Archivio di febbraio 2007

Caso Bersani Eni. Ci pigliano per fessi?

Il governo fa i giochini e specula col prezzo del Greggio? Pare proprio di sì. In questo post è contenuta una breve intervista al professor Renato Èllero. Di seguito pubblichiamo un illuminante intervento redatto da blogeko.info.
“Benzina, il governo contro i rincari dell’Agip”. Questo il titolo del pezzo di apertura a pagina 44 del quotidiano La Repubblica di sabato. Sottotitolo: “Aumento di 0.025 al litro. Bersani: Manovra inusuale, devono spiegare”. Fin qui non ci sarebbe niente di strano: un ministro per le attività produttive che chiede spiegazioni su rincari di benzina e gasolio a una compagnia petrolifera che sembra operare in un altro pianeta – a livello mondiale infatti, il greggio vale come nel marzo 2006 – non deve stupire. Quel che invece stupisce è un altro articolo, sempre a pagina 44 che ha occhiello e titolo davvero curiosi. Il primo recita: “Il dividendo distribuito dell’Eni ha raggiunto 1,25 euro per azione compreso l’anticipo di 60 centesimi”. Il secondo: “l’Eni supera i suoi record nel 2006 utile a 9,2 miliardi”. Dunque, caro ministro Bersani, non le sembra che La Repubblica le abbia risposto nella stessa pagina?

Non l’avevano avvertita che il giorno di pubblicazione della sua intervista sarebbe comparso anche quell’articolo a firma di Luca Pagni che inoltre spiega che fra i fruitori del dividendo c’è proprio lo stato italiano del quale Lei è ministro di governo? Non l’hanno informata che l’azionista di riferimento con il 21% delle azioni in portafoglio è il ministero del Tesoro? Ergo, e non Erg che invece ha abbassato i prezzi come molte altre compagnie petrolifere, caro onorevole Bersani, il suo intervento già inacidisce l’animo quando si constata che alla pompa dell’Agip, società che fa capo all’Eni, i display sono stati ritoccati, ma che Lei abbia anche la faccia di far finta di cadere dalle nuvole, sembra un tantino troppo. Non sarebbe stato più utile se lei avesse telefonato al suo collega Schioppa per chiedere invece come ripartire fra tutti noi cittadini, soci naturali del ministero del tesoro italiano, un qualche euro di quel dividendo che lo stato incassa? Perchè non dire che 0,025 al litro sono l’ennesima gabella? Perchè non dire che anche al suo dicastero quei soldi fanno comodo per completare i rigassificatori, la TAV, il Mose e cento altre opere inutili, compresi gli spot pubblicitari dell’Agip e gli studi sul nucleare? E che fine hanno fatto le promesse per disincentivare i consumi di carburante di origine fossile o quelle circa la riduzione delle accise per dar sollievo alle famiglie che vivono con mille euro al mese?

da: http://www.blogeko.info

Vigili urbani: segnalati due sopralluoghi davanti al Dal Molin

Strada Sant’Antonino. Sono stati segnalati oggi dai residenti due brevi sopralluoghi da parte della polizia municipale di Vicenza. A palazzo Trissino l’assessorato alla mobilità sta vagliando la situazione dopo che i rappresentatnti di Reteliliput Vicenza avevano bloccato i lavori per «una serie di irregolarità nel cantiere». Quali novità sono in arrivo? Per completezza pubblichiamo qui di seguito la nota con cui Reteliliput aveva annunciato la sua azione. La giunta del comune di Vicenza sino ad oggi non ha fornito spiegazioni.

A Vicenza si stanno posando dei cavi per telecomunicazioni che correndo lungo via S. Antonino terminano in corrispondenza dell’ingresso dell’aeroporto Dal Molin. Il cartello di cantiere non riporta il committente, la destinazione d’uso e l’importo delle opere che si stanno realizzando. Si è chiesto più volte, in modo verbale, che fossero chiariti i motivi della posa dei cavi al Dipartimento Sviluppo del Territorio e alle Aziende Industriali Municipalizzate (AIM Spa). L’Ufficio Mobilità del Comune ci ha fornito quello che dicono essere l’unico documento ufficiale in loro possesso e cioè l’Ordinanza 1019/2006 in cui si parla solo di modifiche alla viabilità ma niente si dice in merito alla destinazione d’uso delle fibre ottiche.

