Archivio di febbraio 2008
On line l’ultimo numero de La Sberla
Galan affossa la variante al piano regolatore cara ad Assindustria. In fumo, per ora, centinaia di milioni di euro. Ma la battaglia si sposta al voto di aprile. E l’aria elettorale si elettrizza… Scarica qui l’ultimo numero de La Sberla
Gli incredibili
Topo Gigio è diabolico. Ha copiato gli slogan e il programma di governo dello psiconano. Che all’inizio se ne è risentito pubblicamente, ma poi ha capito. Topo Gigio li ha solo alleggeriti, ma di poco. Un “ma anche” qua. Un ripartiamo là. Un conflitto di interessi sbianchettato dappertutto. L’entusiasmo di Testa d’Asfalto per il suo seguace (perché se uno ti copia il programma vuol dire che lo approva, e quindi è dalla tua parte) è giunto fino a una dichiarazione di inciucio eterno. Topo Gigio lo tiene sulle spine e intanto lavora.
Giorno dopo giorno forma una squadra di governo con gli uomini dello psiconano. E’ come una campagna acquisti di Moggi, arriva sempre prima lui: il Roditor Cortese.
Veronesi, detto Cancronesi, diventerà il prossimo ministro della Salute. Ichino, giuslavorista in prima linea a favore dei precari (lui ne vorrebbe sempre di più) sarà ministro del Lavoro. La Bonino, che ha vigilato sul flusso incontrollato dei Rom in Italia e sui fondi europei alle mafie, continuerà la sua attività di ministro per la Comunità Europea. Per il ministero dell’Industria è stato arruolato Matteo Colaninno, presidente dei giovani industriali. Il padre Roberto, amico di D’Alema, è uno dei capitani coraggiosi con le pezze al culo che iniziò la distruzione di Telecom comprata a debito. Ed è stato anche (“ma anche”) condannato per il crac Italcase a 4 anni e un mese e all’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. Corre voce che Topo Gigio voglia completare la squadra con il figlio di Mastella alla Giustizia, Geronzi all’Economia (su segnalazione di D’Alema e Bersani), il figlio di Romiti al nuovo ministero di Val di Susa-Ponte-di-Messsina-nuovi-inceneritori con ampie deleghe alla manganellatura. Si dice anche (“ma anche”) che Topo Gigio abbia scelto il portavoce, uno che fa concorrenza a Fede, Mentana e Feltri messi insieme. E’ il formidabile Riotta. Non si interrompe un sogno, non si spegne una emozione.
da: www.beppegrillo.it
Comunali, i ‘grilli berici’ scendono in campo
A Vicenza è nato un nuovo soggetto politico, finalmente libero da ogni logica di partito. Un gruppo formato soprattutto da cittadini stanchi della vecchia politica e che non riconoscono le vecchie categorie di “destra” e di “sinistra”. La Lista è un progetto nato alla fine del 2007 da un gruppo di iscritti al Meetup “Amici di Beppe Grillo di Vicenza” (oltre 600 iscritti). Davide Marchiani, il candidato sindaco, è il fondatore di questo Gruppo. La nuova Lista si chiama “Vicenza Comune a 5 Stelle” e si ispira a un nuovo modello di fare politica, improntato al rispetto di cinque fondamentali aree di benessere per la città: energia, acqua, rifiuti, connettività, mobilità. Il programma mira a una politica che curi gli aspetti fondamentali della vita e della sostenibilità di Vicenza, con elementi di forte innovazione. Mobilità efficiente, gestione efficace dei rifiuti, amministrazione responsabile delle risorse idriche ed energetiche, diffusione della connettività: questi i 5 punti cardine. Ma il programma include anche alcune questioni nevralgiche per Vicenza, come il nuovo Teatro (sostenibilità economica e cura per le realtà locali), la Sicurezza (monitoraggio delle aree a rischio), la Democrazia Diretta (coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni fondamentali del Comune), il rifiuto di ogni prevaricazione degli interessi dei cittadini nel caso Dal Molin, la Trasparenza (nel rapporto fra cittadini e amministrazione), la Legalità (minacciata dal sistema di lottizzazione dei partiti, si veda lo scandalo Aim) e infine, tema principe in vista del V-Day 2, la libertà e la completezza d’informazione. La Lista avrà una certificazione di Beppe Grillo che ne attesterà i requisiti “etici”; novità assoluta e fondamentale per il rinnovamento della politica italiana. Tutti i candidati della Lista hanno presentato infatti il proprio Certificato Penale, che attesta la loro assoluta integrità di fronte alla legge: una garanzia della credibilità di chi si propone ai cittadini in modo onesto e trasparente.
