Archive del 2 novembre 2007

Travaglio: da Napolitano a Mancino a Violante quante corbellerie sul caso De Magistris

luciano-violante01.jpgDa quando Clementina Forleo e Luigi De Magistris hanno partecipato alla trasmissione Annozero, s’è aperto un appassionante dibattito fra politici, commentatori, giuristi e magistrati sul tema: possono i magistrati andare in tv? E, se ci vanno, possono parlare? La risposta pressoché unanime è che no, i magistrati non possono parlare. Lo affermano tra gli altri il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, e il presidente della commissione Affari costituzionali, Luciano Violante. Ora, questo dibattito può svolgersi soltanto in un paese che ha perso non solo la memoria, ma anche il comune senso del pudore. Ieri, sul sito di Annozero, Michele Santoro ha pubblicato queste poche righe: Luciano Violante ha svolto il lavoro di magistrato per 13 anni, fino al 1979. Da allora, cioè da 28 anni, è in politica. Dall’83 è anche docente di istituzioni di diritto e procedura penale. Da ciò si evince che è uomo espertissimo di legge. E da uomo di legge dovrebbe sapere che non c’è nessuna legge che impedisce ai magistrati di esprimersi in qualunque sede ritengano giusto farlo, sia essa un convegno o una trasmissione televisiva, astenendosi dall’entrare nel merito dei processi che li riguardano. E sia in un convegno che in una trasmissione televisiva può accadere ad un magistrato italiano di incontrare l’onorevole Violante. Ad esempio i magistrati Francesco Saverio Borrelli, Ilda Boccassini e Carlo Alemi colloquiarono con l’ex-magistrato Violante negli studi de “Il Rosso e il Nero” di Michele Santoro nel 1994 (vedi l’estratto video)…

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Marco Travaglio
1-11-2007
da:
http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it

MZ affonda Re Mida che pizzica senza prezzi in vetrina. Equizi: abbiamo i nastri del sit-in di ottobre

remida005.jpg

Una querela per diffamazione pronta sulla scrivania di uno studio legale. Un j’accuse in diretta davati a giornalisti, fotografi e cameraman mentre i vigili urbani pizzicano Re Mida «in spregio alla trasparenza» senza prezzi esposti in vetrina. È questa l’iniziativa mandata a segno oggi da Franca Equizi, consigliere comunale del gruppo misto e da Paolo Ruffato, portavoce berico di Movimento Zero.
IL PROLOGO. La vicenda comincia di fatto a metà ottobre quando Anna Jannò, proprietaria della gioielleria Re Mida nel centralissimo corso Palladio, nonché presidente della associazione ‘Vetrine del Centro’, lancia un monito contro la manifestazione europea prevista a metà dicembre. Manifestazione contro la realizzazione della Ederle bis. La Jannò chiede alla prefettura che il corteo sia vietato poiché questo potrebbe avere conseguenze gravi sullo shopping natalizio. Contestualmente si paventano anche problemi per la sicurezza cittadina. Il centrodestra berico, An e Lega in primis appoggiano la iniziativa e parlano di «emergenza legalità a Vicenza».
LE PRIME REPLICHE. La presa di posizione di ‘Vetrine del Centro’ non piace però ad MZ (www.movimentozero.org) il movimento culturale e civico che a livello nazionale fa capo allo scrittore e giornalista Massimo Fini. Tant’è che MZ (del quale peraltro la Equizi fa parte) si organizza. Sabato 20 ottobre tre supporter del movimento, ai quali se ne aggiungeranno due una ventina di minuti dopo l’inizio della dimostrazione, cominciano a volantinare davanti a Re Mida a metà pomeriggio. Equizi e Ruffato (nel riquadro piccolo) chiedono il boicottaggio del negozio «e di tutte quelle attività commerciali che chiedono di sospendere le garanzie costituzionali, compresa la possibilità di manifestare pacificamente». Non si tratta del primo boicottaggio pensato da coloro che si dichiarano contrari alla base. All’inizio dell’anno infatti anche Il Giornale di Vicenza, Tva, le Cantine Zonin e la Banca Popolare di Vicenza erano stati in qualche modo inseriti nella lista dei soggetti da boicottare per avere appoggiato la nuova base Usa. All’epoca però non ci furono contestazioni particolari da parte dei soggetti criticati.
ESPLODE LA POLEMICA. Martedì 23 però esplode la polemica. In una lunga intervista rilasciata a Il Giornale di Vicenza, la Jannò dichiara di avere ricevuto minacce e pressioni, anche penalmente rilevanti, da parte dei supporter di MZ. La commerciante si dice pronta a rivolgersi alla magistratura. Tutto il centrodestra attacca Ruffato ed Equizi. Fiocca addirittura una interrogazione parlamentare di Fi. L’Udeur si schiera con ‘Vetrine del Centro’. Altrettanto fa il Partito Democratico e la civica Vicenza Capoluogo durante il consiglio comunale del 25 ottobre. Il consigliere Ubaldo Alifuoco (ex diessino ora nel Pd) parla di «azione indegna e di spedizione punitiva». La reazione di MZ è immediata: diffida ai giornali che hanno pubblicato le parole della Jannò «palesemente false ed in modo documnentabile». Contemporaneamente partono i dispacci agli organi di informazione che vengono immediatamente pubblicati dalla stampa locale. Equizi e Ruffato sfidano «la Jannò a sporgere querela». Attaccano coloro che scambiano «surrettiziamente una antica pratica, nobile e democratica, come il boicottaggio con l’azione di non ben precisati facinorosi».
equizi-ruffato02.jpgIL PENULTIMO AFFONDO. Così stamani Equizi e Ruffato si sono trovati a palazzo Trissino. «Ci debbono spiegare che cosa ci sia di illegale in un volantinaggio durato un’ora. Noi non siamo certo contro il commercio o i commercianti. Siamo convinti che con loro si debba dialogare anche in previsione della manifestazione del 15 dicembre. Ma nessuno può permettersi di cheidere di violare la Costituzione che negli articoli 17 e 21 sancisce la libertà di esprimere il proprio pensiero anche manifestando». Poi un’altra stilettata della Equizi: «Il vicesindaco di Vicenza (Valerio Sorrentino di An, sua la delega alla sicurezza, Ndr) non riesce nemmeno ad essere la caricatura di sé stesso. Ha strombazzato sulla stampa dicendo che la Jannò può star tranquilla perché ci sono le telecamere della sicurezza municipale che ci hanno ripreso durante il sit-in. Ho chiesto copia del filmato al comandante dei vigili urbani per dimostrare la nostra assoluta correttezza. Il comandante Cristiano Rosini mi ha spiegato che le immagini sono state cancellate. Mi viene da ridere». Poi il primo colpo di scena proprio in sala blu a palazzo Trissino. La Equizi estrae una videocassetta dalla borsa e ha dichiara: «Qui ci sono le immagini salienti. Le tireremo fuori al momento giusto. Intanto il nostro legale ha ultimato la stesura di una querela contro la Jannò che sfidiamo nuovamente ad agire penalmente contro di noi. La sfidiamo anche ad un pubblico dibattito, sempre che abbia le facoltà intellettuali per farlo». Nome dell’avvocato? «Al momento è top secret» aggiungono i due.
L’AFFONDO FINALE. Così alle 13, terminato il briefing in comune, Equizi fa pochi metri a piedi ed arriva davanti a Re Mida con annesso codazzo di reporter, cronisti ed operatori video. «In questa vetrina mancano moltissimi prezzi. Questa pratica è contra legem? Di sicuro è contro il consumatore. Comunque la Jannò non provi ad appellarsi alla circolare 3467-C del 28-05-1999 perché non mi pare che la sua vetrina si allinei alla disciplina vigente… anche perché tale disposizione contraddice lo spirito del decreto Bersani in materia di commercio. Ecco, la Jannò e i suoi amici si riempiono la bocca della parola legalità e poi si comportano così. Li abbiamo svergognati e sbugiardati davanti a tutta la città». Le telecamere si accendono i fotografi scattano mentre i vigli urbani chiamati dalla Equizi stilano un verbale per accertare se la situazione sia conforme alla legge. Ruffato sorride e lancia un siluro: «MZ agisce in modo cristallino. MZ agisce secondo la legge e secondo coscienza. Anche per difendere le opinioni di chi la pensa all’opposto di noi; la libertà di esprimere i propri convincimenti è uno dei nostri caposaldi. Qualcun altro la pensa diversamente. Qualcun altro agisce diversamente. Oggi lo abbiamo dimostrato a tutti vicentini».

