Archive del 14 novembre 2007

Il consigliere comunale ideale

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Da vent’anni, al consiglio comunale di Milano c’è una forte opposizione. Si chiama Basilio Rizzo (nella foto). Si muove in controtendenza: non serve i comitati d’affari, li combatte. A colpi di denunce anticipò l’inchiesta Mani Pulite, quando a Berlino c’era ancora il muro e a Milano c’era già Ligresti. Al mattino insegna, al pomeriggio va in municipio e scartabella dossier. Quasi ogni settimana trova uno scandalo: Milano è pur sempre la capitale immorale d’Italia. Basilio dispone delle tre qualità indispensabili per un buon politico: competenza, dedizione all’interesse generale, onestà. Per questo non ha fatto carriera. In un Paese normale, con una sinistra dotata di un minimo di autostima, Basilio sarebbe in parlamento, se non al governo. Invece alle ultime elezioni è entrato in consiglio comunale per il rotto della cuffia, nella lista Dario Fo. Di gente come lui in giro per l’Italia ce n’è ancora, almeno uno per comune. Di solito sono consiglieri comunali di liste civiche o schegge impazzite degli apparati di partito: teste storte, tipi testardi, persone capaci di dire le cose come stanno. Da questa specie umana in via di estinzione la buona politica dovrebbe ripartire. Proposta ai blogger in ascolto: individuate il Basilio Rizzo della vostra città. Stabilite un rapporto. Cercate di imparare da lui come funziona la macchina amministrativa. Aiutatelo a comunicare oltre la cerchia degli addetti ai lavori. Proponetegli un’intervista periodica da mettere on line. Noi lo faremo a Milano con Basilio. Fatelo anche voi.

Piero Ricca

da www.pieroricca.org

I signori delle autostrade

casello-autostrada.jpgChi non usa l’automobile ha due fortune: non corre il rischio di abbrutirsi nel traffico e non paga dazio a personaggi come Marcellino Gavio e Lucianone Benetton, i Signori delle Autostrade. Gli utenti del trasporto su gomma in Italia versano ogni anno allo Stato 40 miliardi di euro di tasse. Ma non basta per circolare liberamente. Ne devono sborsare altri cinque (miliardi) in pedaggi alle società concessionarie, su tutte l’Atlantia (ex Autostrade per l’Italia), controllata dalla famiglia Benetton: la seconda società in Europa per redditività. Perché gestire servizi autostradali è così redditizio? Perché significa incassare le laute rendite di un monopolio naturale, la rete autostradale, a suo tempo privatizzata per far cassa, mal regolata dall’autorità pubblica e già ampiamente ammortizzata. Il mestiere del concessionario non è particolarmente sofisticato nè usurante: di fatto, in cambio di una manutenzione minima il Signore delle Autostrade riscuote i pedaggi dei sudditi a quattro ruote. Ho intervistato sul tema il professor Marco Ponti, che propone regole più stringenti a tutela degli utenti e l’introduzione di un’autorità indipendente. Ecco l’intervista al professor Ponti.

Piero Ricca

da: www.pieroricca.org

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