da: http://blog.beppegrillo-3.it
Eureka!
Finalmente ho trovato una bella notizia! Il giornale di Vicenza di oggi dà già per assodata la cosa. Io faccio comunque gli scongiuri (sono scaramantico). Il 28 di febbraio scade il termine ultimo in regione per approvare il piano di riorganizzazione della zona industriale di Vicenza approvato dal consiglio comunale nel 2006. In realtà una porcata con cui si sanciva la possibilità di un cambio d’uso per i soliti quattro industrialotti berici, con ammanigli in Assindustria e nella politica locale: leggi pezzetti di Fi, An, ma soprattutto Lega e Pd. Ma l’operazione non è mai stata gradita ai piani alti della regione, non perché la cosa fosse uno sputo in faccia alla res publica. No, perché evidentemente nell’accordo non rientravano quelli della cerchia di Giancarlo Galan, eminente governatore azzurro del Veneto. E tac, Galan e la sua compagna di partito Lia Sartori si sono vendicati ed hanno fatto morire il piano in ghiacciaia. Facendo più o meno volontariamente un grandissimo favore alla comunità berica. Grazie Galan… Grazie Lia… Per il momento qualche centinaio di milioni di euro è rimasto virtualmente nelle casse comunali. Su questo tema marcheremo stretto i candidati alle elezioni amministrative. Chiunque in qualche modo dovesse ritentare di ridare fiato al piano sciagurato verrà giornalisticamente massacrato, come si merita del resto. Il riassetto della zona industriale così come lo aveva votato la sala Bernarda nel 2006 era una mera operazsione immobiliaristica ed affaristica. Si sottraevano risorse alla collettività e si massacrava contestualmente il futuro urbanistico di Vicenza, nonché quello della sua qualità della vita. Rimanete sintonizzati, vi farò sapere. Frattanto godiamoci la bellissima notizia. Ricordo ai lettori che avevo segnalato la questione in un post di novembre e che avevo previsto che Galan avrebbe ibernato la delibera berica. Mi accuseranno di avere ordito contro qualcuno?
Marco Milioni
I due piazzisti

Berlusconi e Veltroni, abili venditori di detersivi, si stanno impegnando a fondo in una gara nella quale hanno pochi avversari: quella di chi le spara più grosse! Non entriamo nel merito delle singole balle dell’uno o dell’altro: se si ha riguardo al passato si sa già che l’uno o l’altro i faranno i fattacci loro sulle spalle di quei furbacchioni che li hanno votati. Mi interessa un altro argomento quello dell’aumento dei salari. È un tasto su cui mi batto almeno dal 2004/2005. Tale aumento deve essere particolarmente rilevante a partire dai redditi più bassi a salire, riducendosene l’entità sino ai redditi di 4/5.000,00 euro. Lo si può ottenere soltanto con un grande patto sociale nazionale in cui i datori di lavoro daranno un aumento di alcune centinaia di euro mensili come investimento. Così si investe nell’acquisto, ad esempio, di una macchinario, per aumentare la quantità o la qualità (o entrambe) di un prodotto. Il costo viene coperto da una conseguente maggior entrata. Così l’aumento salariale consentirebbe un rialzo dei consumi e conseguentemente della produzione. Questo