Archivio di novembre 2007
La Sberla risponde ad Azione Sociale
Anzitutto, caro Cioni, non ci siamo mai spacciati da cronisti superpartes. Noi una parte ce l’abbiamo, ed è quella della nostra libera coscienza (libera da partiti, consorterie e mafie di potere). Abbiamo espresso una schietta opinione. Basata però su un fatto incontestabile: Azione Sociale, con l’imprimatur della stessa Mussolini venuta a Vicenza, ha deciso di allearsi con Forza Italia. Ossia la forza politica che ha sempre difeso il sì alla base americana al Dal Molin a cui voi siete (siete stati?) contrari. Che voi abbiate osteggiato l’amministrazione comunale capeggiata dal forzista Huellweck lo sappiamo (anche se, ce lo lasci dire, l’indignazione sulle strisce blu dei parcheggi o la facile contestazione delle prenotazioni privilegiate alla prima del nuovo teatro non ci sembrano quella eroica lotta di trincea che ci aspetteremmo da una “Comunità Militante” che si rifà a ben più virili esperienze passate). Quello di cui non ci capacitiamo è come si possa andare a braccetto con lo sponsor politico di una giunta a cui anche in questa sede avete ribatito di esservi opposti. Prima oppositori e poi alleati: e questo sarebbe “altra cosa dagli intrighi di palazzo”? A noi pare uno scampolo del più puro e becero voltagabbanismo elettorale. Soprattutto se in mezzo c’è un macigno ideale e politico come il vostro no alla sudditanza italiana ed europea agli Usa, che installano basi dove pare e piace a loro. Un no che noi condividiamo in pieno. Ne dobbiamo dedurre che Lei e i suoi abbiate cambiato idea. Non dovrebbe essere una vostra bandiera da sventolare sempre e comunque, la sovranità nazionale? Rinunciate alla battaglia contro lo spadroneggiare degli Usa solo perchè il No Dal Molin è stato appaltato alla sinistra più o meno radicale? Avete un bel rispetto per le vostre idee, non c’è che dire. La verità la rivela lei stesso, Cioni, quando ripete a macchinetta la solita formuletta difensiva dell’antifascismo militante: appena uno vi critica sul merito delle vostre scelte, tac!, scatta il riflesso condizionato e riesumate l’eterna storia del fascismo/antifascismo. Di lì non vi schiodate. E così, come suggeriva quell’intellettuale considerato di destra (sì, di destra: avete scoperto chi è?) che citavamo nell’articolo, vi condannate da soli a “non contare un tubo”. E a noi, gliel’assicuro, della solfa strumentale sui cadaveri del 1945, come direste voi, “ce ne freghiamo”. Perchè viviamo nel 2007. Lei e i suoi (e quegli altri autistici della politica che ammorbano la Sinistra) non c’è verso che ve ne facciate una ragione. Salvo mettere tutto tra parentesi per “incunearsi nel panorama politico”. Non vi resta che iscrivervi al Partito del Popolo o come diavolo si chiama.
L’àpota
On-line l’ultimo numero de La Sberla
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Azione Sociale replica a La Sberla

Il 22 novembre La Sberla ha pubblicato un corsivo a pagina 6. Tale corsivo aveva come oggetto l’allenza politica, in vista delle comunali del 2008, siglata tra Fi e Azione Sociale. La segreteria vicentina di AS ritiene non corretto il contenuto della nostra analisi e ci invia una replica che pubblichiamo integralmente (a breve chioseremo con i nostri rilievi).
