Archive del 5 febbraio 2010
L’oro della fiera
Il Giornale di Vicenza di oggi distilla una notiziola succosa che trascrivo fedelmente: «La modella dagli occhi di cerbiatto e décolleté di pailettes campeggia ancora sul sito della Fiera di Vicenza, alla voce About J. Ma il nuovo consiglio di amministrazione presieduto da Roberto Ditri si appresta a tagliare la chiacchieratissima rassegna riservata al segmento più alto del mercato orafo italiano e internazionale. L’evento nato sotto la direzione di Maurizio Castro con l’obiettivo di creare un evento intorno alla gioielleria d’alta gamma, segnato da un vistoso rosso di bilancio nelle due edizioni passate organizzate a Milano, naufraga miseramente all’Arsenale di Venezia. La laguna era il luogo scelto per l’edizione 2010, ideata e cresciuta durante la presidenza di Dino Menarin e con la regia del direttore Domenico Girardi». Il quotidiano berico in pratica inguaia la vecchia gestione della fiera targata Pdl. I conti sono i conti, ma quanto è costato lo scherzetto “About J.” alla comunità vicentina? Quante consulenze esterne, quanti paraculi, quanti incarichi ad personam o ad agenzie di comunicazione sono stati elargiti? Si sono segnalati casi tipo sistema Tarantini? Perché i consiglieri comunali e provinciali non sommergono la corte dei conti, la procura della repubblica nonché gli enti di riferimento con una marea di esposti? Chi ci ha mangiato? Ma tra coloro che hanno retto le sorti della fiera berica non ci sono personaggi legati ad aree politiche come Pdl-An i cui antenati attaccavano a testa bassa il partito delle tangenti?
Marco Milioni
La torre prendente
(M.M.) Da alcuni giorni l’assessorato al bilancio del comune di Vicenza lamenta una serie di problemi di cassa. Da Roma arrivano meno trasferimenti (Roma ladrona e Catania spendacciona ridono con la collaborazione della Lega che perdona). Ma c’è un ma. Gentile assessore alle finanze Umberto Lago. Potrebbe chiedere al suo partito, il Pd, al suo sindaco del Pd (mister Achille Variati I suppose), al suo assessore all’edilizia del Pd di leggere il Corriere Veneto di oggi? È mai possibile che debbano essere sempre i comitati civici a stringere i palazzinari con le spalle al muro? Altro che multa da un milione di euro (nemmeno pagata tra l’altro). I privati per l’affaire Torre Girardi, almeno stando alle invettive della ex opposizione, oggi in buona parte divenuta maggioranza, ne dovrebbero tirare fuori almeno sei. E sai con sei milioni di euro quanto cosucce si fanno in comune? Gentile assessore Lago, vada in ufficio dal suo collega all’edilizia privata Pierangiolino Alfano Cangini e gli faccia una volta per tutte un cazziatone. Vicenza e l’erario municipale ringrazieranno.
Lo smemorato Ciambetti
Non c’è nulla di personale contro Roberto Ciambetti, anzi. Il consigliere regionale del Carroccio, però, ultimamente sta inciampando un po’ troppo spesso in un brutto vizio della politica italiana. Gli era capitato già qualche settimana fa, quando se ne era uscito con una presa di posizione contro il nucleare in Veneto. Proprio quel nucleare che il governo formato e sostenuto anche dal suo partito aveva voluto, sbandierato e approvato. Adesso ci ricasca con la Pedemontana.
La chiatta felice
(R.P.) Oggi Il Corriere del Veneto se ne esce con una notizia davvero bella. L’incipit suona così: «Un milione di pannolini, duecentomila barattoli di caffé, un intero parco giochi smontato, ventidue milioni di bulloni e dieci milioni di chip elettronici. E ancora: tonnellate di pasta, riso, farine, granaglie. Container grandi e piccoli insomma. Che da Venezia andranno a Mantova e a Cremona e viceversa. Da porto a porto. Perché a partire dalla settimana prossima le merci dirette dal Veneto alla Lombardia saranno caricate sulle cinque chiatte della Fluviomar (per ora sono in funzione solo due). E a breve l’A4 sarà liberata dal passaggio di 65 mila camion all’anno». Ma cara Lombardia e caro Veneto, da tempo immemore siete amministrati dal munifico centrodestra. E ci voleva tutto sto tempo?

     
     
 
Rubrica di
Alessio Mannino