Archive del 27 marzo 2009
Spazziamoli

In Lettonia i cittadini inferociti hanno preso a sassate le sedi governative obbligando l’esecutivo alle dimissioni. In Gran Bretagna è successo con la casa di un banchiere giudicato tra i responsabili del crac della Royal Bank of Scotland, che oggi all’estero gode di una lauta pensione pagata coi soldi del contribuente di Sua Maestà. In Francia gruppi di operai arrabbiati hanno sequestrato un paio di manager di multinazionali che avevano annunciato licenziamenti. Hanno fatto bene, anche se hanno fatto poco. In Italia invece il dissenso viene tuttora sedato grazie alla tv, alla coglioneria degli italiani, alle veline, al calcio, allo shopping… è una sindrome di Stoccolma patinata. Ma durerà? Ad ogni modo, sotto il profilo etico e morale, non esiste più alcun impedimento perché ciò che è accaduto in Europa accada pure da noi, magari moltiplicato per dieci, cento, mille. Lo stato di diritto, sempre che sia mai esistito, è stato mandato al macero da coloro che lo dovevano difendere. L’economia è un coacervo di intrallazzi in cui il meno colpevole meriterebbe la gogna. I signori delle banche al posto di essere “garrotati” si arrogano la facoltà di redigere piani anti crisi. Loro non possono proporre soluzioni al problema. Loro sono il problema. Spazziamoli.
Marco Milioni
Una storia di brocchi

La provincia di Vicenza tra il 2004 ed il 2005 avrebbe letteralmente buttato nel cesso una cosa come quattro o cinque milioni di euro. Come? Acquistando a prezzo quasi doppio lo stabile che a Bassano del Grappa ospita il liceo Brocchi. Il j’accuse verso l’allora amministrazione provinciale retta dalla oggi onorevole Manuela Dal Lago parte da un gruppo di quattro consiglieri del Pd (ne hanno dato notizia ieri Il Giornale di Vicenza, Il Corriere del Veneto, Il Gazzettino e Il Vicenza). Il bello sta nel fatto che l’attuale presidente della provincia Attilio Schneck, leghista come la Dal Lago, si è ben guardato dal prendere le difese della precedente numero uno della provincia. Anzi sulla stampa locale di ieri ha detto apertis verbis che con i soldi usati per comperare quella scuola di istituti se ne sarebbero potuti costruire due nuovi. C’è tutto uno strano filotto di passaggi di proprietà rispetto alla transazione del 2004. Prima le suore del Sacro Cuore, poi la milanese Locafit spa. Poi la provincia. La vicenda, con tutti i suoi lati oscuri, ricorda la storia del lotto Mezzalira sul quale oggi sorge il complesso universitario di Borgo Berga. Al centro della giostra sempre la stessa cosa, la stima più o meno congrua di un bene acquistato col denaro pubblico. Un bene che era veramente necessario acquistare? I relatori del documento protocollato queste ore in consiglio provinciale parlano di possibili esposti alla Corte dei Conti, ma anche la procura della repubblica potrebbe rilevare profili di interesse. Sarà così? Ma il magone più grande riguarda gli schieramenti politici. Come mai i consiglieri di opposizione di centrosinistra della precedente amministrazione non puntarono l’indice sulla Dal Lago? Come mai non hanno pensato ad una perizia indipendente? Risulta vero che ci furono settori dei Ds, allora assai vicini alla Dal Lago, che fecero opera di silent suasion, per evitare che fosse scoperchiata la pentola? Staremo a vedere. Oggi il consigliere provinciale Matteo Quero (PD), quello fatto a pezzi dai media per essere stato fermato sulla statale 11 quando era assessore al comune, non fa sconti e dice che non si guarderà in faccia a nessuno. Una stilettata alla Dal Lago e ai suoi aficionados allora nei Ds e nella Margherita? E proprio in relazione a Quero faccio un altra considerazione. Se dalla stampa, dall’opinione pubblica e dagli oppositori è partito un bailamme impressionante verso Quero adesso alla Dal Lago, vista la gravità del fatto politico spetterebbe uno gogna mediatica almeno quadrupla. E invece i media si sono ben guardati dal metterla sulla graticola. Perché? E allora forza Quero!
Marco Milioni
     
     
 
Rubrica di
Alessio Mannino