La “saudade” di Dalla Grana, un borghese grande grande

Maurizio Dallagrana

Maurizio Dalla Grana rappresenta al meglio quell’etica borghese, che semmai esistita in Italia, da tempo è morta e sepolta sotto uno strato impenetrabile di terrame affaristico di risulta e di delinquenza pacchiana. Un mix di mestizia e solitudine, mai sfociati nell’abbandono della barricata,  è il tratto distintivo della battaglia ultradecennale di Dalla Grana in una vicenda, quella della Popolare di Vicenza, che ha cambiato per sempre i connotati alla provincia berica: nonché alla regione che fu della Serenissima, anche per l’affaire cugino di Veneto Banca. E così basta una scorsa veloce all’intervista che ho firmato ieri per Vvox.it, ma soprattutto basta uno sguardo agli occhi tristi, ma senza il minimo segno della resa, dell’imprenditore di Lonigo, per avere la cifra della “saudade” che ha accompagnato un ribelle a tutti gli effetti. La sua è stata una ribellione, ad un andazzo morbosamente vorace, condotta col ragionamento, con lo studio dei bilanci, con l’analisi della carte, con le denunce nelle sedi opportune: mai una parola sopra le righe, mai un’invettiva violenta, mai una affermazione che potesse essere confusa col rancore. Ce ne fosse stato un centinaio di imprenditori così, su oltre 100mila soci, l’istituto di via Framarin non sarebbe finito nella vasca imhoff in cui soffoca oggi. Ma l’aspetto per certi versi ancor più disperante è che da uno come Dalla Grana gli imprenditori che fanno parte del gotha alla polenta & schei che sgoverna il Veneto dagli anni ’80 non potranno mai imparare un’acca: non è nelle loro corde.

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Risparmiatori, vietato protestare a Pontassieve davanti a casa di Renzi

Banche, proteste a Roma

Questo pomeriggio Vvox.it pubblica una notizia di quelle che danno da pensare, e forse da disperare, su che cosa sia lo Stato di diritto in Italia. Ai risparmiatori colpiti dal rovescio delle popolari venete e dell’Italia centrale, non è nemmeno consentito protestare liberamente a Pontassieve, luogo di residenza del premier Matteo Renzi. Questa almeno è la denuncia dei comitati

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Colomban ai raggi X del Corriere Veneto

X Rays Massimo Colomban

(m.m.) Va letto tutto d’un fiato l’approfondimento che Il Corriere del Veneto dedica a Massimo Colomban, l’imprenditore trevigiano da poco divenuto assessore alle partecipate del comune di Roma, oggi retta da una maggioranza a Cinque stelle. Nell’articolo, che tra l’altro comincia in prima pagina, l’autore Giovanni Viafora punta la sua attenzione sulle frequentazioni politiche anche di vecchio corso di Colomban. Tra le quali spuntano quelle con la nebulosa dell’ex governatore azzurro Gianfranco Galan (che ha patteggiato una pena nell’ambito della scandalo Mose) e quelle con un altro ex governatore di lusso. Quell’ex Gianfranco Cremonese (di natali vicentini), coinvolto nel gorgo della prima Tangentopoli veneta. Anche Cremonese per quella vicenda patteggiò una pena. Viafora poi racconta della liason con la galassia Finint del fu duo Marchi De Vido e soprattutto la prossimità con l’ex boiardo Giancarlo Elia Valori, il «metamassone», di cui parla con dovizia di dettaglio Miguel Martinez sul portale di Arianna Editrice. Ad ogni modo la prospettiva fornita dal Corriere Veneto è interessante anche e soprattutto se letta in relazione alla discussione in atto sulla reale natura di Confapri, il think tank creato proprio da Colomban a ridosso del 2013 in una con le ramificazioni di questo circolo anche in ambienti internazionali.