Non ricevendo risposte, in data 5 febbraio 2007, abbiamo organizzato un momento di presenza lungo la strada di fronte ai lavori e abbiamo chiesto pubblicamente che ci venga detto a che cosa servono quei cavi. Nello stesso giorno abbiamo chiesto ufficialmente alle AIM Spa e al Dipartimento Sviluppo del Territorio, mediante il documento allegato, di avere le informazioni richieste. Nel frattempo i lavori continuano e si avviano alla loro conclusione e così decidiamo di intervenire oggi 22 febbraio 2007 bloccando i lavori in modo nonviolento e chiedendo che venga fatta chiarezza in merito alle procedure di buona amministrazione che non sembra essere stata rispettata. In concreto oggi ci siamo recati nel luogo degli scavi e abbiamo chiesto ai lavoratori e al capo cantiere di fermarsi perché ritenevamo fosse necessaria una verifica delle procedure progettuali e di realizzazione dei lavori.

Lungo la strada lo scavo era aperto per una cinquantina di metri e gli operai
erano pronti a posare le tubazioni; ci siamo allora frapposti in modo nonviolento per impedire che questo avvenisse e abbiamo chiamato la polizia municipale chiedendo un loro urgente intervento per verificare la legittimità dei lavori. Dopo qualche minuto il dirigente del settore edilizia della polizia municipale è giunto sul posto
e dopo aver verificato la situazione, ha ordinato di bloccare i lavori e richiudere immediatamente lo scavo senza che venissero posate le tubazioni.

Per Retelilliput Vicenza Silvano Caveggion

La Sberla su radio 24

Ma è vero che il governo è cascato sul caso Ederle 2 Vicenza? Sì e no. Ai piani alti di palazzo Chigi probabilmente hanno pensato verso una crisi pilotata. Vicenza è stata, secondo loro, una buona scusa, magari con colpe da addebitare alla sinistra cosiddetta antagonista. Però… a Roma tira aria di inciucio. È chiaro che Prodi, una volta presentate le dimissioni, sarebbe tornato in parlamento per la fiducia. Previsione non difficile da fare ma sulla quale sono però inciampati il politologo (come sempre simpatico e preparatissimo) e Giovanni Sartori, nonché Beppe Cruciani, conduttore de La Zanzara su Radio 24. Il 19 febbraio Radio 24 ha mandato in onda un mio intervento, seguito da quello di Cruciani e dello stesso Sartori. In soldoni ho ribadidto sul post pubblicato da lasberla.net due giorni dopo.

Marco Milioni

Èllero versus Hüllweck & Mastella

Da una settimana ormai i supporter dello spostamento della futura Ederle 2, dal comparto previsto, quello oggi occupato dallo scalo civile, a quello militare si moltiplicano. Tra questi l’onorevole Mauro Fabris, poi lo stesso sindaco di Vicenza, il forzista Enrico Hüllweck. De facto una strana liason di intenti politici tra i due, viste le bordate che Fabris riservò ad Hüllweck quando il piano per la Ederle 2 arrivò in consiglio comunale a Vicenza (era la primavera del 2006). Renato Èllero però demolisce l’opzione cara ai due. Il tutto è contenuto in questa breve intervista.

Rebesani, versus Sbrollini e Alifuoco. Comincia la bufera nei Ds berici

Nei Ds la guerra è alle porte. Il segretario provinciale Daniela Sbrollini, in una lunga intervista su Il Giornale di Vicenza di oggi accusa l’ala sinistra del partito di aver fatto parte di quella onda anomala che in qualche maniera ha causato le dimissioni del premier Romano Prodi. La sinistra Ds, replica con Tomaso Rebesani. Nei prossimi giorni lo scontro è destinato a crescere di intensità. Ma a far discutere nel partito e nel centrosinistra berico è anche la lunga lettera la quale viene pubblicata oggi sempre sul GdV, a firma di Ubaldo Alifuoco.

