Archivio di settembre 2007
Equizi contro il PD: «In aula hanno affossato il documento che boccia il Dal Molin2»
(M.M.) «Finalmente abbiamo smascherato i servi del potere. Finalmente abbiamo visto nero su bianco chi è contro il Dal Molin 2 e chi è a favore. Finalmente abbiamo scoperto che di fatto sono favorevoli Fi, Lega, Udc, Margherita e Ds». Ha usato queste parole oggi in consiglio comunale Franca Equizi al momento della presentazione di un ordine di indirizzo politico con il quale si chiedeva di annullare il famoso documento con il quale nell’ottobre dello scorso anno il consiglio comunale aveva detto sì a camp Ederle 2. All’epoca fu il centrodestra ad appoggiare il provvedimento favorevole alla nuova base. Con un cavillo procedurale Franca Equizi è riuscita infatti a porre all’attenzione la materia per una seconda volta alla attenzione del consiglio.
«Le uscite dall’aula e le astensioni strategiche dei consiglieri del nascituro partito democratico hanno sancito de facto un nuovo sì al Dal Molin 2». Ma con chi se la prende Equizi? In primis con i consiglieri della maggioranza della Cdl che hanno votato contro il suo ordine del giorno. Questi sono per l’Udc Mario Bagnara. Per il Carroccio: Lele Borò, Manuela Dal Lago, Toni Dal Santo, Alex Sandoli. Per An: Livia Coppola, Luca Milani, Sante Sarracco e Beppe Tapparello. Poi però ci sono gli astenuti: Sandrino Guaiti per la Margherita e Ubaldo Alifuoco dei Ds, ai quali si aggiunge «l’uscita strategica di Antonio Dalla Pozza della Quercia», almeno secondo Equizi, la quale attacca: «Se Ds e Margherita avessero votato con noi il voto dell’ottobre 2006 sarebbe stato politicamente buttato nel cesso. È ovvio – aggiunge Equizi – che Ds e Margherita sono pro base perché il loro governo ha calato le brache agli americani».
Due righe su Lovato
Le lamentele di Ezio Lovato sono sostanzialmente giuste. Il sottoscritto denuncia la situaizone da anni. Io non capisco perché però una parte della politica si svegli solo adesso. E poi mi domando che cosa fa la politica per modificare lo stato delle cose? Ricordo che Lovato è il segretario provinciale di un partito, Rc. Rifondazione esprime la terza più alta carica dello Stato, il presidente della Camera Fausto Bertinotti. Perché Lovato non chiama il compagno Bertinotti? Perché non gli fa una telefonata di questo tenore: «Fausto perché non chiami Luca Di Montezemolo perché intervenga sul presidente degli industriali berici Max Calearo, uno dei ‘paroni’ del Giornale di Vicenza?». Perché Lovato e gli altri della sinistra alternativa non bloccano un’ora viale San Lazzaro sotto la sede del GdV per protestare contro una informazione deviata e distorta? Perché vi incazzate tanto solo quando la figuraccia la fate quando arrivano qui i Vostri parlamentari? Scommettiamo che dopo dieci sit in da 500 persone ciascuno il Giornale di Vicenza cambia attegiamento? Perché voi che vi dite rappresentanti delle fasce più deboli della popolazione vi cagate sotto quando affrontate il giornale dei paroni? Un po’ di serietà per favore…
Lovato contro Antonacci
Ezio Lovato, segretario provinciale di Rifondazione Comunista ha scritto una letteraccia aperta al direttore de Il Giornale di Vicenza. Lovato se la prende giustamente per la censura fatta dal maggior quotidiano locale dopo la visita a Vicenza di una dozzina tra parlamentari nazionali ed europei per un pubblico dibattito sul caso Dal Molin. Si tratta di lamentele condivisibili; ma ci sono molti sbagli anche da parte di chi si lamenta della cosiddetta stampa di regime! Qui di seguito è pubblicato l’intervento di Lovato.
