Archive del 31 ottobre 2007

On line l’ultimo numero de La Sberla

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Dopo le rivelazioni sul caso Brescia-Padova gli ex Ds si stringono attorno alla Dal Lago finita sulla graticola. Perché il Pd non attacca gli sprechi in A4 come fece con l’Aim? Il risiko autostradale, le denunce di Adusbef e molto altro ancora. Tutto nel numero cartaceo de La Sberla è scaricabile qui.

I salari bassi e lo spettro dell’emigrazione

salario.jpgI salari sono troppo bassi. Lo dice Draghi Governatore della Banca d’Italia, sabato 27 ottobre sul Corriere della Sera. Stessa notizia ripresa da La Repubblica. La Fiat aumenta di 30 euro la paga dei metalmeccanici così fa pure la Riello di Padova. La Fiorentini spa di Arcugnano, nel Vicentino, rilancia e aumenta di 50 euro. Per buonismo? No di certo. Per delegittimare il ruolo dei sindacati? Può essere. Perchè gli operari se guadagnano troppo poco non spendono e se s’indebitano c’è il rischio che le aziende debbano richiedere finanziamenti alle banche che potrebbero dettare condizioni insostenibili? Poò essere. Certo è che il richio di un impoverimento generale è fortissimo. L’Italia ritornerà così ad emigrare massicciamente come avvenne in passato?

Altreconomia: sprechi, inquinamento e privilegi dietro le acque minerali

logo.gifLa qustione delle acque minerali sta ritornando di stretta attualità. Sì perchè non sembra ma l’acqua inquina. Inquina quando il consumatore che beve la cosiddetta minerale la sceglie al posto di quella del rubinetto che è più controllata. Inquina soprattutto perché i tir che la trasportano immettono nell’aria gas di scarico nocivi e intasano il traffico. Se a questo si aggiunge che molte amministrazioni locali fanno pagare le concessini estrattive alle multinazionali una pipa di tabacco avete capito che il giro di danaro è impressionante e che come al solito ci rimette il cittadino. Il sito www.altreconomia.it pubblica in questi giorni una serie di articoli assai interessanti. Pubblica anche una mappa delle distanze che le acque debbono percorrere per arrivare a casa nostra. E denuncia che in Campania la Lete e la Ferrarelle nemmeno pagano i diritti di estrazione alla regione, limitandosi a pagare l’affitto dei terreni. Tant’è che nell’articolo pubblicato su AltraEconomia si legge: «L’acqua del rubinetto contro l’acqua in bottiglia. La riflessione che abbiamo iniziato alcuni mesi fa sul bere l’acqua dell’acquedotto (buona, economica e comoda perché arriva direttamente nelle nostre case) continua anche durante l’estate, quando magari capita più spesso di uscire a cena. Al ristorante o in pizzeria è ormai prassi bere acqua minerale: ma non è un obbligo, semmai, anche qui, un balzello. Nulla vieta, ma davvero nulla, di chiedere “l’acqua in brocca”. Gli esercenti non possono rifiutare la richiesta (anche se spesso capita che restino spiazzati, e si arrampichino sugli specchi). Chiedere l’acqua in brocca è un modo non tanto per risparmiare (anche se, a ben pensarci, l’acqua del rubinetto dovrebbe essere già compresa nel “coperto”), quanto di riaffermare che l’acqua pubblica è la migliore, inquina di meno (non viaggia su e giù per l’Italia con i tir) e non può diventare oggetto di scambio. Un’azione “politica”, come la definisce Camilla Lattanzi, ideatrice della proposta (l’intero servizio, Ndr) “Imbroccatela!”, dopo essere stata pubblicata da Altreconomia, è stata rilanciata dalla trasmissione radiofonica Caterpillar di RadioDue. Per maggiori informazioni: www.altreconomia.it oppure www.imbrocchiamola.org».

Il V-day di Settembre e la stampa di regime

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La settimana passata la satmpa di regime ha dato un grande risalto alla notizia in base alla quale il V-Day di Beppe Grillo avrebbe chiuso con un passivo di novantamila euro. Dobbiamo fare due considerazioni. La prima consiste nel fatto che non taglieggiando Grillo i partecipanti con una offerta «volontaria» di almeno un euro, non poteva certo pareggiare i conti. Questo non toglie il clamoroso successo della giornata di protesta. Ci induce, tutto ciò, a porre una domanda: come mai la stampa di regime cita il passivo e non la vitalità aumentata dei contatti su internet? La seconda considerazione consiste nel fatto che per Grillo che fattura decine di milioni di euro ogni anno con i suoi spettacoli, novantamila euro sono una inezia. Ma laddove attiro l’attenzione del lettore è sul fatto che Grillo i novantamila euro li copre coni suoi soldi, mentre i partiti e giornali coprono le centinaia  di milioni di euro dei buchi che hanno con i nostri soldi. Scusate se è poco!
 

Il Signore delle Voci

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