Nel think tank trevigiano Casaleggio sente il profumo di Zaia

«Di questo argomento ho voluto parlare direttamente con Gianroberto Casaleggio, perché avevo il sentore che la posizione No Tav venisse travisata, traducendo la contrarietà agli sprechi con una bocciatura senza appelli dell’alta velocità. Alla fine ci siamo chiariti. Noi vogliamo le infrastrutture e anche loro». Così parlò Massimo Colomban sul Corriere del Veneto del 13 aprile 2013 a pagina 3. Tesi simile ripresa pochi giorni appresso sul portale della stessa testata. Ma siamo sicuri che dalle parti del M5S sappiano bene chi è Colomban? E soprattutto è vero che il M5S sulla Tav la pensi come uno che in fondo in fondo la vuole?

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La puntura del Grillo

Tra un’oretta e poco più Beppe Grillo sarà in piazza dei Signori a Vicenza per dare lo shock ai suoi in vista delle elezioni municipali di fine mese. È la seconda volta che succede giacché nel 2008 «Beppe nazionale» gremì di persone, di speranze e di attese, il palasport di via Cavalieri di Vittorio Veneto. Nonostante il fuoriclasse ligure in posizione di centravanti all’epoca il M5S, che rifiutò l’apparentamento con una serie di compagini più piccole fece pochino. Non è un caso che quella sera si decise di non portare sul palco e di non offrire a Grillo i tabù della giunta e della città: nomi, cognomi, lottizzazioni, conflitti di interesse, inchiste penali, collusioni confindustriali con media e istituzioni: tutto rimase sospeso. Il M5S pagò cara l’inesperienza e la scelta prudente tanto che nonostante un endorsement così potente nessuno dei candidati finì in sala Bernarda. L’aria che tira è quella che oggi in questo senso sarà replicata l’opzione del 2008. Ad ogni modo fra qualche giorno l’obiettivo di minima dell’ingresso in aula sarà senza dubbio raggiunto. Ma se sul palco Grillo & Zaltron non caleranno i carichi di briscola, e ce ne sono, giacché i media non allineati ne parlano da anni, il risveglio a giugno potrebbe essere amarissimo per chi si attende il cambiamento 2.0. Recentemente intervistata dal GdV Zaltron alla domanda su quali siano i suoi quotidiani in qualche modo preferiti o letti d’abitudine ha risposto Il giornale di Vicenza e Il Sole 24 Ore, ovvero i due fogli di Confindustria a Vicenza e a livello nazionale. Sottigliezze per accalappiarsi il voto moderato? Oppure disvelamento di un’anima votata alla mediazione «toujours» che nel M5S del Veneto sembra crescere giorno dopo giorno? In sei anni in città e dintorni la protesta contro la Ederle bis è stata completamente ristretta, sterilizzata, ridotta in certe sue parti ad una protesi di Variati. Succederà lo stesso per i «rivoluzionari» del M5S o questi avranno la forza, o meglio l’intelligenza, di non farsi fagocitare da un sistema di cooptazione che è l’arma finale per una elite sempre più arroccata, assediata, ma sempre più decisa a non mollare un solo privilegio?

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Il «miraggio» degli sconti fiscali per salvare i project financing

La ciambella delle agevolazioni fiscali per salvare le autostrade in project financing. Gli sconti previsti dalla legge 183/2011 (articolo 18) sbloccati con le linee guida del 18 gennaio scorso cominciano a essere valutate dagli enti concedenti e dalle società concessionarie come l’unico strumento in grado di salvare le molte operazioni incagliate a causa di un piano economico che non regge più, a causa della crisi bancaria ed economica degli ultimi anni.
Saltata l’ipotesi di portare subito al Cipe il progetto da 8,7 miliardi per la Orte-Mestre, tra le grandi opere a caccia di «defiscalizzazione» figurano la Pedemontana Piemonte (da 800 milioni) e il progetto da 2 miliardi per la Tirrenica.

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Valdastico Nord, ok del Cipe sul prolungamento della A31

Il Comitato interministeriale per la programmazione economica ha approvato con prescrizioni il progetto preliminare riguardante la realizzazione del primo lotto funzionale Piovene Rocchette – Valle dell’Astico dell’Autostrada A31 Valdastico Nord. «È una buona notizia, un ulteriore passo per il completamento di un’arteria – ha commentato l’assessore alle politiche della mobilità del Veneto Renato Chisso, presente alla seduta del Cipe in rappresentanza del presidente Luca Zaia – la cui utilità non è di oggi, ma venne capita ancora negli anni 60, quando venne ipotizzato il collegamento Trento – Vicenza – Rovigo».