costituirebbe un rientro di quanto utilizzato per aumentare il reddito dipendente. L’altra fonte d’aumento dovrebbe provenire dallo status contributivo: la fiscalizzazione di almeno una parte dei contributi porterebbe ad un ulteriore aumento della capacità di spese con un benefico risultato sui consumi e, quindi, sulla produzione. La più difficile appare essere la prima delle due strade, sia perché l’imprenditore italiano non è particolarmente nato per la sua lungimiranza, sia perché per portare le parti ad una tale soluzione sarebbe necessaria una classe politica determinata e credibile. Quella attuale è al più ridicola, e la sua determinazione è solo quella del proprio arricchimento. Infastidisce la proposta di Berlusconi perché la defiscalizzazione dei premi ha un’incidenza pari quasi a zero nei redditi medio-bassi, e quelle delle ore straordinarie porterebbe benefici consistenti solo ai datori di lavoro perché l’incidenza differenziale sulla busta paga sarebbe di pochi euro al mese. Non solo questo: spingendo per l’orario straordinario se le ore son poche è irrilevante il risultato, mentre se le ore sono molte, ad un risultato comunque scadente si aggiungerebbe una contrazione dei posti di lavoro. Berlusconi, quando fa le proposte, pensa cosa e quanto queste possano favorirlo nelle sue attività. Da questa gente e da quei pennivendoli che esaltano la «nuova» fase della politica bisogna guardarsi come dalle ortiche!
L’inno minato
Sorrentino e il ‘No Dal Molin’
Strana figura quella di questo vice-sindaco che prima veniva dato in conto all’on. Conte, poi in quello del vincitore interno on. Berlato, che rivendica la candidatura a sindaco in conto AN quando AN, stando alle dichiarazioni dei suoi rappresentanti, si sarebbe fusa nel Partito del Popolo della Libertà. Premesso che il nome di questo partito è come quello dei vari prodotti pubblicitari, suona bene ma non significa nulla, non sembra comprensibile una sua candidatura perché, ovviamente, la riserverà a se stesso la «corrente di maggioranza» cioè quella che si chiamava Forza Italia. Comunque questi, per una ventina di giorni, fungerà da sindaco. Per dimostrare il suo noto equilibrio politico non nominerà il nuovo C.d.A. di AIM, pur esatto con forza del suo leader Berlato, ma in compenso firmerà, così ha detto, l’ordinanza sul NO DAL MOLIN. Il che darà vita ad un costoso scontro giudiziario con tutte le ovvie conseguenze. Ma già i soldi non sono i suoi e le conseguenze politiche se le dovrà incorporare il suo successore. Già, perché pur essendo in politica tutto possibile, la cosa più impossibile è che lui sia il candidato sindaco per il Popolo della Libertà. Ci sembra di ricordare, ci perdoni Sorrentino se sbagliamo, un suo preciso passato missino. Se il ricordo non è sbagliato, pensi alle varie cianfrusaglie con la teste del duce e ci lasci in pace. Di ex missini basta Hüllweck. A questo proposito crediamo proprio che si parlerà a lungo di Hüllweck, soprattutto nel lungo cammino necessario a risanare le finanze vicentine massacrate dal sempre biondo cavaliere teutonico (quale il cavallo?).