Siamo abituati ad essere demonizzati per qualsiasi cosa che andiamo a fare, però i toni del Vostro articolo mi paiono eccessivamente rancorosi e al limite del volgare. Non mi pare questo il modo di esprimere un’opinione politica che, tra l’altro, denota una scarsa conoscenza dei fatti. Ma ciò è comprensibile. Siamo un piccolo partito, una piccola Comunità Militante, non contiamo un tubo ed è naturale che ci sia uno scarso interesse nei nostri confronti. Tuttavia, se si decide di scrivere qualcosa, come avete fatto Voi, una certa deontologia professionale Vi dovrebbe imporre un minimo di attenzione, altrimenti il risultato è di apparire come il classico dei pennivendoli schierato da una parte piuttosto che da un’altra. Si può dire di tutto sul nostro gruppo ma di sicuro non si può affermare che in questi anni abbiamo sostenuto un atteggiamento subordinato nei confronti della amministrazione comunale. I fatti dimostrano casomai il contrario. Noi siamo uomini e donne dallo spirito libero che non sopportano gli schematismi, i dogmi e i piccoli calcoli da mestieranti della politica. Sono i fatti a parlare. Vedi le note vicende del Dal Molin: da altre parti sono giunti i veti e una chiusura ideologica, non da noi…Ma la capacità di storpiare la realtà di cui si possono fregiare i pacifisti a corrente alternata non ha eguali. Tanto vero che alla fine della favola sono riusciti a far passare il messaggio che siamo pagati dal sindaco e coperti dalla Polizia. Otto settembre docet! Che schifo! Come Voi ben sapete non siamo rappresentati a Palazzo Trissino eppure, con scarsi mezzi ma con tanta voglia di fare, stiamo cercando di incunearci nel panorama politico vicentino. La nostra visione della politica è altra cosa dagli intrighi di palazzo, statene certo; questo è un modus operandi che non ci appartiene e che invece continua, nonostante i Vaffaday, a contraddistinguere il sistema politico italiano. Ma è evidentemente che non Ve ne siete accorti. Per esempio non le abbiamo mandate a dire alla giunta quando si è trattato di contestare il sistema dei parcheggi di Vicenza (vedi strisce blu), o sui biglietti che pagheremo tutti noi per permettere a qualche centinaio di privilegiati di assistere alla prima serata di inaugurazione del Teatro, e così sullo stesso Dal Molin; quindi come si può insinuare che ci stiamo svendendo – perché questo è il senso del Vostro articolo – per entrare a Palazzo Trissino? Non si può! Comunque quando a prevalere è lo spirito, vecchio e sordo, dell’anti-fascismo militante certi comportamenti non ci stupiscono (alla resa dei conti non siete poi tanto diverso dai “No dal Molin” che dite di aver criticato), ma almeno abbiate il pudore di non spacciarvi come un cronista super partes.
Alex Cioni
Azione Sociale con Alessandra Mussolini
www.alternativasocialeschio.splinder.com
Grillo Vs. Napolitano
Dal Colle, di tanto in tanto, arriva un monito. È il famoso “monito del Colle”. Da lassù il presidente della Repubblica è sempre in osservazione e, quando serve, “monita”. Monitare è quella particolare attenzione dedicata ai magistrati e alle intercettazioni telefoniche. Il monito è, di norma, un appello ad abbassare i toni, a proteggere la privacy dei politici, a condannare il protagonismo di giudici ciarlieri. Il monito è una battaglia di civiltà, un appello per una convivenza civile. È come una folgore di Zeus che colpisce sempre gli stessi alberi e risparmia le discariche. Il presidente, oltre a monitare, di solito dorme, non sugli allori, ma sulla onorabilità del Parlamento e dei suoi condannati e prescritti, sulle frequentazioni mafiose e palesi di alcuni partiti, sull’informazione scomparsa. Fa sonni profondi. Se nomini D’Alema/Unipol, Berlusconi/Mondadori o Mastella/Why Not ha un leggero trasalimento. Piccolo, piccolo. Impercettibile. Prende i sali e poi si riprende. Ai nomi di De Magistris e della Forleo però monita subito, senza tentennamenti. Il presidente è eletto dai partiti, fa il suo dovere, li accudisce teneramente. L’età lo nobilita, con quegli anni può dire quello che vuole. Come il nonno a tavola quando arriva il dolce. Una volta c’era la bocca di Virna Lisi, oggi la dentiera presidenziale. Il presidente va eletto dagli italiani, non dai nostri dipendenti. Non deve avere più di cinquant’anni. Non serve un presidente da ospizio di garanzia dello status quo partitico. Voglio una persona giovane, della società civile, non legata ai partiti. Chiedo troppo? Dobbiamo chiedere troppo! Ci stiamo giocando un futuro che questi settantenni e ottuagenari non vedranno mai.
www.beppegrillo.it
Un laghetto pieno di soldi
Gira voce che oggi in commissione bilancio sia arrivata dalla giunta una richiesta di 35.000 euro da girare ad una associazione sportiva in zona Laghetto. Obiettivo del finanziamento? Realizzare un manufatto ad uso della medesima associaizone. Chissà se è vero. Chissà se è una bufala. Se la notizia viene confermata però l’assessore al bilancio Marco Zocca (FI), il benefico gnomo del focolare della 5, dovrà dare molte spiegazioni.
