Archivio di ottobre 2007
Area Q8 in via Ceccarelli. Interrogazione di Asproso
Il consigliere comunale dei Verdi Ciro Asproso ha redatto una corposa interrogazione urgente per sapere quali progetti hanno in mente i privati per l’area davanti le mura duecentesche di via Ceccarelli, a pochi passi da porta Santa Lucia. Poche ore fa lo stesso Asproso ha fatto sapere che la srl Le Mura dell’immobiliarista Franco Amadu avrebbe depositato in comune un nuovo progetto del quale però nessuno tra i consiglieri comunali è riuscito ad avere copia. Clicca qui per il testo della interrogazione.
Affaire A4, la Cdl si spappola sulla sfiducia alla Dal Lago
(M.M.) L’affaire Serenissima squaderna l’agenda della maggioranza della Cdl la quale prima della discussione sulla richiesta di dimissioni del presidente della Brescia-Padova si spappola. Manca così per l’ennesima volta il numero legale, mentre la giunta, quasi completamente assente, patisce, senza replicare l’affondo delle opposizioni. È finita così ieri in consiglio comunale. Erano stati il consigliere Giovanni Rolando (Sinisra Democratica) e il consigliere Franca Equizi (gruppo misto) ad incendiare le polveri. «Nessuno deve dimenticare che il comune di Vicenza è azionista per una quota importante della Brescia- Padova. La legge prescrive che il cda sia ridotto a cinque componenti, mentre la Dal Lago lo ha gonfiato sino a quota 15». Poi la stoccata sul caso della maxi consulenza: «Il presidente della giunta regionale Giancarlo Galan, non un forzista qualunque, afferma che sono stati pagati quattro milioni di euro all’avvocato Willy Ascione per consentire alla A4 di aggirare la normativa europea sulle concessioni autostradali. È una accusa gravissima alla quale va data risposta anche in questa sede. Chiediamo di sapere che intenzione abbia la giunta comunale. I cittadini devono sapere se questa amministrazione ha intenzione di attivarsi per ridurre gli sprechi e le prebende eccessive Va sottolineato che è stato lo stesso governatore a chiedere l’azzeramento del board della spa veronese». Un bombardamento rivolto sia al primo cittadino, l’azurro Enrico Hüllweck, sia al capogruppo del Carroccio Manuela Dal Lago. Il primo è membro del consiglio di amministrazione della A4, la seconda ne è la presidente. I due non hanno però replicato in aula. Il sindaco era assente, la Dal Lago invece è stata spesso impegnata in lunghi conciliaboli a margine della seduta. Tra le personalità incontrate c’era anche Nadia Qualarsa, punta di diamante di Fi a Vicenza, ma data in allontanamento dalla compagine di Galan e della europarlamentare Lia Sartori, dominus azzurro nella città dei Berici. Per l’esecutivo l’unico pronunciamento nel merito è stato quello dell’assessore alle partecipazioni municipali Pietro Magaddino (Fi): «Data la delicatezza della questione si chiede di potere rispondere in altra data, quando avremo quelle informazioni che al momento non possiediamo». Poco dopo è arrivata la richiesta di discussione straordinaria che conteneva l’invito a dimettersi per la Dal Lago. «I forzisti ascolteranno Galan o la Dal Lago?». Questo il dubbio posto da Equizi a margine della seduta prima della votazione. Qualche istante dopo è arrivato lo scrutionio. Il centrosinisra non ha garantito il numero legale, così «la decisione spinosa – sottolineano le minoranze – dovrà essere presa tra due settimane». La seduta si è chiusa coi fischi dei supporter del comitato No Dal Molin, che silenziosamente aveva assistito ai lavori.
