Archivio di gennaio 2010

Vicenza conformista

Ogni tanto salta fuori l’improvvido che mi chiede: ma perchè, se di Vicenza vedi solo guai e magagne, continui a fare questo lavoro, cioè il giornalista? Spesso me lo domando anch’io, a che serve. Specialmente in una cittadina di 100 mila anime quasi tutte accomunate dall’ignorare chi, facendo semplicemente il proprio mestiere, vorrebbe dar loro qualche informazione per non portare il cervello all’ammasso. Poi chiudo lì la conversazione con l’interlocutore e con me stesso rispondendo che, alla fine dei conti, quel che faccio lo devo alla mia coscienza. E con questo chiudo, chi legge mi scuserà, il prologo diaristico. E non pago, mi sfogo un po’.
Di Vicenza non mi piace la forzata compressione di toni e degli istinti, l’immarcescibile “troncare e sopire”, il bisbiglio e la maldicenza al posto del confronto in campo aperto.
Di Vicenza non mi piace il conformismo di contabilizzare tutto in schei. Ma non mi piace neanche l’anticonformismo, falso e ridicolo, dei predicatori di solidarietà, questi cattolici che pensano di autossolvere la propria comodità borghese col volontariato, le marcette pacifiste e gli amorevoli sentimenti a buon mercato.
Di Vicenza non mi piace la destra cialtrona di mezze figure (abbiamo avuto come sindaco per ben dieci anni uno come Enrico Hullweck!), nè mi piace la sinistra, o pseudo-tale, che ha eletto a proprio protettore un democristianone idolo delle suorine come Variati.
Di Vicenza non mi piace questa finta quiete difesa con ferocia da cui traspare tutta la violenza repressa dei bravi uomini d’ordine. Quelli che negano spazi ai giovani d’idee appena diverse dal coro liberal-idiota. Per me dovrebbero sorgere uno, due, cinque, dieci centri sociali, di estrema sinistra, di estrema destra, di adepti di don Giussani e anche, se ce ne fossero, di seguaci di Charles Bukowsky (da non confondere con le torme di giovinastri alcolizzati per moda).
Di Vicenza non mi piace che su ogni considerazione di sè vinca la paura di inimicarsi questo e quello. Rari gli esempi di personalità con un minimo di personalità, e con le capacità intellettuali di esprimerla. Il dibattito pubblico ristagna nel nulla, e le nuove leve della politica pascolano in attesa del cambio della guardia offrendo una sconcertante pochezza di idee e di coraggio.
Di Vicenza, in definitiva, non mi piacciono i vicentini accomodanti, ipocriti, compromissori, timorosi e timorati di un Dio a cui non credono più, deboli di spirito e di attributi, permalosi, infidi, ignoranti e illusi.
Ciò che mi piace di Vicenza? I vicentini anti-vicentini. Quelli che coltivano il senso critico, quelli che non se la bevono, quelli che detestano i baciapile del vescovo (pochi) e dei banchieri e industrialotti onnipotenti (molti, anzi tutti). Quelli che amano Vicenza a tal punto da essere costretti a odiarla.

