Quindicenne trissinese muore a Roma: accertamenti su un automobilista

Elena Pierbattisti

(m.m.) Non sarebbe un motociclista, come ipotizzato inizialmente oggi in prima pagina su Il Giornale di Vicenza, bensì il conducente di un’auto blu, il presunto autore dell’incidente che a Fiumicino in provincia di Roma, avrebbe provocato la morte della trissinese Elena Pierbattisti (in foto). La giovane, che a fine mese avrebbe compiuto 16 anni era in auto col padre Sandro, che vive in Umbria. A ricostruire in questo modo la dinamica del sinistro è il quotidiano capitolino Romatoday.it che alle 11.oo si stamani ha dedicato all’argomento un lungo servizio. La ragazza avrebbe patito un duro colpo, poi rivelatosi fatale, a causa dello schianto addebitabile ad un van della Mercedes (una vettura con conducente, una cosiddetta Ncc, come ce ne sono tantissime nella Capitale) che da quanto si apprende dai media romani procedeva a grande velocità. Ad indagare è la polizia municipale di Fiumicino. Non è da escludere che presto giunga una segnalazione alla autorità giudiziaria. Al momento non si conosce il nome del conducente del van sulla cui persona sono in corso accertamenti. Del caso si è occupato, tra i tanti, anche il quotidiano Umbria 24 nonché il quotidiano Vicenzatoday.it.

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Gli strali di Ellero sui magistrati vicentini

Renato ElleroIn una lunga intervista rilasciata al sottoscritto il professor Renato Ellero spara a zero sull’affaire BpVi. Così a poche ore dall’arrivo nella città del Palladio del ministro della Giustizia Andrea Orlando, chiamato a valutare la situazione dopo la deflagrazione del caso giudiziario che ha colpito l’istituto di via Framarin, Ellero, già senatore della Repubblica, non le manda a dire. E punta l’indice verso magistrati, politici, imprenditori e società civile, delineando un vero e proprio sistema fatto di complicità e omertà dal quale sembra assai difficile uscire. Un sistema al cui orizzonte non si staglia solo il caso delle popolari venete…

LEGGI L’INTERVISTA A RENATO ELLERO

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Caso BpVi, la parola a Carreri

Cecilia Carreri

(m.m.) Oggi Vvox.it pubblica una mia intervista alla dottoressa Cecilia Carreri, l’ex magistrato in forza all’ufficio gip di Vicenza che da anni conduce una battaglia contro le anomalie della procura berica in una con quella per il suo reintegro in magistratura dal momento che la stessa dottoressa ritiene assolutamente privo di fondamento giuridico il procedimento disciplinare che ne è stata la causa scatenante. Ci sarebbe una piccola domandina da farsi. Alla luce dell’affaire popolari e di tutto quanto uscito sui media che riguarda molte ex toghe sulle quali molto ci sarebbe da dire non c’è qualche ex collega della Carreri e qualche giornalista, specie del GdV, che dovrebbe farsi un esame di coscienza?

LEGGI L’INTERVISTA SU VVOX.IT

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BpVi, sempre più caso nazionale

Banca Popolare di Vicenza

Il caso BpVi è sempre più un caso nazionale. Dopo una prima pagina ieri e una seconda pagina oggi sulla versione cartacea, Il Fatto di oggi, nella sua versione on-line dedica alla vicenda addirittura uno speciale di sei pagine: de facto una breve monofrafia in cui si riassumono i tratti di un rovescio finanziario di proporzioni enormi…

LEGGI L’INTERO APPROFONDIMENTO DE IL FATTO…

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Mister Padoan e i titoli tossici

bancarotta

(m.m.) Oggi Vicenzatoday.it mi ha intervistato sul tema della cosiddetta vicenda Vegas Consob. Una vicenda che ha forti addentellati con il caso BpVi, ma anche con i rovesci delle popolari venete nonché dell’Italia centrale. Al di là dei giusti attacchi patiti dal governo per la sua posizione ambigua, mio parere, la cosa più aberrante è la gelida ipocrisia con la quale il ministro all’economia Pier Carlo Padoan (e si dice Padoàn con l’accento sulla seconda vocale e non sulla prima come lo stesso ministro sostiene) ha giustificato l’interesse delle banche, e non solo delle banche, a smerciare titoli più o meno tossici per il mercato. Verrebbe da domandarsi: quanto il trading finanziario assomiglia allo spaccio di stupefacenti?