da: www.gazzettino.it
Caso Jannò-MZ: la scomparsa dei fatti

Tacciano i fatti, si lasci posto alle opinioni. Occorre prendere in prestito una frase di Marco Travaglio per spiegare quanto accaduto dopo il sit-in di sabato 20 ottobre davanti Re Mida. Sit-in organizzato da Moviemnto Zero (MZ) «per protestare civilmente contro una iniziativa antidemocratica propugnata da Vetrine del Centro». L’associazione infatti chiede da settimane alla prefettura di vietare i cortei ‘No Base’ che dovrebbero attraversare la città di Vicenza a metà dicembre. Si tralascia per il momento di entrare nel merito della questione e mi concentro sul caso mediatico. Il volantinaggio è avvenuto sabato; contestualmente i giornalisti sono stati informati della iniziativa proprio con un comunicato stampa, che sulle prime ha lasciato i media e i politici quasi indifferenti. Lunedì Il Gazzettino, a firma del collaboratore Marco Milioni (mio amico, per dovere di cronaca e responsabile di questo blog), pubblica un succinto articolo nel quale si fa semplicemente la cronaca di quanto avvenuto. Il pezzo in questione non parla di intimidazioni di sorta. Ventiquattro ore dopo si scatena Il giornale Di Vicenza, che megafona a dovere il risentimento di Vetrine del Centro, menzionando «accuse gravi riferite a fatti mai avvenuti». Movimento Zero fornisce la sua versione e contrattacca. La sua replica è pubblicata su Il Giornale di Vicenza solo in parte (il succo c’è tutto, ma manca stranamente la parte in cui MZ si dichiara pronto al dialogo con tutti i commercianti. Si spera per ragioni di spazio). Il 24 ottobre su Il Giornale di Vicenza due parlamentari attaccano ad alzo zero il sit-in di MZ. Sono Pierantonio Zanettin di Fi e Mauro Fabris dell’Udeur. Il primo parla addirittura di minacce. Il secondo di aggressioni. Mi piacerebbe che qualche testata, o qualche magistrato, intervistasse Marco Milioni. Vorrei capire se la sua ricostruzione su Il Gazzettino sia totalmente falsa o al contrario qualche attempato esercente, con l’ausilio megafonico di qualche giornale e di qualche bigio onorevole, sia sia inventato tutto. Qui dall’Austria tutto appare misero e ridicolo.
Raf Perugini
Sul web l’ultimo numero de La Sberla
Quattro milioni di euro per una consulenza. L’affaire Dal Lago-A4 esplode a Palazzo Trissino, ma il Pd e gli azzurri in sala Bernarda fanno finta di nulla. Equizi: «Dimettiti». All’interno un’ampia disamina sul caso De Magistris con gli interventi di Beppe Grillo e Marco Travaglio. Poi un articolo al fulmicotone di Massimo Fini. Questo e molto più sull’ultimo numero de La Sberla. Clicca qui per scaricare il file in formato pdf.
Bankitalia: crollano gli stipendi dei giovani
Forse ai più sarà passato inosservato. Ma La Repubblica del 22 ottobre ha reso pubblico un monito di Bankitalia. Questo il pezzo del quotidiano del Gruppo Caracciolo. Vorrei si riflettesse su questo aspetto in un periodo in cui la flessibilità sembra la panacea di tutti i mali.
Bankitalia: crollano gli stipendi dei giovani. Le retribuzioni dei giovani lavoratori sono sempre più magre e in vent’anni è raddoppiata la differenza con quelle dei più anziani. Lo rivela uno strudio della Banca d’Italia che fa riferimento ai dati Istat. Alla fine degli anni ’80 le retribuzioni nette mensili degli uomini trai 19 e i 30 anni erano più basse di quelle degli anziani tra i 31 e i 60 anni; nel 2004 la differenza era quasi raddoppiata in termini relativi salendo al 35%.
Movimento Zero boicotta le vetrine del centro
Movimento Zero boicotta Re Mida la gioielleria di Anna Jannò, dopo che quest’ultima, in rappresentanza dell’associazione Vetrine del Centro aveva deciso di chiedere al prefetto di annullare le manifestazioni dei supporter del No Dal Molin, manifestazioni programmate per metà dicembre, che secondo i commercianti potrebbero nuocere agli affari natalizi. L’azione simbolica è stata organizzata sabato pomeriggio «per protestare contro chi punta chiede la sospensione delle basilari libertà democratiche con la scusa che in dicembre gli affari potrebbero risentirne». Non usa mezzi termini Paolo Ruffato, portavoce del circolo culturale nazionale (www.movimentozero.org) che fa capo allo scrittore e giornalista Massimo Fini. Alle 16 in punto un manipolo di supporter di MZ, tra i quali anche il consigliere Franca Equizi si è piazzato davanti all’uscio di Re Mida, gioielleria di Anna Jannò, «alfiere del blocco della protesta del 15 dicembre». Cori contro «l’abolizione della libertà di pensiero” e volantini per “il boicottaggio degli esercizi delle vetrine del centro” sono stati il leit motiv di «una azione simbolica» durata un’oretta. Movimento Zero però fa sapere che l’associazione è pronta a «scendere in strada e ad intensificare la propria azione anche coinvolgendo altri movimenti, qualora le istituzioni (cosa che non è successa proprio per la serietà e la correttezza di chi ha in capo la gestione dell’ordine pubblico) dovessero piegarsi al ricatto di chi in realtà non teme per i propri affari, ma è strumento attivo della propaganda pezzente e stracciona da parte di troppi settori della maggioranza che malamente regge le sorti di palazzo Trissino». In ultima battuta sabato MZ ha anche fatto sapere che già da giovedì prossimo la protesta simbolica potrebbe continuare in sala Bernarda in sede di adunanza consiliare.