Fa molto riflettere il dibattito avviato in questi giorni da alcuni dirigenti dei DS vicentini. Questi vogliono accreditare la tesi che sarebbe stata la mobilitazione contro la nuova base al Dal Molin a provocare la caduta di Prodi, mentre tutti erano da tempo consci della mancanza di un vera e propria maggioranza al Senato. La politica estera, su cui il governo aveva lanciato importanti segnali di discontinuità, è stato solo l’argomento che ha fatto emergere una debolezza cronica a Palazzo Madama fin dal 10 aprile.

In una situazione in cui tutte le componenti dell’Unione fanno ogni sforzo possibile per recuperare compattezza ed unità d’intenti, dirigenti con importanti responsabilità nei Democratici di Sinistra di Vicenza non trovano nulla di meglio che usare la stampa per strumentalizzare la vicenda in corso per scopi di bottega. La cosa è particolarmente grave quando l’iniziativa è della segretaria provinciale di questo partito, che evidentemente non è in grado di valutare le conseguenze delle proprie iniziative.

Per la verità l’inadeguatezza politica di questa segretaria è nota da tempo a molte parti del partito vicentino della più diversa collocazione politica. Esattamente un anno fa due suoi noti esponenti, Diego Bardelli ed Ubaldo Alifuoco, si erano fatti promotori di un documento dove esprimevano “un forte disagio politico rispetto alla conduzione della Federazione”, tant’è che la stampa locale parlava di un duro documento contro la segretaria provinciale.

Da allora questo disagio diffuso nel partito, invece che attenuarsi, si è ulteriormente approfondito per la totale incapacità di conduzione politica su questioni fondamentali.
A proposito del sostegno al governo, nel periodo più delicato del dibattito sulla Finanziaria, la segretaria Sbrollini non ha trovato nulla di meglio da fare che attaccare il governo, dichiarando in un’ intervista sulla stampa locale che la finanziaria non andava bene e conteneva purtroppo molte cose negative. Aggiungeva poi, a proposito dell’imminente manifestazione nazionale della Casa delle Libertà a Vicenza contro Prodi, che “è indubbiamente una manifestazione politicizzata, ma non posso dire di non condividere alcune giuste richieste che vengono dal mondo delle nostre imprese”.

Totalmente inadeguata è stata, e rimane, la gestione dell’imminente appuntamento elettorale provinciale. Negli ultimi 6 mesi sono state discusse, purtroppo spesso sui giornali, formule tra le più fantasiose, partorendole al di fuori degli organismi dirigenti competenti. La costante, delle varie soluzioni proposte, era la distruzione dell’Unione, visto che a priori si escludevano i partiti al di fuori dell’Ulivo dalla gestazione del programma e del regolamento delle primarie, per coinvolgerli solamente all’ultimo momento, perché senza possibilità di modifica accettassero i contenuti loro proposti.

Ancora più carente è stata la direzione politica nel trovare con la Margherita un accordo per le candidature all’elezione del consiglio provinciale. A tutt’oggi si continua ad oscillare tra un patto sancito con la Margherita, secondo cui le realtà locali dei due partiti (circoli e sezioni), collegio per collegio, dovrebbero fare le proposte di candidature, ed un impellente bisogno del gruppo dirigente provinciale dei DS di decidere dall’alto i nomi da collocare nei collegi dov’è reale la possibilità di successo.

E quindi la vicenda Dal Molin. Il più importante confronto politico vissuto dalla città di Vicenza nella sua storia recente. Un progetto che ha scosso l’intera città dalle sue fondamenta e su cui migliaia di vicentini stanno discutendo e si stanno mobilitando da mesi. Nella prima fase c’è stata la totale incapacità di capire la portata dell’evento, culminata, in occasione della prima grande manifestazione del 3 luglio 2006, nella decisione di dare un’adesione senza partecipazione, formula sulla quale a tutt’oggi ci si interroga.