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Che figuraccia per Zonin… e per il commensale Monorchio

Andrea Monorchio

(m.m.) Gianni Zonin, ex presidente di BpVi, esce letteralmente a pezzi nel ritratto che oggi gli dedicata Dagospia a tutta pagina. Il popolare portale creato da Roberto D’Agostino per vero non fa altro che rilanciare un servizio pubblicato sul quotidiano La Verità e firmato dal giornalista veneto Stefano Lorenzetto. Il quale nella sua lunga analisi distilla un passaggio al curaro: «… con mia grande sorpresa mi ritrovai a pasteggiare insieme ad Andrea Monorchio, il Ragioniere generale dello Stato che per quasi tre lustri era stato il più alto contabile della Repubblica. Ma che c’ entravo io con Monorchio? Non l’ho mai capito. Di sicuro Monorchio c’entrava qualcosa con Zonin, visto che nel 2014 fu nominato vicepresidente della Bpvi con un appannaggio annuo di 294.700 euro lordi. Del resto il metodo della casa vinicola è sempre stato questo, come potrebbero ben testimoniare procuratori della Repubblica, assessori regionali e sindaci, spesso compagni di caccia del banchiere nella sua tenuta friulana di Ca’ Vescovo. I notabili, a cominciare dagli editori quotati in Borsa e dai giornalisti, meglio farseli amici. Nella vita non si sa mai…».

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Decesso Pierbattisti, sul San Camillo le dure parole della madre di Elena

Elena Pierbattisti

Ieri Vvox.it ha pubblicato una toccante lettera aperta di Riccarda Bisazza, madre della giovane Elena Pierbattisti uccisa tra Roma e Fiumicino ai primi d’agosto a seguito di un grave incidente stradale. Nella lettera aperta la donna lamenta le condizioni poco decorose nonché il degrado dell’ospedale San Camillo e dell’obitorio del Verano. Due strutture della capitale che secondo gli estensori (la missiva è firmata anche dai fratelli di Elena) dell’accorato scritto non sono state all’altezza della situazione. Dal testo pubblicato da Vvox.it si apprende peraltro che i tre firmatari hanno tessuto invece le lodi del personale medico e dei sanitari dell’ospedale nonché di quello dell’ambulanza per l’abnegazione con la quale questi hanno cercato di salvare la vita della giovane. Frattanto trapelano le primissime indiscrezioni sulle indagini. In circostanze del genere infatti la magistratura apre d’ufficio un fascicolo che con ogni probabilità vista la dinamica del sinistro, vaglierà anche l’ipotesi di reato, a carico dell’autista del van che ha causato l’incidente, di omicidio stradale.

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I veneti di Roma e la galassia Confapri

picofrome

Mentre gli assessori della giunta capitolina si confrontano, anche dialetticamente, sul futuro delle partecipate, sullo sfondo rimangono da chiarire alcune liason materializzatesi in seno e attorno all’esecutivo Cinque stelle capitanato dal sindaco Virginia Raggi. In una lunga intervista pubblicata due giorni fa su Il Fatto, Stefano Vignaroli, vicepresidente della Commissione ecomafie, ammette il suo intervento nel percorso che ha portato il sindaco ad affidare alla rodigina Paola Muraro una contestata delega all’ambiente. Un nome, ribadisce Vignaroli sempre al Fatto che gli sarebbe stato suggerito dalla trevigiana Laura Puppato, componente della stessa commissione e notabile del Pd veneto…

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Caso Colomban, LaSberla su Dagospia

(m.m.) Ieri sera Dagospia, il popolare portale dedicato al retroscena fondato da Roberto D’Agostino, ha pubblicato a tutta pagina il mio approfondimento sempre di ieri dedicato al caso Colomban. Ne approfitto per ringraziare Dagospia nonché i tantissimi lettori del mio blog che dall’Italia, dalla Francia, dagli Usa, dalla Cina, dalla Germania, dalla Russia e persino dall’Ucraina, hanno prestato attenzione ad un aspetto importante: quello del feeling del nuovo assessore alle partecipate Massimo Colomban (chiamato dal sindaco Cinque stelle di Roma Virginia Raggi) rispetto alle grandi opere. Un feeling, condito con una vicinanza storica al gotha politico-economico del Veneto, che è l’esatto opposto di quello propugnato dal M5S. I giornaloni nazionali, nonostante il post fosse diventato virale, questa contraddizione non l’hanno saputa cogliere. O peggio non l’hanno voluta cogliere. Ma alle volte il web…