Alessio Mannino

La grande deriva

I partiti non rappresentano più i cittadini. I deputati non rappresentano più il popolo italiano, ma sono al servizio di chi li ha nominati. Le risorse pubbliche sono diventate private attraverso cessioni o con la concessione dello sfruttamento delle autostrade, dell’acqua, dello smaltimento rifiuti. La produzione è in caduta libera insieme all’occupazione. La Fiat chiude le fabbriche. La multinazionale Alcoa lascia l’Italia. Un numero sterminato di aziende è fallita come Phonemedia, 7.000 dipendenti, o sta licenziando come Italtel. Il debito pubblico è fuori controllo, non è un modo di dire, nel 2009 ci siamo indebitati di 140 miliardi di euro in più. Siamo arrivati a 1.800 miliardi di debito, nel 2010 raggiungeremo i 2.000 e pagheremo circa 80 miliardi di interessi. Non esportiamo più, ma le importazioni sono stabili. In un anno il saldo verso l’estero è peggiorato di circa un miliardo e mezzo di euro. Non esiste un piano industriale per il futuro, per recuperare competitività. Progettiamo grandi opere per trasportare merci che non produciamo. La Tav, il Ponte di Messina, l’Alta Velocità sono business per chi li realizza, ma all’Italia non servono, drenano decine di miliardi di euro dal bilancio dello Stato che potrebbero essere investiti nell’innovazione. Gli italiani hanno le tasse più alte d’Europa, ma stipendi inferiori del 32% alla media di quelli europei. Tremorti ha applicato l’aliquota del 5% ai capitali occultati al Fisco, di origine mafiosa, derivanti da traffici illegali o di evasori totali. I contribuenti onesti che lavorano per il fisco almeno sei mesi all’anno non hanno gradito, dopo questo esempio se possono diventeranno evasori. Il Governo non pensa al Paese, è impegnato a varare leggi su leggi per la riforma della giustizia per evitare la galera a Berlusconi. La nostra immagine internazionale è distrutta, dopo lo psiconano è l’ora dei replicanti, da Bertolaso ad Haiti a Frattini ad Hammamet. La moralità pubblica è ai livelli di Bokassa e di Idi Amin, con il ladro Bottino Craxi portato a modello di uomo di Stato. L’informazione è scomparsa, una volta era semilibera, oggi si è dissolta. Per informarsi è rimasta la Rete, contro cui ogni mese c’è una nuova legge, e la televisione svizzera nel Nord Italia. Il territorio è cementificato anno dopo anno e le splendide 100 città d’Italia trasformate in camere a gas. parcheggi e centri commerciali. Le Università italiane, che hanno primeggiato per secoli, sono scomparse dalle classifiche internazionali. Il notro futuro sono centrali nucleari, inceneritori, bretelle, autostrade, rigassificatori e parcheggi. Non dobbiamo dare la colpa a nessuno se non a noi stessi. Ora possiamo cambiare. Una nuova società in cui ognuno conta uno e i nostri figli contano più di ogni altra cosa è possibile. Basta una tua firma questi sabato e domenica per la lista regionale del MoVimento Cinque Stelle. Non sprecare questa occasione e spargi la voce. Loro non si arrenderanno mai (ma si stanno decomponendo sotto i nostri occhi). Noi neppure.

Beppe Grillo
da: www.beppegrillo.it; link originario

Turani, Benetazzo e lo scricchiolìo silenzioso

C’è qualcosa di sinistro nei discorsi sulla crisi. Si sente parlare della parola ripresa come un disco inceppato. Come se ripresa non fosse sinonimo di benessere, ma di possibilità per i soliti più o meno noti di ricominciare a speculare come un tempo. C’è un vizio oscuro che l’economia non riese a spiegare e che forse andrebbe ricercato altrove. Ho pensato così di proporre due spunti assai illuminati. Il primo è un articolo di Beppe Turani pubblicato su Affari & Finanza, inserto di La Repubblica del giorno 11 gennaio 2009. Turani dipinge uno scenario economico da brivido. Eppure il servizio è passato di fatto sotto silenzio. Il secondo invece è un intervento di Eugenio Benetazzo, scrittore e trader indipendente assai noto nel Veneto. Benetazzo peraltro in un recente dibattito televisivo su Reteveneta ha letteralmente steso i suoi interlocutori con una proposta, sacrosanta, di nazionalizzazione del sistema bancario. A mio giudizio comunque c’è un sottile filo rosso che lega i due servizi. Sento aria di scricchiolio. Ma sarà il tempo a parlare.

LEGGI L’ARTICOLO DI GIUSEPPE TURANI
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Vicenza, il dramma del lavoro

I dati del 2009 sulla situazione del lavoro nella nostra provincia evidenziano una situazione realmente drammatica. Da gennaio a dicembre 2009, in provincia di Vicenza sono 3.134 i lavoratori coinvolti in aperture di crisi (205 ditte); 9.138 quelli coinvolti in procedure concluse di crisi aziendali (233 ditte). Ci sono state 10.556.051 ore di cassa integrazione ordinaria le quali corrispondono a circa 5.737 posti di lavoro; vi sono state ben 10.582.436 ore di cassa integrazione straordinaria le quali corrispondono a circa 5.751 posti di lavoro. Il numero totale delle ore di cassa integrazione ordinaria e straordinaria della provincia di Vicenza è il più alto tra tutte le province venete.