La segretaria ha poi proseguito sui media con interviste successive dando per decisa la nuova base americana e lasciando alla politica il solo spazio della riduzione dell’impatto ambientale. Per la verità era questa una posizione sostenuta fin da subito da altri rappresentanti dei DS anche a livello istituzionale locale, ma non solo. Poi, per la pressione della base del partito, si arriva il 27 luglio 2006 ad una posizione netta di contrarietà alla nuova base al Dal Molin da parte dei DS provinciali nel loro organismo più importante, la Direzione. In occasione della successiva grande manifestazione del 2 dicembre, la segretaria rifiuta l’adesione perché pensa che “nessun esponente politico di governo possa permettersi di scendere in piazza accanto a questi delinquenti”, riferendosi a promotori ed organizzatori. La manifestazione è un successo, 15-20.000 persone sfilano pacifiche e festose per Vicenza. Nuovamente molti iscritti chiedono di attenersi all’ordine del giorno della Direzione provinciale, ma quando non ci sono interviste inopportune, c’è il silenzio.

La segretaria si è infatti asserragliata nel “bunker” fino alla decisione di Prodi, momento in cui inizia, in nutrita compagnia, la fase del ” ve l’avevo detto”. Tuttavia, le proteste della base del partito spingono il partito regionale e nazionale ad intervenire: il coordinatore della segreteria nazionale Migliavacca di fronte alla Direzione provinciale appoggia la prosecuzione della battaglia per il NO alla base, ed il segretario regionale sostiene la partecipazione alla nuova manifestazione indetta per il successivo 17 febbraio.
Il segretario regionale Naccarato, che è persona coerente, ha tenuto fede al proprio impegno, tant’è che vi è stata l’adesione dei Ds regionali con la partecipazione personale dello stesso Naccarato alla manifestazione. Nel corteo del 17 febbraio scorso c’era anche la segretaria Sbrollini che ora viene a lanciare accuse a chi è sceso in piazza. Forse le accuse sono rivolte contro sé stessa?

Ecco ciò che dà la misura dell’ incapacità politica nel gestire una forza importante per l’Unione vicentina, come i Democratici di Sinistra.Ora ci sarà un congresso, in cui è auspicabile che i DS di Vicenza trovino la forza e gli spazi democratici per confrontarsi sul tema del Dal Molin, ma non solo. È ora di decidere se per essere dirigenti politici basti avere una carica e una foto sui giornali, se sia sufficiente attribuirsi da sé il titolo di dirigente responsabile e di governo per poter guidare o rappresentare un partito.

I DS di Vicenza devono scegliere se preferiscono galleggiare nelle acque loro offerte da parte del centro-destra e soprattutto dalla Presidente della provincia, oppure se vogliono chiedere il consenso perché hanno qualcosa di nuovo da dire in questa città ed in questa provincia. Un partito della buona ordinaria amministrazione non serve, Hullwech e la Dal Lago con le loro giunte riescono a imbandire bene le cene in corso Palladio e le sagre in giro per la provincia anche senza i DS.

Se invece i DS insieme all’Unione vogliono discutere di come cambiare la gestione del territorio in città e provincia; di come ripensare lo sviluppo economico in una realtà dove la politica quando si parla di impresa, capisce sempre e solo impresa edile; di come trovare e gestire risorse per un welfare personalizzato come chiede una realtà ricca e progredita; di come porre Vicenza al centro delle direttrici della cultura e del turismo, invece che trasformarla in città di guarnigione; allora ci sono le condizioni perchè il partito dei Democratici di Sinistra a Vicenza possa avere un senso ed un ruolo. Se queste saranno le sfide che i Ds vorranno affrontare insieme ai compagni di coalizione, sarà bene che pensino anche ad un gruppo dirigente autorevole ed adeguato allo scopo.

Tommaso Rebesani, membro della segreteria provinciale dei Ds

Scavi, Dal Molin e telefoni: misteri in procura

Alla procura di Vicenza le acque si stanno intorbidendo. Vorremmo capire perché. Pubblichiamo qui di seguito un comunicato diramato dal consigliere comunale Franca Equizi. Solo Il Gazzettino oggi, nella edizione locale di Vicenza ha dato notizia della cosa. Intanto la Rete Liliput fa bloccare i lavori in strada Sant’Antonino perché sono senza autorizzazioni. La giunta non fornisce spiegazioni in perito. Perché?

