Lanerossi a Schio. «Cancellare i macro-privilegi»

Il piano di recupero dell’ex Lanerossi di via Pasubio a Schio, che prevede la realizzazione di circa 300 mila metri cubi di edilizia tra residenziale e commerciale, da anni pubblicizzato anche con enormi e costosi cartelloni dal comune di Schio, ha subìto, dalla società gestore del patrimonio immobiliare della Marzotto, Pirelli Real Estate e Telecom, in corso d’opera, il rifiuto repentinamente di firmare l’accordo del progetto da anni studiato e condiviso con il comune. Un colpo devastante per la città; un de profundis per il suo futuro urbanistico. L’azione dei responsabili politici scledensi, che nel frattempo nei confronti dei proprietari dell’ex complesso laniero s’erano prodigati con l’anticipo di “regali e privilegi”, ora si dimostra una colossale ingenuità amministrativa.

Il comune di Schio, infatti, in occasione dell’approvazione dell’attuale piano regolatore generale, in riferimento allo storico complesso, ha regolamentato che il nuovo intervento edificatorio derivi esclusivamente attraverso il recupero della cubatura esistente e visto che la normativa cogente vieta l’abbattimento della «Fabbrica Alta» della grandezza di circa 30 mila metri cubi, per la stessa, ha pensato “male” di regalare pari volume recuperabile come nuova edificazione. Vale a dire che l’accordo produrrà, rispetto allo stato attuale, un aumento di cubatura di circa 30 mila metri cubi e un pedissequo “regalo” di circa 3,5-4 milioni di euro. Ma non è finita qui. L’amministrazione scledense, inoltre, attribuendo allo storico fabbricato, ancorché di proprietà della “Marzotto & C” lo status di interesse pubblico, ha di fatto esentato la stessa dall’afferente pagamento dell’imposta comunale sui fabbricati (Ici). Altro bel regalo, non vi pare?

A questo punto corre l’obbligo di considerare se la società Aree Urbane di Marzotto & C s’è sottratta alla sottoscrizione della convenzione, perché il Comune di Schio non fa altrettanto e almeno per ora si svincola dall’impegno? Lo può fare? Sì, oltretutto ora è libero anche moralmente. Perché non tornare quindi allo status quo, allo zero assoluto, cancellando i macro privilegi di cui sopra già concessi almeno fino a quando “Aree Urbane” e comune non manifestino insieme una concreta intenzione di riprendere il percorso? Al momento sarebbe l’unico modo per non dimostrare sottomissione e di governare nell’esclusivo interesse economico della città.

Guido Toniolo, Schio (VI)
da Il Giornale di Vicenza del 5 febbraio 2010; pagina 55

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              Rubrica di Alessio Mannino                                          


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