Archive del 21 novembre 2007

Una facile profezia

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A giugno la politica sembrava in un’altra era. In tempi non sospetti però avevo già delineato le mosse di Silvio Berlusconi e di Walter Veltroni. Basta rileggere un mio post di giugno. Facile essere profetici con questa politca. L’unica cosa che hanno in mente è il potere. Poi ci sono gli illeciti, le tangenti, i consigli comunali sciolti per mafia, i consigli regionali fatti per tre quarti da inquisiti. E la gente dorme… Non so più che dire.

Marco Milioni

Il consiglio comunale salta ancora

(m.m.) Salta la seduta per mancanza di numero legale. Salta la delibera sul nuovo statuto della Brescia Padova. Salta la delibera sul nuovo statuto di Aim. È questa la sequenza di domino che ha caratterizzato il consiglio comunale di ieri convocato in tutta fretta proprio per permettere all’aula di votare i documenti con i quali l’amministrazione berica doveva dare il suo contributo al decreto Lanzillotta, contributo poi naufragato per le defaillance nella Cdl. Questo decreto infatti, varato dal governo di centrosinistra in carica, sancisce l’obbligo per gli enti pubblici a diminuire drasticamente i compensi nei consigli di amministrazione delle compagnie controllate dagli enti pubblici stessi. Contemporaneamente impone un tetto per il numero massimo dei componenti il cda nella cifra di cinque. Tale indirizzo andava recepito dagli enti propriertari delle quote entro il 21 novembre, come previsto dalla norma. Sempre entro il 21 le assemblee dei soci che controllano le varie aziende a capitale pubblico dovevano modificare gli statuti in ossequio alle disposizioni del ministro per gli affari regionali Linda Lanzillotta (Pd). Ieri però a palazzo Trissino le cose sono andate diversamente. Alle 17,30 la maggioranza della Cdl non è stata in grado di garantire il numero legale. Alle 18, durante l’appello decisivo, gli uomini della Cdl erano 20 sui 21 necessari. Le opposizioni hanno deciso di non garantire la loro presenza «per dimostrare ai cittadini che la maggioranza è sfarinata a causa dei giochi correntizi e delle contrapposizioni per le poltrone negli enti collegati». Tant’è che in quest’ottica la posizione della presidente della Brescia Padova, la leghista Manuela Dal Lago rimane ancora un punto interrogativo. Che cosa decideranno in queste ore gli enti pubblici che controllano la maggioranza della spa scaligera? La Dal Lago (capogruppo del Carroccio in sala Bernarda) rimarrà presidente? Sarà retrocessa a componente semplice del cda o sarà esclusa? È Fabio Tosi, sindaco di Verona e astro nascente del Carroccio, colui che si aggiudicherà la poltronissima della A4? E come si comporteranno gli altri soci alla notizia che il comune di Vicenza non è stato in grado di mantenere gli impegni presi? Queste le domande che ieri nei corridoi di palazzo Trissino lambiccavano i cervelli dei consiglieri comunali della maggioranza e delle opposizioni. Ma a rendere ancor più confuso lo scenario c’è la situazione di Aim. Per la ex municipalizzata, valgono gli stessi obblighi della A4. Secondo ‘radio scarpa’ però ieri l’amministratore unico Mauro Zanguio potrebbe rimanere ancora a lungo con la sua carica grazie ad una larga intesa consiliare, assolutamente bipartizan. Eventualità che però fa a cazzotti con i desiderata dei vertici regionali azzurri.

da: www.gazzettino.it

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