Archive del 22 novembre 2007

Wi-fi gratis: Vicenza guarda Pordenone

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(M.M.) «Il comune e l’Aim debbono attivarsi affinché sul territorio comunale di Vicenza sia disponibile una rete wi-fi municipale a disposizione gratuita di tutti i residenti. L’obiettivo è quello di permettere il collegamento ad internet appunto attraverso le onde radio della piattaforma wi-fi. Lo strumento operativo per questa proposta dovrebbe essere Aim Telecomunicazioni. Tale connessione dovrebbe essere gratuita o costare pochi euro l’anno». La proposta è del consigliere comunale vicentino Franca Equizi del gruppo misto ed è contenuta in un ordine del giorno (documento di indirizzo politico che contiene i desiderata dell’assise municipale indirizzati alla giunta) collegato alla delibera che stasera ha definito il nuovo statuto della multiservizio berica. L’ordine del giorno è passato ad ampia maggioranza con una convergenza tra centrodestra e centrosinistra. L’idea di Equizi è quella di suggerire ad Aim di imitare quanto stanno già facendo diversi comuni del centro e del nord Italia. Tra questi il comune di Pordenone sta completando un progetto per l’accesso al web via wi-fi. Il programma nella cittadina friulana sarà completato entro 18-20 mesi e per la parte infrastrutturale dovrebbe avere un costo di 700 al massimo 800mila euro. Il prezzo di due grandi rotatorie. La Equizi fa sapere che «occorrerà studiare bene le modalità con cui si identifica l’utente», ma una soluzione «potrebbe arrivare da codice di identificazione e password forniti dal comune» facendo magari riferimento al codice fiscale o alla tessera sanitaria. «Ringrazio maggioranza ed opposizione per il pronunciamento favorevole. Sarebbe bene però – precisa la consigliera – che tale intendimento si tramuti a brevissimo in una delibera da approvare in comune. Sono a disposizione della cittadinanza tutta per accogliere proposte e suggerimenti». Per questo motivo Equizi fa sapere di avere messo a disposizione anche due indirizzi e-mail: francaequizi@libero.it e franca.equizi@yahoo.it.

Alifuoco: Aim fatica a pagare gli stipendi

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(M.M.) Stasera in consiglio comunale il consigliere Ubaldo Alifuoco, abbandonando il suo solito stile compassato, ha lanciato un grido d’allarme senza precedenti: «L’amministratore unico di Aim si è dovuto attivare presso una serie di banche che di solito non hanno molti rapporti con San Biagio. Di recente infatti la società ha fatto fatica ad avere la liquidità per pagare gli stipendi». Complimenti al coraggio di Alifuoco. L’annuncio è di quelli shock, al quale per la verità non è seguita alcuna replica dal sindaco, impegnato per tutta la serata in sala stampa o a guardare la tv o a scribacchiare su di un taccuino i suoi appunti. Questa è Vicenza. Nel tardo pomeriggio An aveva annunciato la volontà di sponsorizzare Maurizio Castro come prossimo presidente del cda di San Biagio. ‘Radio Scarpa’ però sostiene che in realtà sia Arrigo Abalti il vero presidente in pectore. Sui quotidiani di domani leggeremo i resoconti dettagliati del consiglio. Ma la sostanza è un’altra. Sindacati e consiglieri comunali da settimane dicono che San Biagio è sull’orlo del baratro. Il sindaco non risponde e rimane sul divano della sala stampa davanti a noi giornalisti a farsi letteralmente i cazzacci suoi. Willkommen in Italien Herr Hüllweck.

