Archive del 15 novembre 2007

La Sberla: on-line l’ultimo numero

lasberla-15-11-2007.jpgOrmai è passato più di un mese dalla seduta monotematica su San Biagio. In quella occasione azienda e giunta hanno taciuto e oggi per parlare ancora di Aim ci vogliono i ‘grilli berici’ e MZ. Questo ed altro ancora sull’ultimo numero de La Sberla che puoi scaricare qui in formato pdf. Sempre per quanto concerne Aim stasera nella sala dei Chiostri di Santa Corona il meetup berico di Grillo in collaborazine con Movimento Zero, organizza una serata dedicata alla crisi di quella che era stata la più grande municipalizzata del Veneto. La serata comincia alle 20,40 ed è moderata da Alessio Mannino di Vicenza Più. I relatori sono Oscar Mancini della Cgil, il consigliere comunale Ciro Asproso dei Verdi, Marco Milioni, direttore de LaSberla.net e il professor Renato Èllero, docente di diritto all’università di Padova. Se volete capire di più rispetto a quanto succederà a San Biagio e alle vostre tasche, dovreste partecipare. L’ingresso è libero ovviamente…

Aim: non se ne parla più, tranne che per le poltrone

Che cosa è Aim e perché questa azienda fondata 90 anni fa è così importante? Aim è una compagnia che appartiene totalmente al comune di Vicenza. Questa società gestisce in monopolio o in monopolio parziale con altri concorrenti, settori chiave per la vita dei cittadini: ciclo dell’acqua, fognature, trasporto urbano, gas, elettricità, sosta, alcuni scavi. Il gruppo di San Biagio controlla o partecipa a sua volta una quarantina di altre società. Il gruppo ha un migliaio di dipendenti e un fatturato di un centinaio di milioni di euro. Alla fine degli anni ‘90 la municipalizzata Aim si trasforma in società per azioni a controllo totale comunale. Tra 2001 e 2002 cominciano gli avvicendamenti nel consiglio di amministrazione della compagnia. Il consiglio di amministrazione o cda è l’organo societario che materialmente decide la gestione e parte delle strategie aziendali. Nel cda, di nomina politica perché competenza del sindaco, è An il partito meglio rappresentato, ma anche Fi ed alcune associaizoni come Assindustria e Assoartigiani trovano la loro collocazione. Tra il 2004 ed il 2005 Aim, sotto la spinta del presiente Beppe Rossi, in città braccio destro dell’onorevole di An Giorgio Conte, avvia un massiccio piano di acquisizioni societarie e di utenze di altri soggetti privati. Il tutto avviene grazie al cosiddetto piano del professor Maurizio Interdonato. Un piano finanziario che spezzetta Aim in tante società controllate da una capofila detta holding. A cavallo tra il 2005 e il 2006 le opposizioni attaccano frontalmente la giunta per l’indirizzo dato ad Aim sotto l’egida dell’ex assessore al bilancio Carla Àncora di Fi. In aula si fanno notare i consiglieri Ubaldo Alifuoco e Marino Quaresimin (ora nel Pd) che cominciano una disamina molto dettagliata sullo stato di salute della ex municipalizzata. Disamina che porterà a scoprire una serie di debiti assai consistenti sottoscritti anche per finanziare un massiccio piano di acquisizioni. Contemporaneamente il consigliere Ciro Asproso (Verdi) attacca la giunta e il management per i silenzi sui conti, mentre Franca Equizi, già dal 2005 attiva sul fronte degli sperperi, chiede lumi su alcune maxi commesse, nonché sul fronte della trasparenza dei bilanci e su quello degli incarichi di consulenza esterni. Nella primavera di quest’anno esplode il caso giudiziario. La procura di Venezia indaga da alcuni mesi sul pagamento erogato da Aim ad un pool di privati che fanno riferimento al chiacchieratissimo imprenditore