Bassano, Nottecriminale incontra i suoi lettori

(m.m.) Alessandro Ambrosini, autore, blogger e ideatore del portale Nottecriminale incontra i suoi lettori per un caffé nell’ambito di una iniziativa singolare che prende il nome di Angeli e demoni. Lo si apprende dalla pagina Facebook dello stesso autore. L’iniziativa è prevista durante la mattinata di martedì 27 settembre a Bassano del Grappa presso il Caffé dei libri dalle ore 10,30 alle 11,30. «Sarà un’occasione – si legge sulla locandina digitale nonché sul memo stampabile – per fare quattro chiacchiere con l’autore in assoluto relax e in modo assolutamente informale: si parlerà – si legge ancora nel volantino – di vicende venete e nazionali, a tinte rigorosamente noire: tinta nera come un buon caffè  davanti a un buon espresso».

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L’anticapitalista musicale

Joe BonamassaJoe Bonamassa negli Usa è un simbolo… È uno di quegli artisti che pur rivolgendosi ad un pubblico non di nicchia è riuscito a fare a meno delle major: producendo e distribuendo la sua musica per conto suo. Dai video agli eventi live, per il chitarrista rock-blues nato nel ’77 a New Hartford nello Stato di New York, nulla è lasciato alla music industry. E che Bonamassa sia la risposta homebrewed al capitalismo musicale se n’è accorto anche uno dei templi mediatici del capitalismo a stelle e strisce come Forbes, che in aprile ha dedicato a Bonamassa un lungo approfondimento dopo che il musicista di chiare origini italiane ha celebrato il suo 25esimo anno di permanenza ininterrotta sulla scena musicale americana ad altissimi livelli… In Italia non ne parla nessuno ovviamente. E per chi volesse gustare il suo sound ecco un assaggino

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Mammasantissima, tra potere pervasivo ed eco venete

C’è anche una conoscenza vicentina, l’ex vicepresidente di BpVi Andrea Monorchio nelle carte di «Mammasantissima», una delle inchieste più scottanti che sottende ai rapporti tra ‘ndrangheta, massoneria e pezzi di altissimo livello dello Stato. Lo rivela l’Espresso in edicola ieri che dedica alla vicenda uno speciale di sei pagine fitto di circostanze e relazioni esplosive. Il nome di Monorchio (tra i big di C3 international), non indagato peraltro, compare all’inizio del servizio firmato da Gianfrancesco Turano pubblicato a pagina 42: «… Nelle carte figurano anche Angela Napoli, già membro della Commissione antimafia, l’ex ragioniere generale dello Stato Andrea Monorchio» che secondo il braccio destro dell’ex governatore calabrese Giuseppe Scopelliti «… era il suo consigliere». La cosa singolare è che il nome di Monorchio, anzi di suo figlio (anche questo non indagato), carambola nel retroscena della maxi inchiesta della magistratura toscana che l’anno scorso portò all’arresto di figure di primissimo piano nel mondo delle commesse pubbliche (che assieme a quello delle concessioni pubbliche è da sempre vischioso), tra cui il dominus delle Infrastrutture Ercole Incalza (le cui propaggini arriverebbero sino allo Ior)e il progettista Stefano Perotti. Il quale, tanto per rimanere nel recinto delle vicende venete sino al momento dell’arresto era il direttore dei lavori della Pedemontana Veneta. Tuttavia l’inchiesta de l’Espresso, porta in dote principalmente una rilettura delle connessioni tra ambienti dello Stato, apparati più o meno deviati, massoneria, logge deviate e mafie varie: un caleidoscopio delle opacità che fornisce non solo uno spaccato del vero potere, ma una disamina sulla sua natura ultima. Che ha nella pervasività e nella sua privilegiata unicità il tratto distintivo, cangiante, perenne ed ineffabile.