L’eminenza grigia
L’altra Cuba

Fidel Castro lascia la presidenza di Cuba, abdicando in favore del fratello Raul. La demonizzazione, il paradigma della tirannide e dell’assolutismo oppure la mitizzazione che si perpetua, Davide contro Golia, il paradiso del socialismo più che reale. È evidente che un paese di 11 milioni di abitanti, dall’importanza geopolitica pari allo zero assoluto, privo di fonti energetiche, privo di minerali di valore, assolutamente innocuo ed isolato, in un’area assolutamente “periferica” rispetto al nuovo ordine mondiale, può diventare la rappresentazione del male solo nella delirante ed autistica logica della politica estera statunitense. Che infatti reitera l’assurda, ottusa ed inumana pratica dell’embargo, che affama i popoli e rafforza la propaganda del regime, Cuba o Iraq poco cambia. Paradossalmente l’embargo ha generato il Fidelismo, come dicono i cubani. Cuba può minacciare solo sè stessa. Per contro, chi scrive vorrebbe evitare la trita carrellata oleografica della scuola e della sanità cubana. Il limite più insopportabile per i cubani è quello della libertà di movimento e di espatrio, molto più delle censure e della mancata libertà di stampa e di opinione. Ma Cuba è altro. Cuba è l’esempio massimo della decrescita, della desacralizzazione del consumismo, premessa del capitalismo e della globalizzazione. “Todo sirve todo se recupera”, recitano i cartelli sulle strade dell’isola. Ogni oggetto, ogni supporto dell’esistenza vive, si rigenera, si esaurisce dopo una serie interminabile di cicli. I “bricoleurs” cubani riparano ogni cosa: frigoriferi sovietici, biciclette antelucane, auto secolari. Il modernariato base primaria dell’economia cubana. L’antidoto allo spreco, all’abuso di energia, propedeutico alla dannata società dei consumi. L’ambientalismo ante-litteram, le oasi naturali, la barriera corallina intonsa, l’ambiente preservato giocoforza, quasi inavvertitamente, come effetto indotto dalla negazione dello spreco e del superfluo. Si prefigurano scenari apocalittici in caso di una “nordamericanizzazione turistica” per la Cuba naturalistica, quella di cui si parla poco. La Cuba antitetica al feticismo del consumo, che purtroppo inizia a scricchiolare, a dire il vero. L’elemento più puro che si potrebbe estrapolare e valorizzare, il senso profondo della decrescita. Se solo abbandonassero il feticcio del marxismo e dessero libertà di opinione e di dissenso…
Mauro Maggiora
da: www.movimentozero.org/mz
Il mariuolo efficiente
L’altra sera, a Otto e mezzo con Ritanna Armeni e il viceferrara Lanfranco Pace, si processava il Pd che minaccia addirittura di escludere dalle liste i condannati fin dal primo grado. Imputata la sottosegretaria Marcella Lucidi, a lungo processata dai due conduttori con la partecipazione straordinaria di Gianni De Michelis che, dall’alto delle due condanne per corruzione e illecito finanziamento, era lì in veste di esperto. I tre guardavano la Lucidi come l’entomologo guarda una nuova specie di insetto, come il biologo analizza al microscopio una nuova forma di batterio, come l’astronomo guarda il contadino che sostiene di aver visto un Ufo: con un misto di curiosità e incredulità. Pace, che nel 1978 incontrava clandestinamente Morucci e la Faranda mentre tenevano Moro prigioniero e oggi insegna a combattere il terrorismo (almeno quello islamico), era il più allarmato per il pericoloso precedente creato da Pd e Idv: non riusciva proprio a immaginare un Parlamento di incensurati. E faceva notare che ciò che conta non è l’incensuratezza del politico, ma la sua efficienza. Se uno è “mariuolo, ma efficiente”, non ci si può privare del suo fondamentale apporto (il concetto non è nuovo: vent’anni fa, in una famosa intervista, Claudio Signorile rivendicò le “tangenti intelligenti”). In effetti anche il furto con destrezza presuppone la destrezza del ladro: portandone alcuni in Parlamento (fra l’altro, non sarebbe la prima volta), se ne guadagnerebbe in decisionismo…
Marco Travaglio
da: www.voglioscendere.ilcannocchiale.it
MZ contro il voto alle politiche

Votare, il 13-14 aprile, non servirà a un bel niente. Perchè noi sudditi siamo e sudditi resteremo. Ridiventeremo cittadini solo quando avremo dato un calcio in culo a una classe parassitaria che signoreggia sui nostri soldi (banche), sui nostri diritti (partiti), sulla nostra coscienza (televisione e media). Questi sono le tre sanguisughe di cui liberarci. Una nuova Liberazione. Una vera Liberazione. Prepariamoci.
da: www.movimentozero.org