Archive del 8 novembre 2007
Foglie d’autunno come notizie

Alle volte le notizie ci cadono innanzi come foglie d’autunno staccate dal vento. Bisogna afferrarle. Capirle bene. Alcune si possono collegare tra loro. Altre no. Alcune si possono collegare a notizie un po’ più vecchie. Notizie di stagioni passate. Questa sera propongo un giochino ai lettori di questo blog. Ci sono quattro articoli che vorrei sottoporre alla vostra attenzione. Il primo è un ficcante corsivo di Giuliano Zoso pubblicato oggi da Il Corriere Veneto. Sempre sulla carta stampata segnalo una presa di posizione combinata: gli attori sembrano tedeschi; sono il borgomastro berico Enrico Bellachioma Huellweck nonché il Landkreispresident Attilio Ombralonga Schneck. Il loro punto di vista è ripreso da un pezzo de Il Giornale di Vicenza di oggi. Sempre sul GdV di oggi segnalo un articoletto di miserie ambientali nell’ovest Vicentino. Con questo segnalo pure il suo fratello gemello pubblicato ieri da L’Arena di Verona. A voi i commenti e le considerazioni. Ci sarebbero alcune cosine interessanti da dire, vediamo un po’ se qualcuno è così intraprendente… Dall’Austria con furore. I love you all folks!
Raf Perugini
No Dal Molin: contro di noi «tentato omicidio»
Riceviamo dal presidio permanente No Dal Molin a ponte Marchese e pubblichiamo per intero.
Provocazione gravissima durante l’allestimento dei blocchi all’esterno dell’aeroporto Dal Molin. Un militare italiano di stanza all’aeroporto Dal Molin di Vicenza ha tentato di investire più manifestanti che si apprestavano ad allestire i blocchi degli accessi all’installazione militare vicentina. Un manifestante è stato investito ed è ora all’ospedale di Vicenza. Il militare, di passaggio con la propria auto, si è fermato e ha poi deliberatamente accelerato dirigendosi verso i manifestanti e colpendone uno, per poi fuggire sgommando. Secondo l’avvocato che tutela il movimento No Dal Molin, dalle testimonianze raccolte sul fatto, l’azione è stata deliberata: si potrebbe perciò configurare il reato di tentato omicidio ed omissione di soccorso. Il militare è attualmente all’interno dell’aeroporto Dal Molin. I manifestanti hanno chiesto alla Digos l’immediata identificazione del militare. Se ciò non dovesse avvenire si verificherebbe anche il reato di omissione da parte delle forze dell’ordine, che sono tenute all’identificazione immediata.
Presidio Permanente, Vicenza, 8 novembre 2007
Due cosucce sul caso Jannò e i media berici
Nel trattato sulla imbecillità del professor Carlo Cipolla c’è un diagramma molto dettagliato. In questo grafico «l’area degli sprovveduti e quella dei ladri sono contigue a quella degli stupidi, suggerendo la possibilità e il rischio dello scivolamento da una categoria all’altra». Ecco, credo che anche il compianto storico ed accademico pavese farebbe fatica a capire quale comparto tra idiozia, dabbenaggine o malafede possa andare bene per i protagonisti berici della vicenda Vetrine del Centro. Mi riferisco, ovviamente a coloro che hanno parlato di azione vergnosa. Di intimidazioni, di spedizioni punitive e via dicendo. Per chi fosse a digiuno dei fatti (ripeto dei fatti non delle opinioni scatenatesi attorno al caso) suggerisco un paio di clic sul nostro sito: www.lasberla.net. Segnalo un post del 25 ottobre ed uno del 2 novembre. Fino ad oggi mi sono astenuto dal commentare l’evento. Certamente perché volevo divertirmi a leggere un po’ di fesserie pubblicate da certuni organi di stampa. I quali per riuscire a sopportare il volume neutronico delle scemenze emesse come peti di una supernova scoreggiona, hanno dovuto inventare un nuovo strumento.
