Archive del 21 febbraio 2007

Sabato 17 chi ha vinto?

Chi ha vinto sabato? Chi ha perso? Hanno vinto le madri coraggio di Vicenza e del suo hinterland che hanno combattuto contro tutto e tutti. Hanno combattuto con i mariti pantofolai, pigri e passivi. Hanno combattuto contro l’amministrazione comunale di Vicenza guidata da ectoplasmi politici. Hanno combattuto contro i media locali che in generale sono in mano alla Associazione Industriali. Hanno combattuto contro i potentelli locali dell’economia abili solo ad ottenere vantaggi da una amministrazione di assoluta inconsistenza. Hanno combattuto contro una classe politica fatta da parolai e non da uomini veri, i cui rappresentanti principali sono Berlusconi, Rutelli, Amato, Prodi, Hüllweck: questi hanno gufato nella speranza dell’incidente che consentisse di associare i partecipanti ai brigatisti rossi. Hanno vinto queste donne che sono rimaste ad organizzare una «assemblea» addirittura sproporzionata per la città in un’atmosfera di contestazione sì, ma serena e totalmente autocontrollata. Hanno perso i politici che sostengono il sacrificio di Vicenza sull’altare di una amministrazione USA ormai allo sbando anche a casa propria.

Hanno perso l’ambasciatore americano (meglio non nominarlo dato il nome infelice!) ed il generale Helmick visto che è ormai di dominio pubblico non solo la richiesta dell’areoporto ma anche la previsione nei lavori di appaltare per l’allungamento della pista. Ha perso Prodi che sembra fuori dal mondo e non ha ancora capito nulla di quello che sta accadendo. Perderà i suoi elettori, e ciò che si sta preparando negli USA con i nuovi amministratori USA che saranno eletti nel 2009 dimostrerà l’assoluta inadeguatezza politica del ciclista bolognese. Ha perso il ministro Amato, predicatore di sospette disgrazie, che ci lascia molto addolorati perchè rappresenta una profonda delusione sul piano qualitativo.

Ha perso Berlusconi che nella sua assoluta incapacità politica non ha il minimo senso della dignità nazionale e non ha ancora capito che l’aria a livello mondiale sta cambiando. Ha perso la destra pronta a vendere i propri cittadini senza un minimo senso della vergogna. Hanno perso i grandi media della carta stampata o televisivi che prima hanno predicato sventure e poi hanno cercato di falsare le notizie bastonati dalla realtà. Hanno perso Confindustria Vicentina proprietaria del maggior quotidiano locale e della rete televisiva cittadina che ha dimostrato la necessità di una nuova generazione politica che imponga ai suoi rappresentanti i limiti istituzionali necessari.

Ha perso il sindacalismo giornalistico perchè il signor Tiziano Bullato che si è nascosto quando le amministrazioni locali hanno stuprato il diritto istituzionale dei suoi colleghi di altre testate si è messo a difendere una tizia autrice di servizi sui quali stendiamo il velo del silenzio che si è lamentata per essere stata apostrofata pesantemente dalle madri coraggio di Vicenza. Signor Bullato, a volte, è preferibile continuare a restare nascosti! Ha perso il Gazzettino (per questa volta tralasciamo le nostre considerazioni col Giornale di Vicenza dove forse aspettano qualche altro articolo di Pera per scopiazzarlo!) gestito da una direzione completamente estranea alla realtà veneziana e veneta, con una redazione vicentina probabilmente chiusa in viale Milano. Signor Tavan, ma dove erano i vostri giornalisti: spero al bar, altrimenti dovrei pensare ad un preciso ordine di scuderia di dare una realtà distorta. Di lei, e della sua coorte giornalisti vicentini, avremo occasione di occuparci in altra occasione.