La procura della repubblica di Vicenza ha intenzione di fiancheggiare il comune nell’occultamento della verità sul caso Ederle 2? I magistrati non hanno intenzione di pretendere dalla giunta le carte negate a noi consiglieri in violazione alla legge. A palazzo Negri non hanno intenzione di intervenire presso l’amministrazione comunale affinché siano forniti ai consiglieri atti che ci spettano di diritto, come i conti telefonici e i tabulati, nonché tutta la documentazione sugli scavi segreti di via Sant’Antonino. C’è qualcosa di molto, molto strano sotto. Una stranezza che puzza di bruciato. Ho dovuto constatare tutto ciò stamani, quando mi sono recata a colloquio con il procuratore Ivano Nelson Salvarani il quale al limite della maleducazione, mi ha dato ad intendere che su determinati atti comunali, come quelli relativi alle spese telefoniche, ci sarebbero non ben precisati vincoli di privacy. Atti che ho chiesto parecchie settimane fa e che per legge mi debbono essere dati in copia, pena lo svilimento delle facoltà politiche e ispettive del consigliere. Non so se il dottor Salvarani faccia riferimento al diritto italiano o a quello marziano, ma sono decisa ad attivarmi presso tutte le sedi per scoperchiare questa pentola. Ovviamente dell’accaduto sarà informato il presidio permanente contro il Dal Molin 2 del quale faccio parte.

Franca Equizi

Consiglio comunale, la giunta vacilla

In consiglio siamo al delirio. Le opposizioni dicono di avere le prove che il progetto della base è stato consegnato ufficialmente all’amministrazione del capoluogo il 21 ottobre 2004. La giunta tace e non replica. E in aula prima durante un intervento del verde Ciro Asproso, poi durante una intervento di Franca Equizi (misto) la Sala Bernarda va in tilt. Qui di seguito è riportato il mio articolo pubblicato oggi da Il Gazzettino.

Bolgia in aula, sospensione momentanea della seduta e rivelazioni shock sulla presentazione del progetto Dal Molin. È questa la cornice entro la quale si è mosso il consiglio comunale di ieri durante la quale si è affrontato anche il tema della nuova società per il trasporto pubblico posseduta da comune e provincia.

IL PROLOGO. Così ieri l’assise è cominciata con qualche minuto
di ritardo, mentre a palazzo Trissino confluivano contemporaneamente i supporter del comitato “No Dal Molin” nonché gli agenti di municipale e Digos a presidio della sala Bernarda.
La prima zuffa verbale è andata in scena quando l’opposizione ha chiesto al presidente del consiglio (Sante Sarracco di An) spiegazioni sull’assenza del sindacoazzurro Enrico Hüllweck, giustificato per «impegni istituzionali». La sala ha così rumoreggiato per la prima volta. Ma la tensione è salita subito dopo quando al consigliere Franca Equizi è stata cassata una domanda di attualità nella quale si denunciava «il conflitto di interessi tra il primo cittadino e la moglie (Lorella Bressanello, direttrice del territorio)». Dipartimento accusato unitamente all’assessorato alla mobilità di avere nascosto le carte sul Dal Molin. La Equizi se l’è presa col sindaco assente ed ha citato, a margine della seduta una intervista rilasciata dall’ex consigliere politico del primo cittadino (il professor Renato Èllero). Quest’ultimo prima della manifestazione del 17 a Vicenza, ripreso da vari media nazionali, aveva parlato di «vulnus istituzionale non risolto tra i coniugi Hüllweck». Quando la questione è stata riproposta in aula dai banchi di Fi sono partiti cori all’indirizzo della Equizi che replicato attaccando: «vergognatevi».

LA NOTIZIA SHOCK. Così la vicenda Dal Molin è rimasta al centro dell’attenzione. Il consigliere Ciro Asproso, sempre durante il question time si è scagliato contro i banchi della giunta della Cdl: «L’esecutivo berico ha tenuto nascoste le carte sul Dal Molin». Replica dell’assessore al traffico Claudio Cicero (An) e dello stesso Sarracco: «Non è vero, le carte le abbiamo date tutte» citando gli atti del 2006.
Poi è arrivato il nuovo turno della Equizi: «Mentite spudoratamente, ho la prova che l’ammnistrazione è entrata in possesso del progetto Ederle 2 il 21 Ottobre 2004. C’è addirittura una foto ricordo conservata in comune che celebra l’evento».