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Bordate sul project financing

(m.m.) Dopo l’esplosione del caso Baita la temperatura in seno alla politica veneta sembra andare in fibrillazione anche in ragione di un aumento del pressing del M5s. Quest’ultimo nel week-end aveva organizzato a Padova una iniziativa sul progetto di finanza che ha avuto grande eco sui media regionali. Passano pochi giorni e a Verona, dopo la proposta lanciata da una serie di comitati locali che si battono contro il traforo delle Torricelle (che realizzerà l’onnipresente Mantovani), è arrivata la risposta dei supporter del M5s che hanno appoggiato massicciamente l’evento. Una mobilitazione che ha anche coinvolto il Pd. Ed è proprio questa idem sentire tra la base democratica e la linea dei grillini che ha messo in allarme i piani alti dei democratici che nel Veneto pur tra mille distinguo hanno sempre tenuto bordone rispetto alle iniziative promosse con la finanza di progetto. Con la presenza massiccia dei parlamentari del M5S il peso e gli equilibri sono mutati: ne è prova la reazione irritata del sindaco di Verona dopo che proprio sul sito di Grillo era comparso un lungo post in cui si criticava il tunnel delle Torricelle. Al j’accuse di Grillo ha dato parecchio risalto il portale del Corvenet mentre lo stesso quotidiano oggi nella sua parte cartacea dedica agli approndomineti del caso un servizio in pagina  due e un servizio in pagina 2 e un servizio in pagina 3. Le critiche al tunnel veronese si affiancano alle altre gettate sul tappeto da tutto il M5S veneto nei confronti di altre opere realizzate col project financing; tra queste la Spv, la Valsugana bis e gli ospedali di Mestre e Santorso. Rimane da capire se ora il M5S aumenterà l’intensità della querelle o se le critiche si quieteranno. Almeno per un po’.

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Pranzo, fiori e inviti: caro assessore ci spieghi le spese di quei convegni

Egregio assessore Donazzan,

come ricorderà alcuni mesi addietro ho inviato una lettera al presidente della Regione Zaia, oggetto della quale era il consistente contributo erogato in favore del Coisp per l’organizzazione di alcuni eventi. Più in particolare in quell’occasione ho chiesto di accedere agli atti per verificare come fosse stato possibile spendere 38 mila euro per tre convegni. Nella dichiarazione con cui Lei ha pubblicamente replicato alla mia istanza (Corriere del Veneto, 31 ottobre 2012), dopo aver criticato «Filippi e i suoi», a Suo giudizio incapaci di «dimostrare un po’ più di dinamismo», ha concluso affermando che «Patrocinio e contributi li ridarei domani, se solo ci fossero i soldi». Adesso che, dopo una defatigante attesa delle autorizzazioni, ho potuto finalmente avere accesso – solamente – ad una parte degli atti (quelli relativi a due dei convegni), sono in grado di capire meglio il Suo entusiamo auto – apologetico…

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Emiliano? You can’t


«Grillo scelga il premier. Per noi è un’opportunità… È il Pd che deve appoggiare i Cinque Stelle, non viceversa. Il M5S vuole recuperare la centralità del Parlamento, combatte per acqua e scuole pubbliche, contrasta i privilegi della casta: idee che professiamo da anni, ma che non siamo mai riusciti a concretizzare…». È questo uno dei passaggi fondamentali di una breve intervista a Michele Emiliano, primo cittadino democratico di Bari, pubblicata oggi su Il Fatto a pagina 5 e rilanciata sul portale della testata capitolina. La proposta lanciata da Emiliano, uno dei sindaci più noti del Pd, ha immediatamento fatto il giro nel movimento capitanato dal segretario nazionale Pigi Bersani. Dai rumors che arrivano da Roma pare che la «trovata» abbia riscosso più di qualche parere favorevole, specie nella base e nell’ala legalitaria del partito che vede in Emiliano e in Ignazio Marino tra i personaggi di punta. Dopo i primi entusiasmi per una soluzione, che a dire di diversi dirigenti del Pd, potrebbe costituire una stretta via d’uscita dall’impasse istituzionale in cui si trovano le due camere, sarebbe però arrivata una doccia gelata da parte di influenti ambienti Usa in Italia che avrebbero definito l’opzione sommamente inopportuna. Il motivo? Il premier in forza al M5S avrebbe accesso totale ad una serie corposa di documenti soggetti a segreto di Stato, ivi inclusi i protocolli operativi che regolano la presenza nella Nato dell’Italia e quelli relativi all’utilizzo delle basi militari in uso agli americani, Vicenza in primis. Si tratta di questioni di natura strategica rispetto alle quali da anni il M5S, come altre forze del resto, chiede chiarezza totale. Per questo motivo l’ipotesi Emiliano avrebbe incontrato la ferma contrarietà di alcune cancellerie occidentali che non condividono in questo senso l’apertura integrale cara ai supporter del M5S.