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In diretta dal consiglio

La giunta del comune di Vicenza continua ad essere infilzata non solo dall’opposizione di centrodestra, ma anche dai consiglieri della stessa compagine governativa. Il caso Aim e soprattutto la politica del personale stanno arroventando il consiglio comunale in corso da oggi pomeriggio.

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Il declino di Vicenza secondo Equizi

Da un paio d’anni non siede più in consiglio comunale, ma Franca Equizi non ha perso lo smalto del combattente. Giusto alcuni giorni fa il suo comitato “Salviamo l’aeroporto” è ri-salito metaforicamente sulle barricate quando i riflettori della stampa locale si sono nuovamente accesi sul caso delle vestigia romane al cantiere della Ederle bis. «Credo che si tratti di timori concreti – precisa l’ex consigliere – anche perché le prime segnalazioni le abbiamo fatte proprio noi del comitato».

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Processo breve: vergogna senza parole

Bavaglio alla rete


L’ultimo attacco alla Rete arriva dal decreto legge Romani che potrebbe diventare esecutivo il 28 gennaio. Si vuole equiparare la Rete alla televisione. Una piattaforma come Vimeo o YouTube avrebbe le stesse responsabilità sui video pubblicati di Rai o Mediaset (che però li producono) con sanzioni e possibile chiusura dell’accesso attraverso i provider. La fine dei video on line.

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Franzina interroga la giunta sul caso Aim

Ricevo e pubblico interamente

Vicenza, 26 Gennaio 2010

Oggetto: Domanda di attualità

Egregio Signor presidente del consiglio comunale di Vicenza

In data odierna il Giornale di Vicenza riporta una grave denuncia del Presidente di AIM Holding Dr. Roberto Fazioli che riporto testualmente: «Il gruppo reputa di agire in modo corretto, purtroppo continuano ad esserci casi isolati che mandano avanti i politici per evitare la riscossione. Avverto che ogni causa perorata da un politico troverà ulteriori difficoltà».

Chiedo:

1) Che il Sindaco si faccia carico di informare il Consiglio Comunale di quali siano i nomi dei “politici” in questione.
2) Che il Sindaco si faccia carico di invitare il Presidente Roberto Fazioli ad effettuare le opportune segnalazioni alla Procura della Repubblica di Vicenza per valutare la sussistenza di ipotesi di reato.

La questione non sembri una semplice curiosità. Infatti ritengo che il Presidente Fazioli abbia giustamente denunciato (se vero) un malcostume tipico di una cultura clientelare che va assolutamente combattuta da tutte le forze politiche. E’ chiaro che un singolo esponente politico che si presti a tali “favoritismi di bassa lega” getta discredito su una intera classe, ed in particolare sui tanti pubblici amministratori dediti al bene pubblico in modo assolutamente disinteressato ed alieno a forme clientelari. Grazie per la risposta scritta ed in aula.

Il consigliere comunale Maurizio Franzina

P.S.
Data la gravità della questione, la semplicità della risposta richiesta, e l’assoluta necessità di sgombrare il campo da sgradevoli sospetti, illazioni, ridde di nomi, magari di Consiglieri Comunali di maggioranza o di opposizione, inviterei il Sig. Sindaco a rispondere già durante il “question time” del prossimo Consiglio Comunale.

Il prete, l’invalido e la donna fatale

«Se si confermano gli ammanchi verrà risarcito fino all’ultimo centesimo». Questa la posizione della Diocesi di Belluno-Feltre sulla vicenda del prete che avrebbe sottratto dei soldi al disabile di cui era tutore per donarli a una donna. Nei confronti del religioso, al momento, non sarebbe stato preso nessun provvedimento. La storia del sacerdote che avrebbe perso la testa e si sarebbe fatto raggirare dalla femme fatale, dei soldi spariti dal conto bancario dell’uomo che gli era stato affidato sotto tutela e finiti in quello della signora, si è trasformata subito in un caso e nel piccolo paesino bellunese, teatro dello scandalo, non si parla d’altro. Una vicenda che mescola debolezze umane e inviolabilità dei sacramenti e che, proprio per la sua delicatezza, viene tenuta sotto il massimo riserbo da parte degli inquirenti.

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Asso di picche
              Rubrica di Alessio Mannino                                          


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