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Per il Veneto piovono sberle: dall’affaire Mango alla Spv fino alle popolari

Gli ultimi due giorni non hanno riservato delle belle sorprese per il Veneto. Ieri il Corsera, tra i primi, ha dato la notizia della indagine a carico del comandante della Gdf per il Triveneto ovvero il generale Giuseppe Mango. Il quale è accusato dalla Dda napoletana di avere rivelato ad un suo amico avvocato alcuni dettagli riservati di una inchiesta in corso sugli affari del clan camorristico dei Polverino. Chi ha buona memoria ricorderà tra l’altro che proprio un’inchiesta su quella famiglia portò nel gennaio del 2012 ad una operazione nell’area di Piove di Sacco che fece clamore. E durante la quale fu arrestato il superlatitante del clan Polverino Nicola Imbriani. I cui fiancheggiatori pochi mesi appresso vennero condannati in primo grado dal tribunale di Padova. Ma le bad news per il Veneto non si esauriscono. Oggi l’Espresso pubblica un servizio in cui il futuro della Pedemontana veneta viene messo in cattivissima luce, mentre nemmeno il governatore leghista Luca Zaia ne esce bene. L’altra bordata de l’Espresso è invece relativa al comportamento degli industriali veneti, vicentini in primis per l’affaire BpVi e per l’affaire Veneto Banca. In questo caso è un corsivo al curaro firmato da vittorio Malagutti che mette per l’ennesima volta in piazza tutte le contraddizioni in capo agli industriali della regione, partire da Roberto zuccato sino a giungere alla famiglia Zoppas.

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Je suis Charlie Borghezio

(m.m.) La satira mediocre sul sisma in Italia centrale cucinata da Charlie Hebdo ce la siamo meritata. Tutta. All’epoca dell’eccidio che falcidiò la redazione del settimanale parigino, tranne le debite eccezioni, non c’era un neocon italiano, un leghista all’arrabbiata, un pokemon di Sallusti, che starnazzasse «Jesuis Charlie». Al tempo ci fu un proliferare di giannizzeri della cosiddetta droite italica che per giustificare uno scontro di civiltà di stampo islamico e anticristiano, che non è mai esistito, acquistava bancali della rivista della gauche atea e cinica francese che più atea e cinica non si può. La Santanché e il leghista Calderoli (quello del maiale per le moschee) si sperticavano in lodi alla libertà di pensiero professata Oltralpe in un improbabile abbraccio ai valori dell’Occidente cristiano. Addirittura Borghezio sbraitava accuse ai quattro menti contro la penetrazione musulmana improvvisandosi uomo sandwich piazzato su banchine dei marciapiedi e isole pedonali malamente assortite: il tutto distribuendo fotocopie a buon mercato delle vignette anti Islam uscite dalle penne di Charlie. Oggi che ad essere colpito dalla satira non è il mondo musulmano, ma l’occidente cristiano, pardon l’occidente amatriciano, allora daje addosso al parigino invertito e mestatore. Com’è gustosamente italica la tendenza a commentare qualsiasi fatto non in base ad un criterio terzo e costante rispetto al contesto, ma in base agli opportunismi del momento. Valeria Marini direbbe: “questo terremoto per i culturisti del cattivo gusto è stato una vera mannaia dal cielo”. Vive la merde!

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Quindicenne trissinese muore a Roma: accertamenti su un automobilista

Elena Pierbattisti

(m.m.) Non sarebbe un motociclista, come ipotizzato inizialmente oggi in prima pagina su Il Giornale di Vicenza, bensì il conducente di un’auto blu, il presunto autore dell’incidente che a Fiumicino in provincia di Roma, avrebbe provocato la morte della trissinese Elena Pierbattisti (in foto). La giovane, che a fine mese avrebbe compiuto 16 anni era in auto col padre Sandro, che vive in Umbria. A ricostruire in questo modo la dinamica del sinistro è il quotidiano capitolino Romatoday.it che alle 11.oo si stamani ha dedicato all’argomento un lungo servizio. La ragazza avrebbe patito un duro colpo, poi rivelatosi fatale, a causa dello schianto addebitabile ad un van della Mercedes (una vettura con conducente, una cosiddetta Ncc, come ce ne sono tantissime nella Capitale) che da quanto si apprende dai media romani procedeva a grande velocità. Ad indagare è la polizia municipale di Fiumicino. Non è da escludere che presto giunga una segnalazione alla autorità giudiziaria. Al momento non si conosce il nome del conducente del van sulla cui persona sono in corso accertamenti. Del caso si è occupato, tra i tanti, anche il quotidiano Umbria 24 nonché il quotidiano Vicenzatoday.it.