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Cis, valorizzare l’area prima di venderla

Arriverà entro giugno il bando per l’asta dei terreni del Cis di Montebello Vicentino. E per vendere si punta tutto sull’appetibilità commerciale di quell’area, inizialmente votata allo sviluppo logistico. Nei giorni scorsi i soci della Spa hanno prorogato il mandato per predisporre il documento ai tre liquidatori nominati qualche mese fa. Inizialmente era stato dato l’input di procedere con il bando entro fine gennaio, ma lo studio della situazione e della normativa richiede più tempo. Ed è proprio una legge regionale pubblicata di recente a rappresentare l’elemento di novità per l’area di 500mila metri quadrati (di cui 227mila della società Af99 della famiglia del senatore Alberto Filippi e il restante della spa pubblico-privata). Ora ci si concentra sulla valorizzazione del commerciale, lasciando definitivamente da parte lo sviluppo logistico, obiettivo per cui è sorta la società 25 anni fa. Il sogno di costruire un centro intermodale è tramontato definitivamente a novembre, quando l’assemblea dei soci (tra i principali ci sono Provincia, Autostrada Brescia-Padova, Camera di commercio, Fiera, Comune di Vicenza) ha deciso di mettere in liquidazione e ha dato mandato a tre esperti di portare avanti la questione. «Stiamo procedendo con l’iter di valorizzazione dell’area – spiega Monica Grassi che presiede il gruppo dei liquidatori – Dal primo gennaio c’è una nuova normativa che, per dimensioni, fa rientrare quest’area nella competenza regionale». Ciò potrebbe significare una procedura più veloce per realizzare insediamenti di quel tipo a Montebello. Sintetizzando, la procedura verrebbe snellita, «saltando l’iter delle delibere comunali. Così l’area diventa decisamente più appetibile e in tempi più brevi» afferma Grassi. Al momento non c’è ancora un’indicazione sul valore da attribuire ai terreni, la cui vendita avverrà attraverso un’asta. «Abbiamo l’appoggio di tutti i soci e le istituzioni coinvolte», tiene a precisare la presidente dei liquidatori.

Elfrida Ragazzo
da Il Corriere del Veneto del 17 febbraio 2013; edizione di Vicenza pagina 11

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La banda del project

Nei comuni attorno a Bassano del Grappa sono nati numerosi comitati contro la nuova infrastruttura che, a pagamento, dovrebbe canalizzare in un tubo chiuso oltre 30.000 veicoli al giorno. Molti si sono concentrati sulle esche che sono state gettate per mettere fuori strada le attenzioni dei cittadini, dei sindaci e delle amministrazioni locali. Sulle questioni nodali e indispensabili per la realizzazione di infrastrutture come Valsugana e SP (ma in Veneto vi sono oltre una decina di PF in autostrade), a pagamento e con il Project Financing non vi è alcun approfondimento pubblico…

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Parentopoli in banca

(p.m.) È la banca dell’intelligence italiana. A servizio completo. Da oltre sette anni Banca Nuova gestisce i fondi per gli stipendi degli 007 italiani. Oltre a occuparsi di tesoreria, la direzione di Banca Nuova, sotto la gestione di Francesco Maiolini (oggi sotto indagine a Palermo per usura bancaria), ha sistemato tra i suoi ranghi figli e parenti di dirigenti dell’intelligence civile. L’ultima new entry è il figlio del capocentro Aisi di Palermo. A dire il vero, però, non dai soli servizi segreti ha attinto il management della banca per strutturare i propri uffici. I benefit sono stati distribuiti all’intero arco “istituzionale”, estesi anche a parenti di magistrati e politici. Maiolini, passato da qualche mese alla guida dell’Irfis, il mediocredito della Regione Sicilia, ha sempre rivendicato con orgoglio quelle assunzioni. Il dossier assunzioni a Bancanuova venne preso in carico un anno e mezzo fa dalla Dia di Palermo. Ma anche il capocentro degli investigatori antimafia del capoluogo siciliano aveva piazzato il figliuolo in cerca di lavoro.

FONTE L’Espresso
AUTORE Primo Di Nicola
in edicola il 18 gennaio 2013 con data di pagina al 24 gennaio 2013

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