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Colomban, da Zaia a Raggi passando per il Mose, la Tav, le olimpiadi e la Spv

Massimo Colomban
«Completamento infrastrutture: i grandi raccordi a nord dell’Allemagna e della Valdastico che và altresì raccordata a sud… L’alta velocità… fra Torino e Trieste… la Pedemontana Veneta o Spv… La Romea commerciale, ma direi una Romea che colleghi fino a Roma… il Veneto come un’area metropolitana fatta di centri e poli in rete… Venezia deve completare il Mose, senza più ritardi… finanziare le energie alternative con l’uso di biomasse… aumentare l’indice di edificabilità… Olimpiadi 2020, dovremmo comunque vada la scadenza, fare nel 2020 le Venetiadi, una scadenza ed un impegno per far decollare il Veneto…». Queste poche righe, in cui si parla anche della Romea commerciale nota anche come Orte Mestre, sembrerebbero uscire dalla bocca di qualche fan azzurro in piena era era Galan o dalla bocca di qualche supporter della democratica Alessandra Moretti, già deputata, già eurodeputata oggi capogruppo del Pd in Regione Veneto. E invece no. Si tratta di un estratto dal programma elettorale di Massimo Colomban, imprenditore col cuore liberale e di centrodestra che nel 2010 si candidava (poi trombato) alle elezioni regionali assieme a quel centtrodestra fatto da azzurri e Lega che avrebbe portato allo scranno di governatore il leghista Luca Zaia (che da anni di Colomban è amico) e a quello di assessore ai trasporti quel Renato Chisso del Pdl poi finito nell’affaire Mose assieme all’ex governatore azzurro Giancarlo Galan….

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Bassano, Nottecriminale incontra i suoi lettori

(m.m.) Alessandro Ambrosini, autore, blogger e ideatore del portale Nottecriminale incontra i suoi lettori per un caffé nell’ambito di una iniziativa singolare che prende il nome di Angeli e demoni. Lo si apprende dalla pagina Facebook dello stesso autore. L’iniziativa è prevista durante la mattinata di martedì 27 settembre a Bassano del Grappa presso il Caffé dei libri dalle ore 10,30 alle 11,30. «Sarà un’occasione – si legge sulla locandina digitale nonché sul memo stampabile – per fare quattro chiacchiere con l’autore in assoluto relax e in modo assolutamente informale: si parlerà – si legge ancora nel volantino – di vicende venete e nazionali, a tinte rigorosamente noire: tinta nera come un buon caffè  davanti a un buon espresso».

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L’anticapitalista musicale

Joe BonamassaJoe Bonamassa negli Usa è un simbolo… È uno di quegli artisti che pur rivolgendosi ad un pubblico non di nicchia è riuscito a fare a meno delle major: producendo e distribuendo la sua musica per conto suo. Dai video agli eventi live, per il chitarrista rock-blues nato nel ’77 a New Hartford nello Stato di New York, nulla è lasciato alla music industry. E che Bonamassa sia la risposta homebrewed al capitalismo musicale se n’è accorto anche uno dei templi mediatici del capitalismo a stelle e strisce come Forbes, che in aprile ha dedicato a Bonamassa un lungo approfondimento dopo che il musicista di chiare origini italiane ha celebrato il suo 25esimo anno di permanenza ininterrotta sulla scena musicale americana ad altissimi livelli… In Italia non ne parla nessuno ovviamente. E per chi volesse gustare il suo sound ecco un assaggino

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