Vi chiediamo se siete vittime di una proprietà che, oltre ai palazzi e alle speculazioni edilizie, è intranea solo all’onorevole Casini. Anche voi siete dei perdenti e talmente poco abili che nel distorcere la realtà della manifestazione dimostrate tutto il fiele degli sconfitti. Sconfitti sì, ma non di razza. E non meritate neppure l’onore delle armi. Hanno perso le televisioni di Berlusconi che non hanno neppure tentato (signor Rossella, mi creda, lei deve dedicarsi solo all’abbigliamento ed alla piega dei suoi pantaloni e delle sue giacche!) di mostrarsi equidistanti ed hanno formalmente distorto con interviste a senso unico e nei confronti di pensionati apparentemente rintronati dalle notizie che i media nazionali hanno infilato nelle loro teste con un autentico lavaggio del cervello. Hanno perso quei personaggi che credono di essere chissà chi, come il Presidente della Popolare di Vicenza che dovrebbe più pensare alla imparzialità della sua banca sul mercato vicentino dato che notevole parte del corposo assegno del C.d.A. di tale banca viene proprio dai grandi risparmi di quella gente che indispone con i suoi inopportuni interventi. Da ultimo ha vinto il questore Rotondi, il questore di Vicenza in una col Prefetto, Mattei. Il Prefetto perchè mentre il suo capo Amato spargeva sventure creando fantasmi irresponsabili, ha svolto interventi tranquillizzanti e seri. Il questore che già aveva mandato al diavolo gli imbecilli che chiedevano (forse perchè nel loro DNA) l’uso del manganello in altre manifestazioni in questo ha dimostrato di conoscere la psicologia e la tecnica dell’ordine pubblico ed ha altresì dimostrato capacità di controllo dei propri nervi. Qua la mano, signor questore, anche se questo le attirerà le antipatie di qualche industrialotto semianalfabeta e di qualche pseudo pubblico amministratore. Veda, Mi permetto di ricordare quanto diceva il mio grande maestro, utilizzando i versi di Dante quando si riferiva agli idioti ed agli invidiosi. «Non ti curar di loro, ma sputa e passa!». E questo lo dico anche alle madri coraggio di Vicenza. La battaglia è cominciata con una vittoria clamorosa ma la via è lunga. Ad maiora!

L’Inno Minato

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Prodi si dimette

Il premier Romano Prodi si è dimesso poche ore fa. Fondamentale la discussione sulla politica estera in corso al Senato, dove la maggioranza non è stata in grado di votare un proprio documento. L’esecutivo così scivola sulla buccia di banana di Vicenza. Ma lo scenario va oltre la logica dei partiti. Esemplare la presa di posizione di Beppe Grillo sul suo sito. Intervento che pubblichgiamo integralmente qui di seguito. Il tutto sembra una comica già vista, come a metà degli anni Novanta quando il primo governo Prodi affrontò un supplizio assai simile a quello di queste ore.

D’Alema aveva avvertito tutti. Se non passava la missione in Afghanistan il Governo non c’era più. Erano mesi che in Senato aspettavano un’occasione del genere. La micromaggioranza è stata battuta. D’Alema porta sfiga. Se ne stanno accorgendo anche i forzadiessini impegnati a fare inceneritori, parcheggi e megadiscariche.
La politica filo Bush non era nel programma dell’Unione. Neppure Vicenzalibanokabul. Che questo Governo debba cadere per aver voluto compiacere il maggior alleato dello psiconano, l’artefice di una guerra ingiustificabile in Iraq, è una presa in giro. Morire per Danzica e cadere per Kabul. L’Afghanistan sarà importante, ma nell’agenda dei problemi del Paese viene al millesimo posto. Provate, cari dipendenti, a chiederlo in un bar o al mercato. Il dipendente presidente Napolitano ha dichiarato appena dopo la manifestazione di 200.000 persone a Vicenza che: “Le manifestazioni di piazza sono legittime, ma è fuorviante farne il sale della democrazia.” Complimenti per il tempismo ungherese.
Avrei capito un Governo battuto sulla riforma elettorale per riconsegnare ai cittadini la possibilità di scegliere il candidato. O strabattuto su una legge per il conflitto di interessi. O frantumato per l’eliminazione delle leggi ad personam. In tutti questi casi avrebbe avuto la mia ammirazione.

da: www.beppegrillo.it

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