incendiare una atmosfera che per vero era rimasta tranquilla sino a pochi giorni fa.
NO DAL MOLIN. I primi a muoversi sono stati, la settimana passata, gli aderenti dei comitati che si battono contro la realizzazione della nuova base Usa di Vicenza. Era stato Olol Jackson (uno dei leader dei no base) infatti a lanciare un proclama incendiario proprio davanti a palazzo Negri, sede della procura. Un proclama che aveva collegato quattro argomenti bollenti: «la sospetta rapidità e pretestuosità» delle perquisizioni contro esponenti del fronte no base per la vicenda del presunto attentato incendiario contro l’oleodotto militare Usa. «Le indebite pressioni del capo della procura sulla questura affinché mostrasse i muscoli» nei confronti del presidio. «Il monumentale conflitto di interessi del pm Paolo Pecori, padre di uno dei candidati a sindaco (Massimo in quota Udc, Ndr). L’appalto per i lavori alla Ederle 2, vinto da due coop rosse vicine agli ex Ds». Un j’accuse ad alzo zero che vede dietro gli ultimi eventi una unica regìa politica «tesa a contrastare in modo vergognoso chi si batte per la difesa di Vicenza».
EQUIZI. Non bastassero le bordate dei ‘No Base’, nel week-end è stato il turno di Franca Equizi, candidato sindaco per Riscossa Democratica, la quale ha preso carta e penna diramando una lettera aperta al vetriolo. Una missiva nella quale si fa un confronto «impietoso dell’operato della procura la quale ha impiegato sei anni per ottenere il rinvio a giudizio della moglie del sindaco Enrico Hüllweck rimasta invischiata nell’affaire Ponte Alto; mentre si è mossa di scatto per istruire i fascicoli contro i No Base». Ma Equizi è scatenata: «In sala Bernarda un esponente dei ‘Sì Base’ si è permesso di darmi della puttana davanti a decine di presenti. L’ex assessore Linda Favretto anni fa ha fatto lo stesso quando ero nel Carroccio. Ho pure fornito i dettagli del caso agli inquirenti. L’amministrazione comunale da mesi mi nega documenti che mi spettano di diritto. E la procura che fa? Non mi pare di avere letto sulla stampa di passi sostanziali circa queste indagini. Segno evidente che a Vicenza c’è una procura per i paria e una per i bramini». Ed Equizi aggiunge: «Il fatto che Giornale di Vicenza e Corriere Veneto abbiano dedicato ampio spazio ad una sorta di difesa d’ufficio nei confronti di Nelson Salvarani (il procuratore berico, nel riquadro, Ndr) e di Paolo Pecori (de facto il suo vice, Ndr) la dice lunga anche sul ruolo che certi media stanno assumendo nella vicenda. La cosa per di più è indice di grande debolezza e insicurezza da parte di certi magistrati, i quali oggi non sanno più che pesci pigliare per giustificare il loro comportamento».
BEPPE GRILLO. Così in questo clima infuocato è stato Davide Marchiani a dare l’ultima stoccata indirizzando un doppio esposto proprio oggi. Uno alla procura generale del Veneto. L’altro alla procura generale presso la cassazione a Roma. Due paginette nelle quali si mette sulla graticola l’operato di Ivano Nelson Salvarani nonché quello di Pecori. Nello stesso contesto si arriva a ipotizzare persino di possibili azioni disciplinari nei confronti dei magistrati. Insomma da oggi, in ambito giudiziario-politico, è esploso un vero e proprio caso Vicenza e le frizioni sembrano destinate ad acuirsi.

Marco Milioni

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Asso di picche
                  Rubrica di Alessio Mannino                                          


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