Così il pubblico sollevando cartelli e striscioni è esploso davanti alle telecamere della Rai e di tutte le emittenti locali: «Dimissioni, dimissioni. Il primo cittadino ha svenduto la città. Fate schifo». Il presidente Sarracco ha così chiesto di sgombrare l’aula e ha sospeso la seduta. Poi si è scagliato contro la Equizi al grido di «vergognati, vergognati». Replica secca: «Siete dei “cagasotto” perché il sindaco non affronta chi non la pensa come lui». Fuori dall’aula le urla si moltiplicavano. Il consigliere Emilio Franzina (Misto) parlava di giunta caratterizzata da un comportamento fascista». Per cinque minuti la gazzarra si è spostata sui banchi della giunta mentre il segretario comunale Angelo Macchia cercava di proteggere Sarracco dagli zoom delle telecamere. In antisala il pubblico ha protestato così ancora per una decina di minuti.
L’EPILOGO. A tarda sera poi si è parlato anche di Aim e di Fiera. Argomenti che hanno diviso la maggioranza della Cdl e attorno ai quali sono previste prese di posizione durante le prossime ore.

Marco Milioni

Massimo Fini: diario di un manifestante

Tutti e due gli schieramenti politici hanno cercato di dare alla manifestazione di Vicenza un connotato ‘di sinistra’. La sinistra per mettere il suo marchio su una manifestazione che, a dispetto delle prefiche di sventura, si è svolta nel più pacifico dei modi. La destra per sottolineare le divisioni all’interno della sinistra, quella governativa che ha dato il suo benestare all’allargamento della base americana, e quella di piazza che è contraria. Poichè a Vicenza c’ero anch’io, non come giornalista ma a capo del mio piccolo gruppo che si chiama ‘Movimento Zero‘, che non è nè di destra nè di sinistra, ma oltre queste due categorie che, vecchie di due secoli, non considero più adeguate a comprendere le esigenze più profonde dell’uomo contemporaneo, che non sono nè economiche nè economiciste, vorrei dire la mia. Noi, con il nostro striscione (“Cittadini, non sudditi”), eravamo il primo gruppo dietro quello del Comitato organizzatore. Davanti a noi i vicentini, soprattutto donne (donne, non ragazze) che tutto avevano fuorchè l’aria delle ‘pasionarie’ ma piuttosto quella delle casalinghe, bambini, anche in passeggino, e poi la cosiddetta ‘gente comune’, fra cui parecchi piccoli imprenditori, cui è difficile dare una precisa connotazione politica.

Dietro di noi molti cani sciolti, quindi lo sterminato corteo dei ‘No Tav’ che sarebbe azzardato definire ‘di sinistra’. Altri cani sciolti. Quindi i “centri sociali”, la Cgil e rappresentanti dei partiti della sinistra, sia moderata che radicale. Molti striscioni di protesta avevano in effige sia il faccione di Prodi che quello di Berlusconi. E il significato più profondo e più vero della manifestazione di Vicenza è, a mio avviso, lo scollamento che si sta creando fra una parte consistente di cittadini e rappresentanti, di destra e di sinistra, da cui non si sentono più rappresentati.

E il fatto che costoro cerchino ora di strumentalizzare, a proprio uso e consumo, la manifestazione non farà che approfondire questo solco. Noi cittadini siamo stanchi di essere considerati pura massa di manovra ad uso delle eterne diatribe fra le oligarchie di destra e di sinistra o interne all’una e all’altra. A Vicenza, sbiancando chi, come Amato, come Rutelli e come i Pierluigi Battista del Corriere della Sera, si era permesso di fare dei vergognosi e gravissimi collegamenti fra una manifestazione della gente comune e i neobrigatisti, ci siamo ripresi, pacificamente, quella voce cui abbiamo diritto.Ma a qualcuno non va bene lo stesso. Il Giornale, in un editoriale a firma Mario Cervi, ci definisce ‘melassa buonista’. Fateci capire. Se la manifestazione è violenta va, giustamente, condannata, se è pacifica viene invece disprezzata, come accadde per i ‘girotondi’.