Al Direttore de Il Giornale di Vicenza Giulio Antonacci
Egregio direttore,
nella giornata di venerdì 21-09-2007, a partire dalle ore 18.00, presso la Fiera di Vicenza, si è tenuto un incontro pubblico (organizzato unitariamente da PdCI, PRC, Verdi e Sinistra democratica) con numerosi parlamentari europei e nazionali fra i quali, Lalla Trupia, Severino Galante, Luana Zanella, Paolo Cacciari, Gino Sperandio, Claudio Fava, Giulietto Chiesa, Vittorio Agnoletto, Roberto Musacchio. Pensavo che la presenza contemporanea a Vicenza di queste personalità politiche impegnate a discutere, anche con importanti esponenti di movimento, quali Cinzia Bottene e Giancarlo Albera, di temi quali la riduzione delle spese e delle basi militari, meritasse almeno un articolo. Magari minimo sul giornale da lei diretto. Ho pertanto cercato, ahimé inutilmente, nelle edizioni del suo quotidiano di sabato, domenica, lunedì, martedì e mercoledì, un qualche pezzo. Ricerca vana! Nessun articolo, sullo svolgimento dell’iniziativa, è stato pubblicato dal Giornale di Vicenza! Per saperne qualcosa, bisognava andarsi a leggere i quotidiani Il Vicenza e Il Gazzettino (i quali purtroppo per la democrazia vicentina, sono enormemente meno diffusi del Giornale di Vicenza). Grande e, soprattutto, pluralista, è il giornale da Lei diretto! Non è purtroppo noto che il suo editore ordina e il Direttore, senza se e senza ma, esegue e censura…
Saluti
Il Segretario provinciale del PRC Ezio Lovato
P.S.: grande esempio di giornalismo (con la g rigorosamente minuscola) è anche quello offerto – nel quotidiano di oggi – dal reportage (sic!) dalla Romania dell’ameriKano Marino Smiderle: l’esaltazione del riarmo (e della guerra) come volano di sviluppo! Si parla di Romania e si intende suggerire Vicenza!
Aim. Equizi versus Alifuoco

Riceviamo e pubblichiamo integralmente
Continuo a leggere con crescente stupore le sparate dei Ds su Il Giornale di Vicenza. Ubaldo Alifuoco deve smetterla di insultare l’intelligenza dei vicentini e quella nostra. Da settimane, molti di noi, Quercia e Margherita comprese, tuoniamo a ragione contro i vertici delle controllate di Aim: Sit e Aim Bonifiche in primis. Di personaggi come Rossi, Carta, Maggian e Ghenò non sappiamo che farcene. I loro emolumenti fanno schifo e fanno a cazzotti con la decenza. Ma chi è il responsabile primo di tutto ciò? Non certo l’onorevole Berlato, che forse nemmeno controlla bene i suoi uomini. Il responsabile primo è l’amministratore pro-tempore di Aim, Mauro Zanguio. Egli ha i poteri, come azionista di maggioranza, concessi lui dal codice civile per convocare le assemblee straordinarie di Sit e simili, Insomma delle controllate di San Biagio. Come azionista di maggioranza ha il diritto e il dovere di mandare via a calci nel popo’ Bepi Mattonella e sodali vari. Perché Zanguio non si muove? Perché non ottempera alle disposizioni del consiglio comunale? Che cavolo c’entra Berlato! Il coordinatore di partito è una figura prevista dal diritto societario? Ad essere in fallo è l’amministratore unico di San Biagio, che per questo si dimostra o manager mediocre o infedele. E se Zanguio non caccia via gli inquilini delle controllate di Aim, la colpa politica è del sindaco che non lo rimuove. Perché il consigliere Alifuoco non fa questi rilievi? Delle due l’una: o è in sfacciata malafede o la sua ignoranza in termini politici ed amministrativi è suprema.
Franca Equizi, consigliere comunale in Vicenza
gruppo misto
Il Pd e ViC salvano ancora la CdL. Maretta tra le opposizioni a palazzo Trissino
La settimana passata l’ala centrista dell’Unione aveva garantito il numero legale in sede di approvazione del rendiconto 2006. Una manovra che aveva mandato su tutte le furie il resto della minoranza che aveva parlato di inciucio. Sullo sfondo infatti rimane il precario stato contabile di Aim. Da mesi si parla di appetiti di imprenditori vicini a Fi, ai quali si contrapporrebbero quelli della associazione berica degli industriali, su posizioni più vicine alla Lega, all’Udc e al nascituro partito democratico. La stampella fornita la settimana passata era stata interpretata da chi milita nel gruppo misto come una uscita a sostegno della seconda compagine industriale. Ieri la stampella si è ripetuta. A garantire il numero sono stati i consiglieri Pigi Cangini (Margherita), Antonio Dalla Pozza (Ds), Gigi Poletto (Ds), Marino Quaresimin (Margherita) e Stefano Soprana (ViC). L’iniziativa è stata bollata come «un vero e proprio schifo» da Emilio Franzina e Franca Equizi, del gruppo misto e la tensione è destinata a crescere.