On line l’ultimo numero de La Sberla
Verso nuovi scenari per le comunali del 2008. In sordina Lia Sartori conclude un patto d’acciaio con Alessandra Mussolini. Ed Azione Sociale si prepara ad entrare a palazzo Trissino… Scarica qui l’ultimo numero de La-Sberla.
Bloccati i cancelli della Abc
Riceviamo e pubblichiamo integralmente.
Una trentina di donne del Presidio Permanente contro la costruzione della nuova base Usa di Vicenza sta presidiando i cancelli della ditta ABC a Firenze impedendo agli impiegati l’ingresso negli uffici. L’ABC è una delle due aziende coinvolte nella bonifica bellica dell’aeroporto Dal Molin, funzionale alla costruzione della nuova installazione militare statunitense. Una decina di giorni fa centinaia di cittadini vicentini avevano bloccato gli ingressi dell’aeroporto Dal Molin per impedire agli addetti alla bonifica di accedere, causando la sospensione dei lavori per tre giorni. Oggi le donne del Presidio intendono attuare un nuovo blocco, questa volta alla sede legale dell’ABC, per impedire ai dipendenti di entrare e lavorare.
da: www.nodalmolin.org
Basta che se magna!
(m.m.) «Franza o Spagna basta che se magna!». Ha usato queste parole ieri sera il sindaco di Vicenza Enrico Huellweck quando è uscito dalla sala stampa dopo una serata in cui nonostante si parlasse di un argomento delicato come Aim, se n’è rimasto a trascrivere i suoi appunti sul divanetto vicino ai giornalisti. Chissà forse provava una frase ad effetto per la prossima prima del nuovo teatro civico. O magari pensava alla lotta in corso tra azzurri sartoriani e Assindustria berica per il controllo di Aim e della città? Ai posteri la pulciosa sentenza. Frattanto però si tenga bene a mente questa data. Febbraio 2008. Se entro la fine del febbraio 2008 la Regione Veneto non approverà le modifiche al prg vicentino per la zona industriale sarà guerra tra la Confindustria berica e la Lia Sartori. Già ebbi a dire che la modifica urbanistica della zona industriale era un regalo da molti milioni di euro ai soliti nomi di Assindustria. Ma il fiuto mi dice che quella variante in regione sarà messa in ghiacciaia. Prevedo una guerra sotterranea.
La buffoneria al potere

Il sindaco o il vicesindaco di Vicenza potranno acconciarsi come nella foto in alto alla prossima conferenza stampa. Almeno quando presenteranno ai giornalisti il prossimo progetto per la sicurezza di Vicenza. Credo che ormai solo il look da pagliaccio di strada si addica a chi va strombazzando la tolleranza zero e il giro di vite sui comportamenti ad alto rischio. Il tutto poi come si traduce? Nel vietare a quattro nordafricani di sdraiarsi nei parchi a mangiare e a quattro barboni di bere birra sotto i portici vicino a ponte degli Angeli. Eh sì perché ciò rovina il decoro di quei rincoglioniti che confondono il valore estetico della bellezza con il cafonismo trendy imperante. E ricordate quanto è accaduto un paio di settimane fa? «Mezza Italia copia l’ordinanza che vieta l’alcol in strada!». Giornalisti e politici (il sindaco azzurro Enrico Huellweck in primis e il vicesindaco di An Valerio Sorrentino in secundis) hanno fatto a gara a megafonare un provvedimento che in realtà è il classico provvedimento burla, primo perché è sbagliato (io la mia birra me la bevo dove cazzo mi pare e se rispetto la legge non è compito del comune ficcare il naso). Secondo perché è una farsa. Sì perché la giunta legge e ordine quando si è trattato di vedere di che pasta era fatta si è miseramente afflosciata come un profilattico riempito di caglio. Sì perché un paio di notti fa un manipolo di vandali, forse americani ubriachi, ha scassato un po’ di vetrine in centro. Uh