LEGGI L’INTERA INTERVISTA SU VICENZATODAY.IT

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L’ambiguo Padoan, la lobby bancaria e i timorosi veneti

banksters

(m.m.) Capisco le critiche sul ministro degli interni Angelino Alfano che difende Giuseppe Vegas in relazione al caso Consob. Ci stanno tutte. Come ci stanno tutte quelle sull’approccio al cloroformio del ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, che pure de facto, in sede di question time oggi, si è ben guardato dal dire alcunché su Vegas. Ed è altrettanto chiaro che l’Ncd, se la maggioranza democratica tocca Vegas, considerato vicino a Verdini e allo stesso Ncd, è pronto a far cadere il governo. Ma la cosa più grave che è emersa dal question time di oggi sono le parole ambigue con cui il ministro Padoan, a Montecitorio ha delineato la querelle sugli scenari probabilistici. Si tratta del cuore del problema e derubricarlo ad una questione di mera opportunità è cosa di una gravità inaudita. Soprattutto dopo i rovesci che hanno colpito, tra le altre, Veneto Banca, le popolari dell’Italia centrale e pure BpVi. Ma è possibile che nessuno si alzi urlando pretendendone le dimissioni? Va bene trattare veneti e italiani da sudditi. Ma coloro che sono stati colpiti da una sfilza di sfracelli finanziari, anche nell’operoso Veneto, stanno tutti i zitti? La lobby bancaria li annichilisce fino al punto di togliere loro anche il coraggio per un colossale sputo metaforico?

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Una costina per Zaia

Luca Felletti Luca Zaia Ilaria Bramezza

Ilaria Bramezza, una delle persone più vicine al presidente della autorità portuale veneziana Paolo Costa, sbarca a palazzo Ferro Fini come neo dirigentissima regionale tra gli squilli di tromba del governatore leghista Luca Zaia. In predicato di divenire direttore generale del comune di Venezia in mano al costiano Luigi Brugnaro, la Bramezza (in foto a destra), deve avere pensato bene di evitare ogni polemica preferendo altri lidi (e che lidi) dopo che la sua possibile nomina nel comune del capoluogo veneto era stata sgamata da Vvox.it. In quell’articolo tra l’altro erano state messe nero su bianco tutte le liason della dottoressa Ilaria con la galassia dei project tanto cara a Giancarlo Galan a partire dagli incarichi della manageressa in Serenissima proprio con il ruolo di consulente nell’ambito dei project financing… Una garanzia verrebbe da pensare dopo l’epopea tragica dei progetti di finanza alla veneta. Ora che a Venezia si ritorna incessantemente a parlare di porto off-shore, di Contorta Trezze bis e di Terminal passeggeri da cedere ai soliti noti, partita nella quale la regione capitanata da Zaia conta e come, chi ti compare come supermanager della giunta? Proprio la Bremezza Ilaria… in arte Costina. Siamo di fronte ad un segnale equivoco di unitarietà d’inciuci? Da tempo peraltro nella città di Marco Polo in molti si lamentano della apertura di credito che Zaia sta facendo verso l’arcipelago marchian costiano, per esempio in tema di crocieristica: un ménage à trois benedetto da Santa Maria Moretti, in arte Alessandra, e da un pezzo importante del currency board del Pd. Last but not least: come mai mister Zaia nel suo comunicato da libro cuore s’è dimenticato di comunicare a quanto ammonterà la guadagna della dirigente? Specchio delle mie bramezze quanto ci costerà la costina delle Trezze?

Marco Milioni

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Dal clamore di Report al silenzio veneto

Report headpage

Un presidente della Consob, Giovanni Vegas, che si muove per far sparire dai prospetti informativi per la vendita di prodotti finanziari gli schemi riassuntivi semplificati. Il nuovo vicepresidente di Veneto Banca Luigi Schiavon (già al centro di una furibonda querelle col Csm quando si dimise da magistrato e da presidente del tribunale di Treviso all’indomani di un sonoro provvedimento di trasferimento per incompatibilità col figlio avvocato), che si dà da fare perché la banca rinnovi l’incarico allo studio legale dove lavora il figlio. I dubbi a gogo sul neopresidente di VeBa Stefano Ambrosini e i suoi trascorsi in Alitalia. È questa la tripletta micidiale messa a segno ieri da Report su Rai Tre in una puntata nuovamente dedicata, ma non solo, allo scandalo delle popolari venete (lo staff della trasmissione ha già messo a disposizione del pubblico anche la trascrizione dattiloscritta della puntata, che peraltro è scaricabile pure nella versione con l’indicazione dei link sorgente).