berico Carlo Valle. Oggetto del contendere è l’acquisto di una piattaforma per lo smaltimento di rifiuti nocivi sita in Marghera. Piattaforma che per la provincia di Venezia non sarà più utilizzabile e quindi con prospettive di redditività scarse. Contemporaneamente si apre una strana trattativa sulla cessione del ramo gas di Aim ad un pool di industriali berici (Beltrame e Valbruna in primis). La componente di Fi che fa capo a Lia Sartori si oppone. Poco dopo la procura berica indaga per truffa e falso in bilancio l’intero cda di Aim. A questo punto però l’opposizione si spacca. La Sd, i Verdi e un pezzo del gruppo misto chiedono che l’amministratore pro tempore Mauro Zanguio si limiti ad approvare il bilancio consuntivo 2006 per poi lasciare al consiglio comunale la facoltà di tracciare la nuova rotta di Aim. Ciò avviene all’inizio dell’autunno. In comune il sindaco, una porzione di Fi a lui vicina, la Lega, l’Udc e il Pd chiedono a Zanguio di rimanere ancora, schierandosi così su posizioni filoconfindustriali. Il consiglio comunale viene convocato in adunanza straordinaria il 10 ottobre. Dalla giunta e da Zanguio si attendono risposte ad una serie di domande spinose che da mesi sono sul tavolo della politica locale. In primis si chiede di chi sono le responsabilità politiche della condizione della spa. In questa seduta non arrivano risposte concrete. Zanguio chiede qualche giorno per replicare alle domande dei consiglieri, che fino ad oggi non hanno avuto risposta. Alla fine ci vuole l’iniziativa del meet-up di Grillo con l’aiuto di MZ, per tornare a parlare di Aim senza peli sulla lingua. Soprattutto per capire quali siano le proposte in campo per rafforzare l’impresa salvaguardando i posti di lavoro. Dalla giunta, dalla maggioranza (si faccia attenzione al consiglio comunale di oggi) e da Zanguio invece non arriva più alcun segnale. Lunedì Movimento Zero ha avviato una campagna di sensibilizzazione con volantinaggio sotto la sede di Aim. Riusciranno due associazioni a riaccendere la fiamma di una opinione pubblica addormentata, forse ad arte? Si riuscirirà a capire come mai una società, che opera in monopolio e che all’inizio del 2000 aveva 20 miliardi di lire in cassa, ora ha una esposizione finanziaria di almeno 200 miliardi del vecchio conio? Perché il piano Interdonato, detto anche spezzatino è fallito miseramente? Purtroppo le ultimissime della della politica riguardano le poltrone. Si attribuisce il prossimo presidente ad An. Ma dello stato di salute dell’azienda dei cittadini si sa più qualcosa? Tra le varie anomalie finite sotto la lente d’ingrandimento dei consiglieri comunali c’è pure una strana vicenda Sit-Rossi. Come mai Sit ha deciso di trasferire la sua sede in una struttura di Paro Città, costruita proprio da Rossi? Tra l’altro fra le carte circolate tra i consiglieri comunali sarebbe emerso un dato inquietante. Aim avrebbe acquisito la Sit ad un prezzo pari a nove volte il capitale inizialmente impegnato dai quattro soci che nel 2000 avevano in mano la compagnia (il raffronto è: 1,5 milioni di euro contro 12 di prezzo finale). Coloro che sono stati baciati ta tanta grazia miracolosa si chiamano Raffaele Zuccon (codice fiscale: ZCCRFL46C17F464I); Gianpaolo Ganassin (codice fiscale:  GNSGPL46H09C037G); Anne Marie Gheno (codice fiscale: GHNNMR52S66Z110J) ;  Stefano Aleardi, salvo errori Infocamere (LRDSFN67S11F464G). Insomma tanta grana per avere in mano un’azienda i cui conti sono sulla via del dissesto. A Roma si dice: ‘chi c’ha marciato’?

Raf Perugini

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