Ederle 2 comunque si farà. Perchè, come scriveva l’altro giorno il nostro Direttore, ‘pacta sunt servanda’. Ed è vero. Ma tutti i patti internazionali contengono una clausola che recita ‘rebus sic stantibus’, se le cose restano immutate. E le cose dal 1949, quando fu firmato il Patto Atlantico, sono mutate. Eccome. L’alleanza sperequata con gli Stati Uniti (e quindi la presenza di loro basi militari in vari Paesi europei, fra cui l’Italia) era indispensabile fino a quando è esistita l’Unione Sovietica, perchè solo gli americani avevano il deterrente atomico necessario per scoraggiare l’ ‘orso russo’ dal tentare avventure militari in Europa Ovest.

E gli Stati Uniti, giustamente dal loro punto di vista, hanno fatto pagare all’Europa questa loro protezione con una sudditanza militare, politica, economica e, alla fine, anche culturale. Questo pesante pedaggio, oggi, non ha più alcuna ragione d’essere. Inoltre, nel tempo, la Nato ha cambiato, surrettiziamente, la sua natura, trasformandosi da Patto difensivo in offensivo. L’esempio classico è quello della Jugoslavia. La Jugoslavia di Milosevic non minacciava alcun Paese dell’Alleanza Atlantica ma fu attaccata dalla Nato.

Mi pare evidente che tutta la questione Nato vada rivista. Questo, naturalmente, non può farlo solo l’Italia (che si cuccherà, comunque, Ederle 2 anche se una buona parte della cittadinanza, di Vicenza e non solo di Vicenza, non la vuole), ma deve farlo l’Europa. E’ ‘bolso antiamericanismo’ questo, come scrive sempre Mario Cervi sul Giornale? A me sembrano argomenti. In ogni caso l’antiamericanismo che sempre ci viene sbattuto in faccia, non è un reato. E’ una posizione politica legittima.E forse non peggiore di certo filoamericanismo acritico che, pur di compiacere gli Stati Uniti, è disposto a calpestare sovranità e dignità nazionali.

Massimo Fini; www.massimofini.it

Provinciali? Ecco i candidati

In queste ore radio scarpa è molto attiva. Pare che a Milano Bossi e Berlusconi abbiano deciso. A Vicenza sarà la Lega a designare il candidato alla presidenza della provincia: i prescelti sarebbero Marino Finozzi, attuale presidente del consiglio e l’ex senatore Paolo Franco. Dubbi, smentite o conferme, stasera a palazzo Trissino per il consiglio comunale.

Sabato 17 chi ha vinto?

Chi ha vinto sabato? Chi ha perso? Hanno vinto le madri coraggio di Vicenza e del suo hinterland che hanno combattuto contro tutto e tutti. Hanno combattuto con i mariti pantofolai, pigri e passivi. Hanno combattuto contro l’amministrazione comunale di Vicenza guidata da ectoplasmi politici. Hanno combattuto contro i media locali che in generale sono in mano alla Associazione Industriali. Hanno combattuto contro i potentelli locali dell’economia abili solo ad ottenere vantaggi da una amministrazione di assoluta inconsistenza. Hanno combattuto contro una classe politica fatta da parolai e non da uomini veri, i cui rappresentanti principali sono Berlusconi, Rutelli, Amato, Prodi, Hüllweck: questi hanno gufato nella speranza dell’incidente che consentisse di associare i partecipanti ai brigatisti rossi. Hanno vinto queste donne che sono rimaste ad organizzare una «assemblea» addirittura sproporzionata per la città in un’atmosfera di contestazione sì, ma serena e totalmente autocontrollata. Hanno perso i politici che sostengono il sacrificio di Vicenza sull’altare di una amministrazione USA ormai allo sbando anche a casa propria.

Hanno perso l’ambasciatore americano (meglio non nominarlo dato il nome infelice!) ed il generale Helmick visto che è ormai di dominio pubblico non solo la richiesta dell’areoporto ma anche la previsione nei lavori di appaltare per l’allungamento della pista. Ha perso Prodi che sembra fuori dal mondo e non ha ancora capito nulla di quello che sta accadendo. Perderà i suoi elettori, e ciò che si sta preparando negli USA con i nuovi amministratori USA che saranno eletti nel 2009 dimostrerà l’assoluta inadeguatezza politica del ciclista bolognese. Ha perso il ministro Amato, predicatore di sospette disgrazie, che ci lascia molto addolorati perchè rappresenta una profonda delusione sul piano qualitativo.