Marco Milioni
Le attività “spirituali” Di Santa Romana Ecclesia
La Repubblica del 12 ottobre ci spiega alcune cosette molto interessanti. Che nei luoghi tra i più rinomati d’Italia ci fossero strutture religiose era cosa abituale ed ormai risaputa. Ma che questi immobili, spesso utilizzati come attività commerciali e quindi remunerative, non debbano pagare l’ICI proprio non lo digerisco. Anche perchè in questo modo i comuni non incassando il relativo onere fiscale, si rifanno sulle tasche dei cittadini. La legge del 92 su tali benefici è stata giudicata illeggittima dalla Cassazione che l’ha corretta nel 2004. Successivamente è intervenuto “il prode Cavaliere” che con un decreto ha cassato la Cassazione. Col nuovo governo un altro “Prode”, per eludere un rilievo mosso in proposito dalla Commissione Europea, si è inventato un cavillo nel Decreto Bersani per cui vengono esentate dall’ICI le attività non esclusivamente commerciali (ah! ah!). Il potere Spirituale è ormai solo potere temporale e soprattutto economico (IOR) e per ingraziarselo i nostri politici sono disposti a tutto. Per la serie: cambiano gli orchestrali ma lo spartito è sempre lo stesso.
Claudio Milioni
Altavilla: un T-rex poco intelligente
Dopo i provvedimenti giudiziari della magistratura milanese nei confronti della ditta CTS che gestisce gli impianti T-Red dei semafori di Segrate nel Milanese, anche la procura berica ha deciso di indagare sulla funesta struttura (per gli automobilisti) di Altavilla Vicentina; il sindaco della cittadina ha sopspeso il vaglio delle pratiche circa tutte le infrazioni accertate dal primo per (udite, udite) non intasare gli uffici. Sono certo, anzi certissimo che non esiste dolo da parte degli Amministratori del suddetto comune ma comunque non posso fare a meno di pensare che pur di fare cassa, per di più senza troppi onerosi fastidi, si dia ricorso a qualsiasi sistema. Non sarebbe stato più corretto ed utile per gli automobilisti installare simili apparecchiature tecniche nei tratti stradali a maggior rischio (elevato numero di gravi incidenti stradali)? Ma questa intelligente procedura comporta studi appropriati e soprattutto un notevole impegno cerebrale.
Claudio Milioni
Dall’inciucio al ladrocinio di Stato la via è breve

(R.P.) Piccole pillole. Pilloline. Su pressioni pazzesche dell’esecutivo a Luigi De Magistris, pm a Catanzaro, stanno de facto sfilando tutte le inchiste sull’intreccio calabrese tra politica, affari e crimine organizzato. Ci sono dentro quasi tutti. Ds e Margherita (ora Pd), Udc, Udeur, An e Fi. Tra gli indagati ci sono il premier Romano Prodi (Pd) e il Guardasigilli clemete Mastella. Le carte dell’inchiesta parlano di uno scandalo da dieci miliardi di euro potenzialmente sottratti all’Ue. Facciamo un salto di 1000 km e andiamo a Verona. Consiglio di amministrazione della Bs-Pd. I membri sono 15 e non 5 come dice la legge. In più la presidente Manuela Dal Lago (Lega) affida un mxi incarico da 4 milioni di euro ad un avvocato semisconosciuto, tal Guglielmo (Willy per gli amici) Ascione, che sicuramente non avrà rifiutato un ingaggio tanto ghiotto. nel cda di Brescia Padova ci sono uomini di Fi, del Pd e del Carroccio. Piccola considerazione generale. La linea tra l’inciucio totale e il ladrocinio di Stato è sottile. La gente si sta incazzando. Urge atto di umiltà: andatevene fuori dalle palle.
Grillo: emergenza democratica. Il governo vuole ‘chiudere’ internet
Riportiamo integralmente questo intervento pubblicato poche ore fa sul blog di Beppe Grillo. Rispetto al ventilato silenzio del ministro Antonio di Pietro, va precisato che quest’ultimo si è dichiarato all’oscuro del documento che pochi minuti ha definito liberticida.
Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo. La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro. I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video. L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete. Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog? La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile. Il 99% chiuderebbe. Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura. Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”. Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili. Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia. Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico.
Ps: Chi volesse esprimere la sua opinione a Ricardo Franco Levi può inviargli una mail a: levi_r@camera.it