Archive del 30 novembre 2007
La Sberla risponde ad Azione Sociale
Anzitutto, caro Cioni, non ci siamo mai spacciati da cronisti superpartes. Noi una parte ce l’abbiamo, ed è quella della nostra libera coscienza (libera da partiti, consorterie e mafie di potere). Abbiamo espresso una schietta opinione. Basata però su un fatto incontestabile: Azione Sociale, con l’imprimatur della stessa Mussolini venuta a Vicenza, ha deciso di allearsi con Forza Italia. Ossia la forza politica che ha sempre difeso il sì alla base americana al Dal Molin a cui voi siete (siete stati?) contrari. Che voi abbiate osteggiato l’amministrazione comunale capeggiata dal forzista Huellweck lo sappiamo (anche se, ce lo lasci dire, l’indignazione sulle strisce blu dei parcheggi o la facile contestazione delle prenotazioni privilegiate alla prima del nuovo teatro non ci sembrano quella eroica lotta di trincea che ci aspetteremmo da una “Comunità Militante” che si rifà a ben più virili esperienze passate). Quello di cui non ci capacitiamo è come si possa andare a braccetto con lo sponsor politico di una giunta a cui anche in questa sede avete ribatito di esservi opposti. Prima oppositori e poi alleati: e questo sarebbe “altra cosa dagli intrighi di palazzo”? A noi pare uno scampolo del più puro e becero voltagabbanismo elettorale. Soprattutto se in mezzo c’è un macigno ideale e politico come il vostro no alla sudditanza italiana ed europea agli Usa, che installano basi dove pare e piace a loro. Un no che noi condividiamo in pieno. Ne dobbiamo dedurre che Lei e i suoi abbiate cambiato idea. Non dovrebbe essere una vostra bandiera da sventolare sempre e comunque, la sovranità nazionale? Rinunciate alla battaglia contro lo spadroneggiare degli Usa solo perchè il No Dal Molin è stato appaltato alla sinistra più o meno radicale? Avete un bel rispetto per le vostre idee, non c’è che dire. La verità la rivela lei stesso, Cioni, quando ripete a macchinetta la solita formuletta difensiva dell’antifascismo militante: appena uno vi critica sul merito delle vostre scelte, tac!, scatta il riflesso condizionato e riesumate l’eterna storia del fascismo/antifascismo. Di lì non vi schiodate. E così, come suggeriva quell’intellettuale considerato di destra (sì, di destra: avete scoperto chi è?) che citavamo nell’articolo, vi condannate da soli a “non contare un tubo”. E a noi, gliel’assicuro, della solfa strumentale sui cadaveri del 1945, come direste voi, “ce ne freghiamo”. Perchè viviamo nel 2007. Lei e i suoi (e quegli altri autistici della politica che ammorbano la Sinistra) non c’è verso che ve ne facciate una ragione. Salvo mettere tutto tra parentesi per “incunearsi nel panorama politico”. Non vi resta che iscrivervi al Partito del Popolo o come diavolo si chiama.
L’àpota