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Gli strali di Ellero sui magistrati vicentini

Renato ElleroIn una lunga intervista rilasciata al sottoscritto il professor Renato Ellero spara a zero sull’affaire BpVi. Così a poche ore dall’arrivo nella città del Palladio del ministro della Giustizia Andrea Orlando, chiamato a valutare la situazione dopo la deflagrazione del caso giudiziario che ha colpito l’istituto di via Framarin, Ellero, già senatore della Repubblica, non le manda a dire. E punta l’indice verso magistrati, politici, imprenditori e società civile, delineando un vero e proprio sistema fatto di complicità e omertà dal quale sembra assai difficile uscire. Un sistema al cui orizzonte non si staglia solo il caso delle popolari venete…

LEGGI L’INTERVISTA A RENATO ELLERO

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Fog on the water

(m.m.) Porta il nome un po’ astruso pomposo di «Recepimento della direttiva 2014/80/UE della Commissione del 20 giugno 2014 che modifica l’allegato II della direttiva 2006/118/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sulla protezione delle acque sotterranee dall’inquinamento e dal deterioramento» ma a leggere con un pochino di attenzione questo decreto emanato dal ministero dell’ambiente il 6 luglio 2016 e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il giorno 16 luglio, sembra innalzare di parecchio (non sono un esperto ma questa è la mia impressione direi che siamo a sei volte i valori ex ante) le soglie di alcune famiglie chimiche (le cosiddette catene corte) all’interno del più grande raggruppamento degli Pfas, i composti che per la loro pericolosità fanno discutere per il caso Miteni. Sarà pur vero che le soglie non si applicano alle sostanze che sono già state acclarate come assai nocive dagli scienziati (molecole a catena lunga), ma anche sui composti a catena corta emergono diverse evidenze scientifiche circa la loro pericolosità. C’è da sperare che media e comunità scientifica si facciano sotto perché l’argomento non è da sottovalutare e sullo stesso mi pare calare un po’ di nebbia…

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Caso BpVi, la parola a Carreri

Cecilia Carreri

(m.m.) Oggi Vvox.it pubblica una mia intervista alla dottoressa Cecilia Carreri, l’ex magistrato in forza all’ufficio gip di Vicenza che da anni conduce una battaglia contro le anomalie della procura berica in una con quella per il suo reintegro in magistratura dal momento che la stessa dottoressa ritiene assolutamente privo di fondamento giuridico il procedimento disciplinare che ne è stata la causa scatenante. Ci sarebbe una piccola domandina da farsi. Alla luce dell’affaire popolari e di tutto quanto uscito sui media che riguarda molte ex toghe sulle quali molto ci sarebbe da dire non c’è qualche ex collega della Carreri e qualche giornalista, specie del GdV, che dovrebbe farsi un esame di coscienza?

LEGGI L’INTERVISTA SU VVOX.IT

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BpVi, sempre più caso nazionale

Banca Popolare di Vicenza

Il caso BpVi è sempre più un caso nazionale. Dopo una prima pagina ieri e una seconda pagina oggi sulla versione cartacea, Il Fatto di oggi, nella sua versione on-line dedica alla vicenda addirittura uno speciale di sei pagine: de facto una breve monofrafia in cui si riassumono i tratti di un rovescio finanziario di proporzioni enormi…

LEGGI L’INTERO APPROFONDIMENTO DE IL FATTO…

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