Ha perso Berlusconi che nella sua assoluta incapacità politica non ha il minimo senso della dignità nazionale e non ha ancora capito che l’aria a livello mondiale sta cambiando. Ha perso la destra pronta a vendere i propri cittadini senza un minimo senso della vergogna. Hanno perso i grandi media della carta stampata o televisivi che prima hanno predicato sventure e poi hanno cercato di falsare le notizie bastonati dalla realtà. Hanno perso Confindustria Vicentina proprietaria del maggior quotidiano locale e della rete televisiva cittadina che ha dimostrato la necessità di una nuova generazione politica che imponga ai suoi rappresentanti i limiti istituzionali necessari.

Ha perso il sindacalismo giornalistico perchè il signor Tiziano Bullato che si è nascosto quando le amministrazioni locali hanno stuprato il diritto istituzionale dei suoi colleghi di altre testate si è messo a difendere una tizia autrice di servizi sui quali stendiamo il velo del silenzio che si è lamentata per essere stata apostrofata pesantemente dalle madri coraggio di Vicenza. Signor Bullato, a volte, è preferibile continuare a restare nascosti! Ha perso il Gazzettino (per questa volta tralasciamo le nostre considerazioni col Giornale di Vicenza dove forse aspettano qualche altro articolo di Pera per scopiazzarlo!) gestito da una direzione completamente estranea alla realtà veneziana e veneta, con una redazione vicentina probabilmente chiusa in viale Milano. Signor Tavan, ma dove erano i vostri giornalisti: spero al bar, altrimenti dovrei pensare ad un preciso ordine di scuderia di dare una realtà distorta. Di lei, e della sua coorte giornalisti vicentini, avremo occasione di occuparci in altra occasione.

Vi chiediamo se siete vittime di una proprietà che, oltre ai palazzi e alle speculazioni edilizie, è intranea solo all’onorevole Casini. Anche voi siete dei perdenti e talmente poco abili che nel distorcere la realtà della manifestazione dimostrate tutto il fiele degli sconfitti. Sconfitti sì, ma non di razza. E non meritate neppure l’onore delle armi. Hanno perso le televisioni di Berlusconi che non hanno neppure tentato (signor Rossella, mi creda, lei deve dedicarsi solo all’abbigliamento ed alla piega dei suoi pantaloni e delle sue giacche!) di mostrarsi equidistanti ed hanno formalmente distorto con interviste a senso unico e nei confronti di pensionati apparentemente rintronati dalle notizie che i media nazionali hanno infilato nelle loro teste con un autentico lavaggio del cervello. Hanno perso quei personaggi che credono di essere chissà chi, come il Presidente della Popolare di Vicenza che dovrebbe più pensare alla imparzialità della sua banca sul mercato vicentino dato che notevole parte del corposo assegno del C.d.A. di tale banca viene proprio dai grandi risparmi di quella gente che indispone con i suoi inopportuni interventi. Da ultimo ha vinto il questore Rotondi, il questore di Vicenza in una col Prefetto, Mattei. Il Prefetto perchè mentre il suo capo Amato spargeva sventure creando fantasmi irresponsabili, ha svolto interventi tranquillizzanti e seri. Il questore che già aveva mandato al diavolo gli imbecilli che chiedevano (forse perchè nel loro DNA) l’uso del manganello in altre manifestazioni in questo ha dimostrato di conoscere la psicologia e la tecnica dell’ordine pubblico ed ha altresì dimostrato capacità di controllo dei propri nervi. Qua la mano, signor questore, anche se questo le attirerà le antipatie di qualche industrialotto semianalfabeta e di qualche pseudo pubblico amministratore. Veda, Mi permetto di ricordare quanto diceva il mio grande maestro, utilizzando i versi di Dante quando si riferiva agli idioti ed agli invidiosi. «Non ti curar di loro, ma sputa e passa!». E questo lo dico anche alle madri coraggio di Vicenza. La battaglia è cominciata con una vittoria clamorosa ma la via è lunga. Ad maiora!

L’Inno Minato

È on-line il nuovo numero de La Sberla. Scaricalo in formato pdf!

Cerca
Calendario
febbraio: 2007
L M M G V S D
    mar »
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728  
Archivio