Marco Milioni

Luminarie di Natale e No Base: Asproso Vs Huellweck

Il sindaco di Vicenza Enrico Huellweck (Fi) chiede di spegnere le luminarie di Natale a ridosso del 15 dicembre, in concomitanza con la manifestazione dei supporter dei comitati che si battono contro la costruzione della Ederle 2. Si tratta di una presa di posizione che ha scatenato le ire delle opposizioni. Riportiamo qui di seguito l’intervento di Ciro Asproso, capogruppo dei Verdi in consiglio comunale.

In fondo Huellweck non l’ha mai nascosto, non gli è mai interessato essere il sindaco dei vicentini (come quella volta, all’inaugurazione della sede di Forza Italia, quando disse di essere più orgoglioso della sua appartenenza al partito che della fascia di primo cittadino), rancoroso com’è, si  sentiva sindaco di una parte, quella che l’ha votato, non di tutta la città. E come tale s’è sempre comportato, anche quando ha promesso il Dal Molin a Berlusconi e ai soldati americani. In ultimo, come ritorsione verso chi protesta e ancora non si rassegna, ecco l’oscuramento, la serrata delle luminarie, il blackout dei simboli natalizi. Huellweck come Scrooge, il personaggio malvagio descritto da Dickens nella sua novella più famosa: “Canto di Natale”. Chissà se alla fine ci sarà spazio per la redenzione… Egregio signor sindaco, le luminarie non le paga con i soldi suoi, ma con quelli di tutti! Cosa accadrebbe se fossero i No Base a praticare lo sciopero fiscale? Se per tre giorni ci trattenessimo l’Addizionale IRPEF comunale? Stia bene attento, tutto ciò è una vergognosa indecenza, ma potrebbe anche rivelarsi un boomerang. Un tempo Vicenza era conosciuta per il Palladio, ora siamo quelli del Dal Molin, della 173^ aviotrasportata e della guerra d’esportazione. Uno come Lei, che sovente ricorre a simbolismi e  metafore dovrebbe saperlo: la luce è vita, la tenebra è morte. A questa città, che ha scelto di legare i suoi destini ad un’economia di guerra si addice il lutto… i vicentini avranno di che pensare e poi, quale miglior cornice di un centro storico isolato e buio, per la mobilitazione nazionale del 14, 15 e 16 dicembre?

Ciro Asproso

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