Due pensieri su Grillo

Gentile Milioni,
da lettore storico, si fa per dire de La Sberla, vorrei aggiungere due considerazioni sul caso Grillo. È mai possibile che in questo Paese tutti abbiano paura di semplici leggi di iniziativa popolare che, tra l’altro, i politici hanno tutto il diritto di affossare tranquillamente in parlamento? I politici hanno paura di un comico che ha raccolto più di 300.000 firme pubblicizzandosi con il web e senza televisioni? I politici italiani non hanno ancora capito che adesso Internet riesce anche a soppiantare le televisioni e la stampa di regime? Io mi preoccuperei piuttosto di una stampa di regime che, invece di frustare i politici come fanno negli altri Paesi, è diventata loro ruffiana. Beppe Grillo, secondo me, dovrebbe fare un altro V-day per raccogliere 500.000 firme per proporre un referendum abrogativo, in barba al parlamento italiano corrotto e inefficiente. Altro che qualunquismo! I qualunquisti sono i politici che parlano e sparlano e non fanno le riforme! Mi preoccupa, ad esempio, un ministro della giustizia che prende i provvedimenti a favore dell’indulto per salvare i parlamentari corrotti come Previti! A questo proposito, se mancano le carceri perchè non si utilizzano le vecchie caserme militari dismesse? Si farebbe anche presto per adattarle a nuove carceri. Spero che Beppe Grillo faccia ancora iniziative come quella dell’8 settembre, ma che non si candidi al parlamento.
Raffaele Bonini
Il lungo j’accuse de Il Giornale di Vicenza
Giulio Antonacci, direttore de Il Giornale di Vicenza, ha pubblicato domenica un lunghissimo editoriale nel quale fa il punto (e qualche commento) sulla situazione creatasi attorno ad Aim. Condivido diversi spunti dell’articolo. Ne contesto la stragrande maggioranza, anche se nel merito entrerò a breve. Il pezzo è riportato qui integralmente. Chiedo ai lettori de La Sberla, se non lo hanno già visionato, di farsi un’idea, di scriverci due righe. Voglio confrontare le vostre idee con le mie.
Marco Milioni
Caso Aim. Equizi versus Alifuoco e Dal Lago
Riceviamo e pubblichiamo integralmente.
Durante la notte tra 20 ed il 21 settembre abbiamo avuto la conferma più eclatante e definitiva dell’inciucio partitocratico sul quale si regge ormai il comune di Vicenza. A notte fonda, durante il consiglio comunale di giovedì Fi e Lega, con l’apporto determinante di Ds, Margherita e Vic per il mantenimento del numero legale, hanno approvato in un clima di illegalità diffusa il rendiconto municipale per il 2006. Il sì dell’aula giungeva nonostante poche ore prima la stampa dava nuove sconcertanti notizie sul rosso della Sit, controllata di Aim. Il sì dell’aula giungeva nonostante che An, a margine della seduta, avesse poco prima paventato irregolarità sul bilancio di Aim; irregolarità le quali potrebbero ripercuotersi proprio sul consuntivo municipale. Non ci sono più parole. Le istituzioni sono state svuotate con un pacchiano mercato delle vacche. Il consiglio comunale è stato umiliato. Ai consiglieri comunali, cui per legge spettava il diritto di vedere il bilancio di San Biagio prima della approvazione del conto 2006, è stata negata la documentazione contabile della multiutility tra le risa dei capirione della nuova balena bianca berica. Così palazzo Trissino ha dovuto patire l’onta dell’ennesima combine ordita, ormai a viso aperto, nei corridoi a ridosso della sala Bernarda dai consiglieri Manuela Dal Lago, Ubaldo Alifuoco e Antonio Dalla Pozza. Il tutto avvenuto, ironia della sorte, a pochi metri dai gabinetti di palazzo Trissino. Faccio appello alle coscienze dei cittadini onesti, delle organizzazioni, delle associazioni e delle forze politiche che ancora credono nella legalità affinché facciano sentire la loro voce ai vicentini. Aim sta per entrare al centro di una guerra tra bande. Da una parte ci sono gli appetiti di Fi con i suoi referenti economici; dall’altra quelli di Assinustria con il suo servidorame partitico bipartisan. I cittadini hanno paura per le loro tasche. Il futuro della città non promette nulla di buono.vicentini.