Se a tutto ciò si aggiungono due recenti articoli del Corsera e di Repubblica che approfondiscono aspetti noti e ignoti sul cordone sanitario di foggia istituzionale tessuto negli anni a protezione di Veneto Banca e BpVi, il sistema finanziario nazionale e quello veneto in primis, ne escono a pezzi. Ancora una volta però dopo le notizie date dalla trasmissione condotta da Milena Gabanelli il mondo della politica veneta e quello dell’informazione, tranne qualche eccezione, sono rimasti muti. Eppure la Gabanelli ha addirittura chiesto le dimissioni di Vegas dopo avere mostrato un documento esplosivo (protocollo 11038690 in data 3 maggio 2011) che certifica l’ordine di quest’ultimo affinché gli uffici invitino le banche le banche e più in generale gli intermediari a non presentare in calce ai contratti di vendita di prodotti come le obbligazioni «i cosiddetti scenari probabilistici – vale a dire, approfondisce Il Fatto – la indicazione sintetica delle probabilità di guadagnare o perdere su un determinato titolo». Il che, sempre secondo Report, avrebbe impedito ad una miriade di risparmiatori di incappare in investimenti dalle conseguenze nefaste.

Ironia della sorte il primo ambito in cui nel 2011 si applica ‘la deregulation made in Vegas’ riguarda proprio la galassia BpVi: «Tale orientamento – si legge appunto nella nota del 3 maggio 2011 – troverà prima applicazione con l’istruttoria relativa all’istanza di autorizzazione del documento relativo all’offerta pubblica di scambio proposta dalla Popolare di Vicenza su polizze Berica Indicazione 3, Berica Indicazione 4, Berica Indicazione 6, emesse da Berica Vita spa e sulla polizza New Life Borsa 36 emessa da Vicenza Life Ltd». Su questa strana tempistica è in corso qualche accertamento?

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Trama popolare

L'Espresso 20 maggio 2016

Ci sono affari che riguardano da vicino Alfio Marchini, la società Lujan e la Popolare di Vicenza. Ci sono liason dangereuse le più varie. C’è la politica che conta e un ordito di trame finanziarie di altissimo livello. Spuntano i nomi di Gianni Zonin, Federica Guidi, nonché del fedelissimo del premier Matteo Renzi, Marco Carrai nel numero dell’Espresso in edicola oggi. Che da pagina 36 pubblica due servizi tutti da leggere a firma di Vittorio Malagutti, uno dei giornalisti economici più conosciuti del panorama italiano. Il denominatore comune dei due approfondimenti è proprio quello della Popolare di Vicenza, una galassia opaca da mesi al centro di uno scandalo di portata nazionale. Verso quest’ultima l’Espresso accende un potente faro che ha illuminato una figura tanto importante quanto poco nota alle cronache, quella di un uomo prossimo a Zonin, Paolo Angius. Che il settimanale romano lo vede lanciato in una traiettoria ad alta velocità e ad alto rischio «tra affari, carriera e segreti». Il che significa certamente una cosa, tra un «giglio magico» e un baccalà alla vicentina si sentirà ancora parlare di lui.

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Tav veneta, le opacità del caso Lande

Lente Ingrandimento

La società Lande srl, in odore di Camorra secondo Il Mattino di Padova di oggi, si sarebbe occupata o starebbe sul punto di occuparsi di alcune opere importanti nel Veneziano: fra queste il Passante mestrino e alcuni interventi di bonifica a Marghera. Il Mattino però non dice che lo stesso nome compare nel progetto per la tratta Montebello Vicentino-Vicenza della Tav; nello specifico si occupa della redazione di uno studio di impatto ambientale. Il che è riscontrabile proprio a pagina 2 del documento di riferimento. C’è però un punto da approfondire. Il Mattino parla di Lande srl; le carte depositate al ministero in relazione allo studio ambientale parlano di Lande spa. Lande srl e Lande spa hanno la sede al medesimo indirizzo: ovvero via Cardinale Guglielmo Sanfelice 8 in Napoli. Una risposta in tal senso potrebbe venire dallo stesso sito web della Lande in cui si parla di trasformazione da srl in spa. Rimane da capire che cosa pensino al riguardo coloro che sostengono (o che lo avversano) il progetto per l’attraversamento della cosiddetta Tav nel tratto Padova vicenza Verona.

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