Moloch Milocco e i contestatori smidollati

csp1.jpgUna città è squalificata probabilmente perché è abitata da cittadini squalificati che a loro volta sono protagonisti di vicende talmente misere da sfociare nel ridicolo. Il caso del centro Sport Palladio è un esempio lampante. Una società che offre un pubblico servizio non ha certo il diritto di venire a sindacare sulle attività e sulle idee di chi chiede il noleggio dei propri spazi, tranne sul fatto che tali attività siano lecite o meno. «Noi siamo un’azienda che eroga servizi e abbiamo il dovere di rimanere neutrali». Usa queste parole Luca Milocco, direttore dell’impianto di via Cavalieri di Vittorio Veneto. Una frase con la quale si sostiene di aver agito correttamente nel negare una convention dei No Dal Molin nell’impianto da lui diretto. Forse credeva di dire una cosa intelligente, invece ha detto una corbelleria. Se la qualità dei servizi erogati dal Centro Sport Palladio fosse direttamente proporzionale all’intelligenza del ‘Moloch’ Milocco l’impianto probabilmente cadrebbe a pezzi. Ma che vuol dire «dobbiamo rimanere neutrali?» Che cosa significa? Significa che se io vado in piscina col tatuaggio di Che Guevara o con quello di Pinochet non mi fanno entrare? Suvvia Moloch Milocco non tratti così da fessi quei pochi vicentini che non si lasciano ingannare dalle cretinate che si leggono su giornali i cui giornalisti si dimenticano i trascorsi amministrativi del centro sportivo. Il ‘Moloccho’ dovrebbe invece spiegare alla cittadinanza se per caso ha ricevuto pressioni dalla giunta comunale. Sì perché ricordo ai soci del Centro Sport Palladio che la spa cui si fregiano di appartenere ha, stando alle cronache consiliari, un bel contezioso aperto col comune. Sì perché i cittadini di Vicenza, secondo tali riscontri, aspettano ancora un parco giochi, un campo da tennis e una serie di entrate agevolate proprio in virtù di una convenzione, che stando ai j’accuse dei consiglieri Ciro Asproso (Verdi) e Franca Equizi (misto), non è mai stata completamente rispettata. Le cose sono cambiate nel frattempo? Ciò le risulta Mr. Milocco? E che ne dice della bitumata d’asfalto che avete tirato dietro al centro? Lì non era previsto qualcos’altro? E vi risulta che il comune, quando vuole, potrebbe escutere una fidejussione (in pratica si prende i soldi lasciati da voi in garanzia) per inadempienza? Ma la vostra spa non è per caso ancora debitrice verso il comune o le cose sono state regolate dall’ex assessore David Piazza? Se è vero che il CSP è inadempiente, perché il comune non ha mai proceduto? E che fine ha fatto quella fidejussione? La convenzione scritta a metà anni Novanta prevedeva la pizzeria? Veniamo poi a coloro che dovevano organizzare l’assemblea al Centro Sport Palladio. Gente, scusate il termine, senza palle. Non ha senso convocare conferenze stampa se poi non si mette in atto una protesta coerente. Che cosa avrebbe dovuto fare il sindacato? Uno, avviare una serie di ispezioni sulla sicurezza nel luogo di lavoro. Due, organizzare un boicottaggio nei confronti del CSP. Tre, fare una bella visura camerale dei soci e metterli alla berlina della comunità berica per comportamento indegno. Quattro, andare a ripescare tutte le zone d’ombra della convenzione in essere tra comune e CSP. Niente di tutto ciò ho letto sui giornali, evidentemente la vicentinite ha contagiato pure chi vicentino non è. Ma torniamo alla neutralità di Milocco. Sarebbe neutrale non chiamare i vigili urbani quando le strade attigue al centro sport si trasformano in un suk di suv che parcheggiano alla napoletana? Chi a ridosso degli incroci. Chi in curva. Chi sul marciapiede. Questo o perché mancano i posti auto nei momenti di piena o perché (ed è ancor peggio) ci sono individui così deficienti che passano un’ora in palestra a consumare calorie, ma non sono disposti a fare due passi in più per lasciare l’auto dove è consentito. Oggi alle ore 13,15 (ci sono le mie foto) l’area antistante il CSP, nonostante l’ora non di piena, era un suk di suv e di vetture posteggiate nei posti più impensabili a danno della sicurezza stradale. Ormai è da anni che va avanti così. Come mai il vicesindaco ‘law and order’ Valerio Sorrentino non piazza una task force per reprimere l’abusivismo nella sosta? Per caso è più importante andare a rompere l’anima a quattro disgraziati che si bevono una birra sotto un portico? Oppure è più importante non importunare le amiche degli amici che devono parcheggiare dei fuori strada che non sanno guidare sul marciapiede vicino all’entrata ‘se no l’umido mi rovina la piega’ appena fatta per andare a mostrare il culo in palestra? Vicenza è anche questo. Vicenza è soprattutto questo.

Marco Milioni

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