Franca Equizi
consigliere comunale in Vicenza
Grande inciucio a palazzo Trissino

I politici italiani praticano due tipi di corruzione. Una sontuosa e superba, l’altra minuta, rutinaria e pezzente. Trovo la seconda la più irritante (Indro Montanelli). Se dio ha posto un limite alla intelligenza umana è profondamente scorretto che non ne abbia posto uno alla sua imbecillità (Wolfgang Goethe). Il bello della democrazia è che il politico non potrà mai essere più imbecille del cittadino che lo ha eletto (Bertrand Russell).
Credo che questi tre aforismi descrivano alla perfezione il clima in cui due giorni fa si è votato il consuntivo del comune di Vicenza per il 2006. Si trattava dell’ultimo consuntivo della gestione di Enrico Huellweck (Fi). Otto anni fatti di sprechi, politica miope e cattiva gestione, condanne della corte dei conti, amministratori e grandi burocrati municipali inquisiti, urbanistica predatoria e dulcis in fundo Dal Molin ed Aim.
È successo che per le beghe attorno al caso Aim Alleanza Nazionale, mentre giovedì sera si discuteva il bilancio, ha abbandonato l’aula, lasciando Forza Italia, Lega ed Udc letteralmente nel liquame fino al collo. E si sa. Fallire l’approvazione del rendiconto comunale significa che c’è una parte della maggioranza che non è disposta a votare quel bilancio. Una tara gravissima per la maggioranza della Cdl, aggravata dal fatto che An paventa pure irregolarità sul bilancio di Aim. Per di più La Sberla ha tirato fuori la grana dei conti in Rosso di Sit, principale collegata di Aim, senza che dalla giunta, seppur formalmente interpellata dalle opposizioni, venisse una singola spiegazione per quanto riportato sul nostro magazine. Ma le rogne non sono finite. I consiglieri sono stati costretti, contra legem, ad analizzare il consuntivo senza che venisse fornito loro il bilancio di Aim, che al conto del comune è legato a filo doppio.
Un minimo senso della decenza avrebbe imposto alle opposizioni, che da anni tuonano contro la giunta, di non garantire il numero legale e di far venire allo scoperto il grande bluff politico che è stato l’emblema di Huellweck. E invece è successo l’incredibile. Il nascituro partito democratico (Ds più Margherita) assieme alla civica Vicenza Capoluogo hanno garantito il numero legale e salvato le chiappe ad una maggioranza con un piede nella fossa. Il tutto motivato con la necessità di non compromettere il risanamento in atto in casa Aim. Tralasciando la cretineria della scusa (La Sberla affronterà di nuovo e a brevissimo l’affaire Aim) lascia sgomenti il modo con cui l’accordo bipartisan è avvenuto. Un inciucio in piena regola orchestrato da Manuela Dal Lago e Ubaldo Alifuoco dietro ai quali sono andati appresso gli altri come topi incantati dal pifferaio magico.
È ovvio che dietro il comportamento anomalo della nuova Dc in sala Bernarda ci siano gli appetiti su San Biagio, prossimo terreno di scontro tra imprenditori vicini a Lia Sartori e Assindustria. Quella di giovedì è stata una tregua. Se si fosse affossato il consuntivo si sarebbe rotto il giocattolo prima che uno dei contendenti potesse predarlo. C’era inoltra la necessità di far sembrare lo sfacelo una colpa di An, quando invece la municipalizzata è stata una greppia sia per An che per gli azzurri. E le inchieste della magistratura lo confermano. Occerrerà fare nomi e cognomi. occorrerà pubblicare le foto di chi si è reso responsabile di tale condotta. I vicentini debbono essere informati, poi faranno le loro scelte. La Sberla non si tirerà indietro.
Marco Milioni
Franzina bacchetta il No Dal Molin e sfida Costa
Il consigliere comunale Emilio Franzina ha inviato recentemente una lunga lettera aperta alla stampa locale in cui lamenta una certa chiusura nei suoi confronti da parte di quelle forze politiche che si stanno opponendo alla nuova base americana al Dal Molin. Franzina bacchetta un po’ tutti: dalla Sinistra Democratica, ai comitati, alle associazioni sino al sindacato. Contemporaneamente però il consigliere (che siede anche sui banchi di palazzo Nievo) lancia una sfida all’onorevole Paolo Costa, commissario governativo per la questione Ederle 2. La sfida ad un pubblico dibattito è lanciata con una nuova lettera aperta diramata poche ore fa. L’iniziativa del consigliere avviene tra l’altro a poche ore forum di oggi alle ore 17 su Camp Ederle 2. Forum organizzato da Sd che si terrà alla fiera di Vicenza.