scandalo! Violati i santuari del fashion! E le telecamere? Non funzionavano da quattro mesi, dopo che per un anno ci avevano rotto i coglioni sul monitoraggio totale. Che figura di merda! L’unica cosa che non si capisce però è come mai i media che avevano diramato i successi dell’ordinanza Sorrentino sugli alcolici (parlo di quelli regionali e nazionali soprattutto) non si siano attivati per megafonare il flop dell’esecutivo berico. Boh. Perché il sindaco non chiama il suo portavoce per scrivere un comunicato stampa in cui si dice che la giunta ha maschiamente fatto cilecca? Il portavoce del sindaco Fabio Carraro prende troppi pochi soldi per questo compito? O magari è impegnato a leccare i francobolli per le buste dei nuovi abbonamenti al teatro comunale? I numeri 01 e 02 della giunta hanno una cosa in comune oltre a stare in comune per un errore della storia. Vengono culturalmente dal vecchio Msi: gente poco seria c’era nel vecchio Msi. Persone che si fanno forti quando sono in gruppo e che diventano cagasotto nel faccia a faccia, fisico o verbale che sia. Persone con un passato che è riuscito ad immiserire e a imputtanire ogni proclama ammantato di machismo ‘sgarato’ per dirlo alla romana. Ve lo ricordate ‘spezzeremo le redini alla Grecia’? Ecco i vandali di qualche sera fa hanno letteralmente rotto il culo ai difensori della città law and order. Alla prossima conferenza stampa suggerisco a Huellweck e Sorrentino parrucca, cerone e naso rosso: saranno molto più credibili. P.S. Il frasario utilizzato in questo post è perfettamente in linea con la qualità umana della città in cui scrivo: Vicenza.
Marco Milioni
Wi-fi gratis: Vicenza guarda Pordenone

(M.M.) «Il comune e l’Aim debbono attivarsi affinché sul territorio comunale di Vicenza sia disponibile una rete wi-fi municipale a disposizione gratuita di tutti i residenti. L’obiettivo è quello di permettere il collegamento ad internet appunto attraverso le onde radio della piattaforma wi-fi. Lo strumento operativo per questa proposta dovrebbe essere Aim Telecomunicazioni. Tale connessione dovrebbe essere gratuita o costare pochi euro l’anno». La proposta è del consigliere comunale vicentino Franca Equizi del gruppo misto ed è contenuta in un ordine del giorno (documento di indirizzo politico che contiene i desiderata dell’assise municipale indirizzati alla giunta) collegato alla delibera che stasera ha definito il nuovo statuto della multiservizio berica. L’ordine del giorno è passato ad ampia maggioranza con una convergenza tra centrodestra e centrosinistra. L’idea di Equizi è quella di suggerire ad Aim di imitare quanto stanno già facendo diversi comuni del centro e del nord Italia. Tra questi il comune di Pordenone sta completando un progetto per l’accesso al web via wi-fi. Il programma nella cittadina friulana sarà completato entro 18-20 mesi e per la parte infrastrutturale dovrebbe avere un costo di 700 al massimo 800mila euro. Il prezzo di due grandi rotatorie. La Equizi fa sapere che «occorrerà studiare bene le modalità con cui si identifica l’utente», ma una soluzione «potrebbe arrivare da codice di identificazione e password forniti dal comune» facendo magari riferimento al codice fiscale o alla tessera sanitaria. «Ringrazio maggioranza ed opposizione per il pronunciamento favorevole. Sarebbe bene però – precisa la consigliera – che tale intendimento si tramuti a brevissimo in una delibera da approvare in comune. Sono a disposizione della cittadinanza tutta per accogliere proposte e suggerimenti». Per questo motivo Equizi fa sapere di avere messo a disposizione anche due indirizzi e-mail: francaequizi@libero.it e franca.equizi@yahoo.it.