Questo gadget ipertecnologico, messo a punto nell’Area 51 di Vicenza, ovvero quell’area sotterranea che va dai Pomari a viale San Lazzaro, si chiama Megatrone. È la fusione a bagnomaria tra un megafono ed un trombone. Con innesto bionico di neuroni e neurotrasmettitori manipolati con caglio ed ottusità vari, estratti dal dna vicentino. Ma mi sono anche astenuto dal commentare i fatti, perché sapevo che i diversamente intelligenti, nel volgere di qualche giorno, si sarebbero presto buggerati da soli. Come quei ladri che per dimostrare di non aver scassinato la serratura di un appartamento al fine di deviare i sospetti da loro, ne mostrano le chiavi rubate il giorno prima. Torno però ai fatti. Il sit-in di Movimento Zero con annessa richiesta di boicottaggio davanti alla bottega orafa di Anna Jannò, è del 20 ottobre. Pochi giorni dopo sulla stampa locale si scatena un fuoco di fila impressionante contro MZ, accusato di vere e proprie intimidazioni, di minacce. Puntualmente non avvenute. Confermo di persona perché ho seguito l’evento. Vedasi il mio articolo pubblicato su Il Gazzettino. Nel pezzo in questione non si parla di azioni aggressive o simili semplicemente perché non ci sono stati. Semplicemente perchè la passeggiata di cinque timidi ‘volantinatori’ non si può certo definire una «azione indegna», contro la quale la quale è pure stato redatto un copioso documento comunale bipartisan.
Altro evento, altro giro, altra corsa. Lunedì 5 novembre alcuni supporter del ‘Presidio No Dal Molin’ entrano alla fiera di Vicenza durante la kermesse dedicata al vino novello. Si srotolano alcuni striscioni. Il manipolo si piazza nei pressi degli stand della vinicola Zonin spa e ne chiede il boicottaggio per via della presa di posizione del presidente Gianni Zonin (potentissimo numero uno della Banca Popolare di Vicenza) a favore della base. Sotto il profilo mediatico si tratterebbe di un gesto assai più clamoroso di quello di MZ. Epperò la notizia del biocottaggio viene data, tra i quotidiani locali, solo da Il Gazzettino e Il Vicenza. Corriere Veneto e Il Giornale di Vicenza tacciono. Ovvero non scrivono una sola parola sul boicottaggio. Al momento in cui scrivo non è nemmeno stata spesa una riga per protestare contro il blitz. Nè è dato spazio a politici che stigmatizzino il gesto. Il diktat è chiaro. Della cosa non si deve parlare. I rapporti economici tra Zonin e il Corriere Veneto, i rapporti tra Zonin e i vertici societari di Athesis, compagnia proprietaria de Il Giornale di Vicenza, non vanno disturbati. I consiglieri diversamente intelligenti che si sono sperticati in sala Bernarda contro MZ, tacciono sotto la supervisione dell’intellighenzia dei poteri forti berici. Anche se intellighenzia, che contiene la stessa radice di intelligente, è termine forse sprecato. Meglio parlare di confraternita della bubulcitas stravicentina. Che cosa si deduce da tutto ciò? Che il casino sollevato attorno alla vicenda ‘Vetrine del Centro’ è stato alimentato ad arte solo per gettare discredito sulla manifestazione antibase di metà dicembre. Che i poteri forti che l’hanno pensato (vocabolo erroneo perchè attribuisce loro la facoltà di pensare) posseggono facoltà mentali paragonabili a quelle della moquette, vista la celerità con cui è stato scoperto. Rimane un fatto. La Jannò, questa Brambilla de ‘nonatri, questa velina d’antan che veste come un cofanetto di caramelle Sperlari, ha avuto pure un po’ di solidarietà invece di essere massacrata politicamente per aver chiesto di oscurare la Costituzione. E c’è un solo motivo. Perché MZ ha messo in discussione l’unico idioma che i vicentini comprendono. Quello dei schei. Ma la crisi internazionale avanza. Chi parla solo questo dialetto presto si ritroverà anche balbuziente. Buzzurro lo è sempre stato.
Marco Milioni
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